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Mercoledì 02 Maggio 2012 12:17

CHI GUARDA LA GUARDIA DELLA FIGLIA DEL RE ?!

Scritto da  Mamerto Morescalchi

 

Sì, proprio come nella famosa novella: a sorvegliare e proteggere la virginea, preziosa figlia di un re, fu posta una guardia ai piedi della torre dove dimorava cotanta bellezza; ma a corte tutti si domandarono chi, allora, avrebbe potuto verificare lo zelo e l’onestà di detto armigero.

E fu così che Giuliano Amato, Francesco Giavazzi ed Enrico Bondi furono messi a guardia della guardia della figlia del re….ma, poi, loro tre chi li controllerà?!
La nostra ironia è inevitabile, quanto paradossale ed anche abbastanza inquietante risulta questo segnale d’impotenza; Mario Monti, con questa specie di tecnica boutade, ha rivelato numero due inconfutabili verità: la prima é che egli si fida dei partiti che dovrebbero proporgli soluzioni ed appoggiarlo, quanto colui che fu costretto a mettere la testa nelle fauci di un leone, la seconda è che, con questo, ha anche dimostrato una scarsa fiducia in sé stesso, di non poter controllare determinati e costosissimi, italici congegni.
Il nostro Premier ha agito come colui che ingoiò la chiave della porta affinché questa rimanesse chiusa per sempre.
E, badate bene, Angelino Alfano (cioè Berlusconi) secondo noi ha perfettamente ragione nel proporre la defalcazione delle tasse per le aziende che vantano crediti nei confronti di uno Stato moroso ed inadempiente, che pretende subitamente e voracemente le sue spettanze, altrimenti ti sguinzaglia i suoi pasdaran di Equitalia, ma non si sogna lontanamente di onorare i suoi annosi debiti.
Così come il nostro Primo Ministro ha ben fatto a mettere alla berlina la colpevole, incosciente incapacità del precedente Governo che, in un momento di ormai declamata crisi economica, per meri vantaggi elettoralistici, aveva azzerato l’ICI; per non parlare, aggiungiamo noi, dei miliardi sperperati per salvare “l’italianità” di Alitalia.
Francamente, a questo punto, non sappiamo se il Governo dei Professori, e  verrebbe da domandarci professori di che cosa, potrà giungere intatto sino al 2013.
Poiché, in un sempre più vicino orizzonte, compaiono chiaramente due grandi ragioni che vi potranno porre fine: 1) sin qui Mario Monti ha voluto  ed ottenuto rigore, rigore e rigore a piene mani, ma la stretta, che quest’ultimo ha creato, non ha avuto nessuna parvenza di equità e, non solo non ha generato sviluppo, ma, al contrario, ha rafforzato il vortice della recessione, e favorito l’aumento della disoccupazione; 2) Silvio Berlusconi non accetta di fare il nonno che tiene sulle ginocchia i nipotini davanti ad un camino, il suo PdL sta morendo d’inedia, il salvifico aggancio a Casini è cosa vana, ed, anzi, il furbissimo Pierferdinando sta abilmente dirigendo l’opera di smantellamento che finirà per depauperare il suo “partito di plastica”; perciò a molti appare abbastanza chiaro che la salvezza di Silvio, del suo partito e delle sue aziende, sia strettamente legata a quella della Lega Nord, che annaspa vergognosamente e pateticamente in un farsesco e gattopardiano trasformismo, secondo il quale gli scandali che la investono debbono passare quali “incaute sviste” ed Umberto Bossi essere riconfermato “Segretario di plastica”.
E se, poi, a tutto questo si aggiungerà un’ormai non troppo rinviabile Legge Anticorruzione, che preveda un corretto ma inevitabile uso di intercettazioni telefoniche ed ambientali, il gioco per il PdL sarà fatto, ed il dado verrà altrettanto tratto con una congiunta sfiducia decretata da PdL e Lega; resta da sapere quando la cosa potrà avvenire, e quando Silvio Berlusconi sfrutterà l’opportuna occasione.
L’errore di valutazione di Monti, Bersani e Casini, di pensare e sperare che tutto ciò non possa accadere, perché un atto del genere “ sarebbe da irresponsabili” e causerebbe all’Italia una deriva ancor peggiore, ci appare del tutto evidente; perché la Lega attende proprio il momento dell’implosione dello Stato Italiano per raggiungere il traguardo della secessione, tanto, quanto Silvio Berlusconi ha ampiamente dimostrato il suo grado di responsabilità, e la totale impossibilità di rischiare di perdere una faccia ormai da tempo smarrita, semmai fosse esistita.    
    

Ultima modifica Mercoledì 02 Maggio 2012 12:22

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