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Lunedì 16 Aprile 2012 14:14

Una mostra interamente dedicata alla scultura e al marmo a Palazzo Sciarra a Roma.

Scritto da  Elena Sidoni
Scultore romano del XVII secolo, Frammento di Mascherone. Scultore romano del XVII secolo, Frammento di Mascherone.
Fino al 1 luglio 2012, una selezione di novanta opere provenienti dalle collezioni private Zeri e Santarelli, offrono spunti di riflessione e di studio su scultura, collezionismo, ricerca, materiali e tecniche. Se nel passato il collezionismo privato era appannaggio e orgoglio delle famiglie nobiliari e benestanti, oggi, sempre più, le collezioni private si aprono alla fruizione pubblica e alla collaborazione con istituti e musei pubblici. La visibilità del resto, oltre al prestigio, comporta un valore aggiunto all’opera, il cui pregio, importanza e autore, vengono in qualche modo certificati e assicurati dalla presenza ad una mostra pubblica, curata da studiosi, esperti e conoscitori. Non necessitano di certificazione le sculture della collezione di Federico Zeri, critico e storico dell’arte, che, alla sua morte, ha lasciato le opere collezionate a importanti musei e istituzioni, ad esempio ai Musei Vaticani. Il Frammento di rilievo con testa di sacerdote e il Ritratto di defunta con tavola scrittoria, realizzati a Palmira, antica città siriana un tempo parte dell’impero romano, tra II e III secolo d.C., provengono infatti dal Museo Gregoriano Egizio in Vaticano. Dall’Accademia di Francia in Villa Medici a Roma, proviene il Ritratto di Vibius “Volutianus”, lascito di Zeri. Ma lo studioso non si è interessato solo di scultura antica, dall’Accademia di Carrara giunge il Ritratto di Luigi Fonti dello scultore ottocentesco Giovanni Duprè. Alla connoisseurship di Zeri si è affidata del resto anche la Fondazione Santarelli, che ha acquisito alcune statue dello studioso. Il percorso dell’esposizione permette di seguire la storia della scultura nei secoli e i diversi generi. L’allestimento con le riproduzioni a grandezza naturale di disegni settecenteschi dei rilievi della Colonna Traiana e di stampe del Piranesi, contestualizzano le opere e testimoniano il gusto per l’antico, forse sarebbe stato preferibile esporre gli originali degli uni e delle altre. Anche la tecnica scultorea ha una storia: delle cave di marmo e del trasporto in epoca romana parla l’interessante documentario di Folco Quilici e Dario Del Bufalo proiettato in mostra; alla fine del percorso è ricostruito lo studio di uno scultore con lavori dei falsari Gildo Pedrazzoni e Alceo Dossena. Dal filmato si apprende come, nei ritratti degli imperatori romani, colori e marmi diversi, rappresentassero le province del vasto impero. Le statue di animali poi erano realizzate con marmi che avevano la stessa provenienza degli esemplari esotici e il colore ne imitava il pelo. Caratteristica fondamentale della scultura è la tridimensionalità e la possibilità di girare intorno all’opera e fruire tutte le possibili visuali, ma soprattutto nel barocco, un particolare punto di vista e di illuminazione era privilegiato. Se non è possibile girare intorno alle opere in mostra, l’illuminazione dinamica, cioè lo scorrere della luce sull’oggetto all’avvicinarsi del visitatore, ovvia in parte alla mancanza. Sculture dalle collezioni Santarelli e Zeri 14 aprile – 1 luglio 2012 Roma Palazzo Sciarra Fondazione Roma Museo Via Marco Minghetti, 22 Orari: martedì – domenica 11.00-20.00 Lunedì chiuso Ingresso: intero euro 10,00 Ridotto euro 8,00 Informazioni: +39 06 39967888 www.fondazioneromamuseo.it Catalogo: Skira euro 35,00 Euro 32,00 in mostra

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