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Lunedì 26 Marzo 2012 08:25

Roma - Dalì al Vittoriano

Scritto da  Elena Sidoni
Salvador Dalì,Autoritratto molle con pancetta fritta,1941, olio su tela Salvador Dalì,Autoritratto molle con pancetta fritta,1941, olio su tela


 

Oggi nella scatola c’è la ricerca inedita, lo studio svolto intorno al rapporto tra Dalì e l’Italia, in occasione della mostra Dalì. Un artista, un genio, in corso presso il Complesso del Vittoriano fino al 1 luglio.

Tra i dipinti esposti, Autoritratto con il collo di Raffaello del 1921; Nascita del Bambin Gesù. Omaggio a Fra’ Angelico circa del 1926; Senza titolo. Da “La Notte” di Michelangelo del 1982, sono solo alcune delle opere ispirate al Rinascimento italiano.

Il confronto e l’incontro, non è solo con gli artisti, ma anche con registi, attori, industriali italiani: Luchino Visconti, Anna Magnani, Alberto Alessi e i luoghi: oltre a Roma, Venezia e il Parco dei Mostri o Bosco Sacro di Bomarzo.

Tra i numerosi filmati presenti in mostra, c’è anche quello della retrospettiva dedicatagli, sempre qui, a Roma, nel 1955, quando da un’enorme scatola era lo stesso Dalì ad uscire, misterioso e stravagante contenuto.

Ulteriore punto di forza dell’esposizione è la provenienza delle opere dalla Fundació Gala-Salvador Dalí, attenta alla qualità degli eventi, infatti sono molto limitate nella quantità le mostre all’estero.

Dopo la consueta saletta con filmato introduttivo, i pannelli biografici e la sezione del Laboratorio Didattico per le scuole, sono le foto inedite di Philippe Halsman, ad illustrare il pianeta Dalì. La vita dell’artista è parte integrante e inscindibile dell’opera.

L’immagine pirotecnica e istrionica si sposa con la raffinata tecnica pittorica, incisoria, artistica a tutto tondo, che ha prodotto i suoi frutti anche al cinema, nella collaborazione con Hitchcock, il maestro del brivido, e al teatro.

La biografia spiega il personaggio. Non stupisce più l’eccentricità, sapendo che i genitori, non solo gli hanno dato il nome del fratello Salvador, morto nove mesi prima della sua nascita, ma addirittura lo credono la sua reincarnazione. Quella di Dalì, che muore a 85 anni nel 1989, è una vita lunga e precoce. A 16 anni subisce quella che lui stesso definisce la disgrazia più grande che gli sia capitata nella vita, la perdita della madre, che incoraggiava le sue attitudini artistiche e stemperava la disciplina paterna. Espulso dall’Accademia di Madrid, dall’avanguardia catalana, passa al divisionismo francese. Segue la fase realista e poi il primo viaggio a Parigi e il contatto con Picasso e il cubismo. Quindi incontra Gala, amore e musa della sua vita. Poi è la volta di Breton e i surrealisti, con cui la dimensione onirica ha il pieno sviluppo.

 

Dalì

Un artista, un genio

9 marzo – 1 luglio 2012

Roma – Complesso del Vittoriano

   Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30;

               venerdì e sabato 9.30 – 23.30;

               domenica 9.30 – 20.30

Ingresso: € 12,50 intero; € 9,00 ridotto

informazioni: tel. 06/6780664

                 www.comunicareorganizzando.it

Catalogo: Skira € 49,00

 

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