CHIUSO PITTI SI RIPARTE CON MILANO MODA UOMO
FIRENZE – Come si vestivano i nostri padri (e i nostri nonni) ? Con il verde foresta di eleganti loden tirolesi, lo stile militar-chic di ineffabili montgomery, il giaccone impunturato alla Marlon Brando di “Fronte del Porto” e anche con i corti cappotti a doppio petto dei lacrimosi film di Amedeo Nazzari. Ebbene : nel tormentone dell’ ieri che diventa oggi, questi saranno anche i must, rivisitatati in chiave tecnologica, dell’eleganza maschile dell’inverno 2012/2013.
Cala oggi il sipario sul macho tecno-chic che ha dominato il palcoscenico fiorentino nei quattro giorni dell’81^ edizione di Pitti Immagine Uomo. Una chiusura all’insegna della generale soddisfazione da parte dei 1140 espositori italiani e stranieri che hanno presentato le loro proposte per l’autunno/inverno 2012/2013. Sembra infatti che il periodo più nero del settore sia in dissolvenza veloce : gli ultimi dati economici parlano di una lieve ma costante risalita del fatturato, di una sostenuta ripresa delle esportazioni e di confortanti contatti degi espositori con i numerosi buyers presenti alla manifestazione, soprattutto provenienti dai Paesi dell’Est, dal Giappone, dalla Russia e dalla Cina.
Il grande show della moda maschile si trasferirà ora nella capitale meneghina dove, con le elitarie collezioni degli stilisti, aprirà i battenti <Milano Moda Uomo>. Si inizia domani, sabato, alle 9.30 con un glorioso marchio della couture maschile, Corneliani, che darà il via alle bollenti giornate dedicate alla “preziosa” eleganza dell’uomo dell’autunno/inverno 2012/2013.
Ma quali le novità presentate a Firenze sullo stile dell’inverno prossimo venturo ?
Veramente più che di novità si dovrebbe parlare di “rivisitazione” di stili e materiali. Ancora più tecnologicamente avanzato, il nostro uomo super-techno-chic ha aggiunto ai clik cibernetici, che trasformano i tessuti in autentici robot, preziosità davanti alle quali Gabriele D’Annunzio e Lord Brummel sarebbero rimasti folgorati.
Vedi ad esempio, il debutto del nuovo “Valentino” nato dalla creatività dei due direttori artistici della storica Maison, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli. Un autentico trionfo la sfilata che ne ha svelato trame e dimensioni. Fit-fit, magri più che mai, i ragazzi in passerella dal soave profilo anoressico, sembravano usciti da una litografia degli anni Quaranta. Splendidi i montgomery-couture in gabardine di lana a cuciture termosaldate, gli abiti dall’aspetto stilé e il cappottino corto, severo nel taglio ma dalla mano morbida come un cardigan di cashmere. Anche Isaia e C.P. Company ne hanno proposto una versione personale : quella del sarto napoletano, preziosa e super accessoriata, fa il controcanto al piumino “Babà” in vicuna imbottita di piume di struzzo (costo dodicimila euro), CP Company usa lana infeltrita per il montgomery e, per il “cambio”, propone un raffinato montone/piumino. Capi da sballo ma anche giovani e focosi come il montgomery a motivi Navaho proposto da MCS (Malboro Classics) e i cappotti – loden in dissolvenze grigio-verde di Pal Zileri. E l’impermeabile ? Ottimo solo se assolutamente idrorepellente : come quelli di Allegri che, anche se cadi in acqua, resti completamente asciutto (!).
Accanto al techno-man primeggia l’eterno, sottile ma coinvolgente fascino del classico sartoriale, naturalmente rivisitato in chiave giovanile e tecnologica.
Ecco, ad esempio, “Ernesto” la linea sprint, lanciata alla grande da Bommezzadri, antico marchio della sartorialità “made in Parma”. Colori. linea affusolata, tagli, dimensioni reinventate e la tradizionale alta qualità dei materiali, sono alla base di capispalla, abiti e “spezzati” che sembrano insegnare – con una sottile filo d’ironia - il gusto del bel vestire ai giovani … di tutte le età. Da Rota, altro glorioso marchio del settore, i pantaloni sono un’autentica opera di alta scuola “Oggi bisogna fare un prodotto di livello super, i tessuti devono essere naturali e tecnologicamente perfetti.- afferma il titolare - Ed è soprattutto nei particolari, nelle rifiniture, nei dettagli che si basa la nostra produzione, quella che a noi richiedono i mercati di tutto il mondo”.
E le calzature? Ecco “Barret” che, nella linea elegante, hè riuscito a smussare gli angoli rendendola ancora più morbida e “rotonda” anche grazie alla “glassatura” e agli effetti chiaro/scuro ottenuti dall’anticatura a mano. Giovane e “aggressiva” la linea casual : fondi sbordati ma molto leggeri come la gomma carrarmato - piuma. Polacchini, beatles e derby in vitello ingrassato e suede completano una collezione da manuale.
E, quando vien la notte, l’uomo diventa un fascinoso scettico blu … infilato in uno degli splendidi e preziosi pigiama di seta presentati nel corso della favolosa sfilata di biancheria-couture di Loretta Caponi.








