flag_rotate-03flag_rotate-02flag_rotate-13flag_rotate-12flag_rotate-09
Sabato 24 Aprile 2010 03:37

DON CARLO, IL PRETE COMANDANTE PARTIGIANO CHE LIBERO’ REGGIO EMILIA

Scritto da  Giancarlo Giannotti

DON CARLO, IL PRETE COMANDANTE PARTIGIANO CHE LIBERO’ REGGIO EMILIA



Dal cestino della storia, è riemerso il memoriale di un  grande protagonista della Resistenza: don Domenico Orlandini, fondatore e comandante, col nome di battaglia di “Carlo”, della brigata
partigiana “Fiamme Verdi” che operò nella provincia di Reggio Emilia fino alla liberazione  della città, la sera del 24 aprile 1945.  Fu, a dir poco, un grande che si meritò dal rinato esercito italiano il grado di generale di brigata.

Dagli inglesi, inoltre, gli fu conferita la più alta onorificenza militare britannica, la “Victoria Cross”,  per aver liberato dai campi di prigionia italiani e condotto, a più riprese, al di là delle linee tedesche almeno 3.700 soldati  alleati, tra cui anche il figlio del generale Montgomery.  Già nell’ottobre del 1943, gl’inglesi ebbero subito fiducia in questa sorta di prete ribelle, più propenso all’uniforme che non alla tonaca, tanto che lo addestrarono e lo utilizzarono come agente del loro servizio d’intelligence.

 Nei due anni successivi “Don Carlo”, come ormai tutti lo chiamavano, fu anche il loro referente circa i lanci di materiale bellico e logistico sull’Appennino reggiano, sempre a stretto contatto di agenti inglesi che operavano dietro le linee, nell’Emilia ancora oppressa e massacrata dalle divisioni nazi-fasciste.

Erano i mesi e gli anni della mattanza. Ai massacri si rispondeva con i massacri.  Al sangue col sangue. Le vittime innocenti si aggiungevano ad altre vittime innocenti. All’orrore si sommava altro orrore.

E Il comandante don Carlo, con le sue Fiamme Verdi,  fu uno di quelli che spesso inceppò quella macchina generatrice di morte che fu la guerra  civile dentro un conflitto mondiale non ancora spento.  Salvare vite umane, senza curarsi di quale divisa indossassero, al di là dei meriti o delle colpe, fu una delle sue costanti. Sappiamo che tremila settecento furono i soldati alleati, ma nessuno saprà mai quanti furono i ragazzi di Salò, in fuga dai massacri commessi, che salvò dai mitra comunisti che sparavano su tutto ciò che rappresentava il passato. Come non sapremo mai quanti furono quei  civili che salvò da una giustizia sommaria, solo perché familiari o amici, di gente che aveva collaborato col passato regime fascista. Salvò anche partigiani dalla mannaia di altri partigiani. O preti che durante le loro omelie avevano criticato le emergenti  ideologie staliniste o bolsceviche.

Durante la lotta partigiana, fu in contatto coi fratelli Dossetti, Marconi, Togliatti e tanti altri che si prodigarono per liberare l’Italia dalle catene nazi-fasciste

Si dice che chi salva un uomo, salva tutta l’umanità, e don Carlo di gente ne ha salvata davvero tanta. Peccato che nessuno abbia salvato lui dal grigio anonimato dentro cui scomparve nei decenni successivi. Partigiano e sacerdote  schietto, diretto, scaltro, dallo spirito troppo libero per farsi irretire  nei giochetti dei politici del dopoguerra, si mosse forse negli ambienti ecclesiastici ed in quelli dei partiti nati dalla Resistenza, come un elefante dentro un negozio di porcellane. E i cocci li pagò col suo isolamento. 

Nei trent’anni successivi, fu spedito a fare il parroco nelle sperdute chiesuole  dell’Appennino reggiano, dove ancora tutti lo ricordano come prete allegro e spregiudicato, ma capace di portare a Dio gente che senza di lui in chiesa non ci sarebbe mai entrata.

