Saggezza, equilibrio, tolleranza, disponibilità, garbo, gentilezza, umiltà, generosità, lealtà, gratitudine, coerenza nei grandi ideali di giustizia ecc., tutte attitudini e termini bellissimi dei quali spesso l’umanità è carente, ma che sono i veri valori interiori che ognuno dovrebbe possedere se vuole realizzare se stesso, essere felice e soprattutto operare per un mondo migliore. Ma questo è possibile solo se ognuno incarna in se stesso l’ideale che vorrebbe vedere nel sociale.
Cercare di essere oggi migliori di ieri dovrebbe essere l’impegno e l’obiettivo di chi vuole progredire nella via della sua realizzazione. Ma occorre “essere” per diventare motori di partecipazione, di coerenza etica, di sensibilità attiva ed operante: se l’essere umano non è realizzato non può dare nulla di buono al suo contesto. E’ necessario sentire profondamente le necessità vitali dell’altro, l’importanza del proprio agire, considerare come unico il suo operare.
Chi realmente lotta per un mondo migliore deve puntare soprattutto su se stesso: quanto più uno è “realizzato” tanto più darà il suo positivo contributo alla causa. Ogni albero dà i suoi frutti e se l’albero non è buono i frutti non saranno “digeribili”.
Ogni azione è preceduta da un pensiero e ogni pensiero è condizionato dalla coscienza, per cui ogni nostra azione è l’espressione della fusione e della nostra maturità esistenziale, morale e spirituale. L’arma più efficace e potente nella diffusione dei nostri ideali è la testimonianza nell’esempio personale. La scelta di essere vegani oltre ad essere il mezzo per realizzare se stessi (e quindi un mondo migliore) è il frutto del nostro cammino evolutivo. La decisione di abbracciare la causa vegetariana-animalista dà all’individuo la possibilità di un rinnovamento integrale, di un nuovo modo di pensare e di sentire; mentre ciò che impedisce l’evoluzione individuale, e quindi collettiva, è la chiusura in se stessi, l’attaccamento ai propri punti di vista, ai piaceri che finiscono con l’avere il sopravvento sugli ideali e precludere il proprio sviluppo.
Se da una parte non è possibile “essere” senza operare dall’altra l’operare caratterizza l’essere. La decisione di operare per il bene dell’altro è già testimonianza della propria maturità esistenziale; tale maturità è fortemente condizionata dalle nostre scelte quotidiane e alimentari che sono in grado di influire sulla nostra natura mentale e morale; mentre una scelta sbagliata nata dall’egoismo e dall’indifferenza verso gli effetti di tali scelte preclude la realizzazione di se stessi.
Arrivare ad essere liberi artefici del proprio destino, padroni della propria mente, del proprio corpo, della propria coscienza, è il vero ed essenziale scopo dell’esistenza, fine primo ed ultimo dell’uomo. Essere liberi non significa avere il diritto di parola e di azione, non è avere ciò che si desidera ma la capacità di comandare a se stessi.
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I Movimenti e le Danze Sacre sono un'antica disciplina, tramandata per aiutare l'uomo a contattare ed esplorare il suo mondo interiore. La disciplina dei Movimenti e delle Danze Sacre mostra, in modo semplice e diretto, l'intensa relazione che intercorre tra corpo, emozioni e pensieri e come poter armonizzare queste diverse parti. lo straordinario senso del ritmo, la precisione del movimento, la sua agilità e la sua inventiva, lo studio di movimenti e posture non abituali che sono in stretta relazione alle forme di pensiero e sentimento, l'esecuzione di esercizi che aiutano la connessione tra mente, emozioni e corpo per favorire la comunicazione, ha lo scopo di risvegliare capacità e talenti nascosti insiti nell'uomo. La disciplina dei Movimenti e delle Danze Sacre permette di acquisire strumenti pratici per vivere in armonia ed equilibrio con se stessi e con gli altri nel mondo che ci circonda.








