Con l'unica forza di persuasione che esso conosce, i suoi soldati scelti hanno bloccato, attaccato, ed imprigionato tutti i componenti dell'equipaggio della Mavi Marmara; nell'attacco sono morti come minimo 9 pacifisti e molti altri di loro sono rimasti gravemente feriti.
La nostra cronaca finisce qui, per far posto alla rabbia, allo sgomento, ed alle riflessioni che bussano alla porta del nostro cuore e della nostra mente.
Uno Stato, quello israeliano, che gioca con la pace e, ciò che é peggio,con la guerra; nell'area più calda del pianeta, nella quale le grandi potenze, perfettamente consapevoli del rischio di una guerra atomica, stanno inutilmente cercando di mediare.
Ai confini della Terra di David (ma anche dei Palestinesi) c'é la Siria ma, soprattutto, l'Iran con il suo capo assoluto, quell'Ahmadinejad che a quest'ora starà gongolando, godendo per l'insanità e l'imbecillità del colpo di mano che l'ultra estremista Governo di Tel Aviv ha perpetrato.
Il problema israelo-palestinese é fatto annoso, tragico ed irrisolto; si trascina tra migliaia di vittime innocenti, cosmiche ingiustizie, accordi disattesi, tragiche pantomime di chi ha la forza del danaro, delle armi e degli appoggi importanti d'oltre oceano.
Ma ora in America, terra delle più potenti lobby ebraiche, di gente che ha in mano le sorti del globo, c'é un nuovo Presidente che ha almeno il coraggio di perorare la causa di uno Stato Palestinese libero, indipendente e dentro propri confini.
La striscia di Gaza é divenuta, ormai da tre anni, un vero e proprio campo di concentramento di stile nazista, spregevolmente "allestito" proprio dal popolo che più vi ha sofferto e che più ha gridato al mondo le sue pene, le sue vittime, il suo annientamento.
Com'é vera e dura la storia, e con quanta empietà si manifestano i suoi fatti! Un popolo, vittima delle più grandi atrocità, diviene carnefice e sterminatore, ruba ogni giorno, metro a metro, una terra che non gli appartiene, lascia, nella più disperata povertà di un embargo, una popolazione inerme che non ha occhi neppure per piangere, trucida con fredda determinazione gli uomini che accorrono in suo aiuto, stringendo tra le mani un pezzo di pane, o una coperta.
Sulle navi assaltate sono state trovate anche bighie, fionde, bastoni; armi veramente pericolose, terribili ordigni di distruzione di massa! Ed a questo si é risposto con colpi di pistola e di mitragliatrice.....
Benjamin Netanyahu e Compagni si sono costruiti la peggiore propaganda, e la vergognosa figura di un branco di elefanti che visitano una cristalleria.
Avevano un arcigno ed insofferente alleato, una Turchia che era dalla loro parte per quanto riguardava la lotta al terrorismo (solo vero terrorismo?); adesso hanno perduto anche questo.
L'ONU si é riunito d'urgenza ed ha condannato il blitz israeliano, il Primo Ministro turco Erdogan chiede un'inchiesta immediata sull'accaduto ma, udite udite, elementi del Governo Americano vorrebbero che tale inchiesta fosse direttamente fatta sotto la regia dello stesso Governo di Tel Aviv.
E' proprio vero che alla sfacciataggine non v'é limite! Un po' come se il Processo di Norimberga avesse visto i membri dello stato maggiore nazista nel duplice ruolo di imputati e di accusatori.
Questa é un po' la riprova di ciò che affermavamo poco sopra, ed il rischio che un'ennesima pantomima vada in onda.
La tentazione, da parte dell'intero mondo occidentale, di lasciar correre, di non attuare simboliche e severe sanzioni contro Israele, e di far tutto" finire a tarallucci e vino", sta creando i possibili e spaventosi presupposti di una guerra ad ampio raggio e dagli esiti catastrofici.