Morì nel 1977 nella casa canonica di Pianzano, dove riposa nel vicino cimitero, a strapiombo su una vallata che evoca volteggi di aquile e vagabondare di lupi.

Il suo memoriale, scritto dallo stesso don Domenico Orlandini, attorno al 1948, è stato per la prima volta dato alle stampe e divulgato, dalle EDIZIONI DEL NOCE col titolo di “Memoriale di don Carlo,  l’ eroe sconosciuto” .

Speriamo che renda giustizia e notorietà a un grande partigiano, a un grande sacerdote e, soprattutto, a un grande italiano.

News

LA JUVENTUS FA… 90

LA JUVENTUS FA… 90

    Blindato il terzo posto, il Napoli scende al Friuli deconcentrato e stanco tanto da sbagliare alcune facili occasioni sotto rete, ne profitta l’Udinese che se avesse sfruttato il vistoso calo partenopeo nella ripresa, forse avrebbe potuto conquistare l’intera posta. Alla fine un pareggio che accontenta entrambe.   Grazie alla buona giornata di Balotelli (incerto e dolorante fino a pochi secondi dall’inizio), il Milan strapazza il Livorno e conquista la sua quinta vittoria consecutiva, grazie alla quale raggiunge il Parma e conquista...

Sport Francesco Guzzardi

Continua a leggere

QUANDO LA PASSIONE SALE IN CATTEDRA

QUANDO LA PASSIONE SALE IN CATTEDRA

Conversazione con Luisa Cappuccio*, autrice di Margherita e i banchi di scuola**   Dopo essersi felicemente cimentata nella produzione lirica e nella narrazione breve, Luisa Cappuccio approda ora al suo primo romanzo, Margherita e i banchi di scuola, un’opera dai colori vivaci, dalle emozioni freschissime e dall’indubbio spessore etico-civile, che ci parla del mondo della scuola, delle sue problematiche e delle sue sottili implicazioni psicologiche ed esistenziali, ma che sa anche tuffarci con efficacia all’interno di pagine importanti della nostra storia degli...

Editoria Roberto Fantini

Continua a leggere

TUTTA COLPA DI FREUD: TUTTI IN PSICANALISI

TUTTA COLPA DI FREUD: TUTTI IN PSICANALISI

  Francesco (Marco Giallini), psicanalista , è divorziato e vive a Roma con le sue figlie, tre belle ragazze con problemi di cuore. Padre affettuoso, gentile , comprensivo, moderno e premuroso presta sempre la sua professione per cercare di districare le preoccupazioni che angosciano le figlie. Sara (Anna Foglietta)torna dagli Stati Uniti con una delusione amorosa da una relazione omosessuale, Marta (Vittoria Puccini), libraia, è infatuata di uno scrittore sposato che non la considera affatto ed Emma (Laura Adriani), studentessa di 18...

Cinema - teatro Administrator

Continua a leggere

COMMERCIO ESTERO: IL SUPEREURO INCEPPA LA MACCHINA DELL’EXPORT SUI MERCATI EXTRA-UE

COMMERCIO ESTERO: IL SUPEREURO INCEPPA LA MACCHINA DELL’EXPORT SUI MERCATI EXTRA-UE

A febbraio calano le vendite al di fuori dell’UE (-2,3% nei dati destagionalizzati rispetto a gennaio), ma nei primi due mesi dell’anno l’Italia segna un incremento dell’1,8% nell’export complessivo   Roma, 16 aprile 2014 – Il forte apprezzamento dell’euro penalizza le performance dell’export italiano nei Paesi Extra-UE, in calo a febbraio del 2,3% e nei primi due mesi dell’anno dell’1,1% nei dati destagionalizzati. Recuperano terreno, invece, le vendite nei Paesi dell’Unione, che segnano nel periodo gennaio-febbraio un incremento del 4,3% rispetto...

Economia Administrator

Continua a leggere

Free Lance Journalist Corner

notizie nazionali def

logo .net 2

storieslogo1

matteobarale logo212

da