Se a febbraio cala la produzione industriale, le vendite delle imprese italiane nel mondo continuano a dare un contributo positivo: nei primi due mesi del 2012 l’Italia riduce il suo disavanzo con l’estero di circa 4 miliardi di euro su base annua. Al netto dell’energia, il surplus del Made in Italy supera di 1,3 miliardi il valore pre-crisi.
Roma, 16 aprile 2012 – Crescono le esportazioni italiane nei primi due mesi dell’anno, registrando, nei dati destagionalizzati, un incremento del 3,5% su base annua, in gran parte attribuibile alla performance sui mercati extra-europei (+6,1%).
L’aumento delle vendite porta a un riequilibrio del deficit della bilancia commerciale, che si riduce di circa quattro miliardi rispetto a gennaio-febbraio 2011 e si attesta su un valore di circa 5,5 miliardi di euro.
“Il saldo commerciale è ancora più significativo se guardiamo ai soli beni del Made in Italy: nei primi due mesi dell’anno è in attivo di 6,5 miliardi di euro, con un incremento di 1,3 miliardi rispetto allo stesso bimestre del 2008, prima dell’inizio della crisi internazionale”, afferma Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi.
La meccanica si conferma nei primi due mesi dell’anno regina del Made in Italy con un surplus di sei miliardi di euro, seguita dal tessile-abbigliamento-calzature (2,1 miliardi) e dai metalli e prodotti in metallo (1,8 miliardi).
“L’economia italiana sta reagendo alla crisi aprendosi di più all’estero: le esportazioni incidono sul PIL per circa un quarto e ci pongono, a livello europeo, al secondo posto dopo la Germania e prima di Francia, Spagna e Regno Unito”, conclude Esposito.
Per quanto riguarda le tipologie di beni, le imprese italiane continuano a vendere di più e meglio: nel solo mese di febbraio aumentano non solo le quantità vendute (del 2,1% su base annua) ma anche i valori medi unitari (+5,1%), dato che testimonia la capacità di creare margini sull’estero grazie alla qualità dei prodotti venduti.




