I Penguins in bondage hanno suonato il 26 al teatro Anfitrione di Roma riscuotendo dal pubblico un grande plauso.
Il loro repertorio, rigorosamente Crosby Stills Nash & Young è ormai un asso vincente tra varie categorie di pubblico: quindi, non solo i nostalgici e gli ultracinquantenni, ma anche la generazione più giovane. E questo sta a dimostrare quanto immortale è certa buona musica che fu ai vertici delle classifiche negli anni ’70.
I Penguins in bondage sono un gruppo di musicisti che suonano insieme già da diversi anni, ed hanno già sperimentato una solida ed unitaria identità.
Roberto Brizi (Bobo), chitarrista e cantante, leader, fondatore e promotore del gruppo, è un appassionato studioso della musica di CSNY e si autodefinisce un outsider che privilegia nelle sue scelte sempre e comunque l’aspetto umano e caratteriale, convinto che il successo ed il talento del gruppo dipendano dall’armonia e dalla disponibilità Ad arrivare insieme ad un’unica grande idea.
Dotato di grande sensibilità artistica, vive intensamente l’esperienza dei Penguins. Ha condotto lo spettacolo illustrando al pubblico la storia e le ragioni delle scelte musicale della serata, immergendosi completamente nello spirito dei vari brani.
Personaggio di spicco e di “prima linea” ha sostenuto con grande disinvoltura la leadership della serata, sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista di relazione con il pubblico.
Massimiliano Baldini (lead guitar) colonna portante delle melodie e delle armonie dei pezzi suonati in concerto, dotato di grandi abilità della tecniche ed interpretative, ha suonato senza egocentrismi e con molta professionalità. Si vede che proviene da seri studi teorici e strumentali. Suona la musica West –Coast americana da quando era ragazzo; ha inoltre avuto anche esperienze nel jazz-rock lavorando in altre band con esperienze rock.
Ernesto Calcagni,cantante e chitarrista, fa parte anche della cover band ufficiale di Antonello Venditti a Roma. Ha studiato da autodidatta ed ha una grande sensibilità musicale. Vuole sempre continuare a studiare per migliorare. Ha partecipato ad importanti collaborazione teatrali come cantante ed è anche compositore.
Claudio Bellatreccia, batterista, ha imparato a suonare la batteria in Australia. E’ autodidatta ed ha passione per per il rock-fusion e il prog rock anni 70.Dopo molti concerti a Sydney si è unito ai Penguins.
Gino Lelli, bassista, ha studiato jazz ed ha suonato il basso elettrico e il contrabbasso con formazioni italiane blue e jazz di rilievo.
Paola Trasarti, anima femminile delle parti vocali del gruppo, è dotata di una voce molto bella ed ha studiato da autodidatta. Ha esperienza di concerti in molti locali di Roma, affrontando vari stili: dai Rolling Srtones ai Queen, ai Dire Straits, a Springsteen, Sting, Pink Floyd, America, Eagles. Ha seguito le tracce di Carol King e Joni Mitchell, Annie Lennox. Durante il concerto ha introdotto molti dei brani con brevi note di inquadramento storico-sociale, spiegando le motivazioni e le ispirazioni culturali dei compositori originali.
Angelo Astolfi, percussionista, proviene da studi ed esperienze nel genere rock- blues e fa parte del gruppo da due anni: E’ uno degli ultimi elementi del gruppo.
Marco Fusacchia, al piano e organo, ha accompagnato la maggior parte dei pezzi.
Probabilmete è in procinto di lasciare il gruppo.
Una collaborazione alle tastiere è stata data da Jolanda Dolce, pianista e tastierista che proviene da numerose esperienze musicali, oltre alla musica classica, dal prog rock, al rhytm’n’blues, al rock inglese e americano, al jazz.
Jolanda Dolce è diplomata in conservatorio ed insegna pianoforte; è inoltre compositore e arrangiatore.
Il concerto si è aperto con due brani dal carattere piuttosto “rock”, che hanno immediatamente catturato l’orecchio del pubblico: “Walk on” e “Hearthache home”. A questi sono pio seguiti grandi e vecchi successi come “Old man”, Chicago”, “I can’t tell you why”, “Woodwn ships”, “Woodstock” “Alabama”,”Taken at all”. Di quest’ultima il gruppo ha preferito una versione molto acustica ed intima.
Le intenzioni dei Penguins sono chiaramente quelle di riprodurre i pezzi di Crosby Stills Nash Young con la stessa emozione di quegli anni e con un penetrante coinvolgimento. La loro musica non resta sul palcoscenico, e non attraversa barriere, ma arriva direttamente al pubblico, con estrema semplicità e con grande bravura.








