Oggi nella scatola c’è la ricerca inedita, lo studio svolto intorno al rapporto tra Dalì e l’Italia, in occasione della mostra Dalì. Un artista, un genio, in corso presso il Complesso del Vittoriano fino al 1 luglio.
Tra i dipinti esposti, Autoritratto con il collo di Raffaello del 1921; Nascita del Bambin Gesù. Omaggio a Fra’ Angelico circa del 1926; Senza titolo. Da “La Notte” di Michelangelo del 1982, sono solo alcune delle opere ispirate al Rinascimento italiano.
Il confronto e l’incontro, non è solo con gli artisti, ma anche con registi, attori, industriali italiani: Luchino Visconti, Anna Magnani, Alberto Alessi e i luoghi: oltre a Roma, Venezia e il Parco dei Mostri o Bosco Sacro di Bomarzo.
Tra i numerosi filmati presenti in mostra, c’è anche quello della retrospettiva dedicatagli, sempre qui, a Roma, nel 1955, quando da un’enorme scatola era lo stesso Dalì ad uscire, misterioso e stravagante contenuto.
Ulteriore punto di forza dell’esposizione è la provenienza delle opere dalla Fundació Gala-Salvador Dalí, attenta alla qualità degli eventi, infatti sono molto limitate nella quantità le mostre all’estero.
Dopo la consueta saletta con filmato introduttivo, i pannelli biografici e la sezione del Laboratorio Didattico per le scuole, sono le foto inedite di Philippe Halsman, ad illustrare il pianeta Dalì. La vita dell’artista è parte integrante e inscindibile dell’opera.
L’immagine pirotecnica e istrionica si sposa con la raffinata tecnica pittorica, incisoria, artistica a tutto tondo, che ha prodotto i suoi frutti anche al cinema, nella collaborazione con Hitchcock, il maestro del brivido, e al teatro.
La biografia spiega il personaggio. Non stupisce più l’eccentricità, sapendo che i genitori, non solo gli hanno dato il nome del fratello Salvador, morto nove mesi prima della sua nascita, ma addirittura lo credono la sua reincarnazione. Quella di Dalì, che muore a 85 anni nel 1989, è una vita lunga e precoce. A 16 anni subisce quella che lui stesso definisce la disgrazia più grande che gli sia capitata nella vita, la perdita della madre, che incoraggiava le sue attitudini artistiche e stemperava la disciplina paterna. Espulso dall’Accademia di Madrid, dall’avanguardia catalana, passa al divisionismo francese. Segue la fase realista e poi il primo viaggio a Parigi e il contatto con Picasso e il cubismo. Quindi incontra Gala, amore e musa della sua vita. Poi è la volta di Breton e i surrealisti, con cui la dimensione onirica ha il pieno sviluppo.
Dalì
Un artista, un genio
9 marzo – 1 luglio 2012
Roma – Complesso del Vittoriano
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30;
venerdì e sabato 9.30 – 23.30;
domenica 9.30 – 20.30
Ingresso: € 12,50 intero; € 9,00 ridotto
informazioni: tel. 06/6780664
Catalogo: Skira € 49,00








