ALLA FACCIA DELLA PROCLAMATA LIBERTA’ D’INFORMAZIONE DELLE NOSTRE PRINCIPALI TESTATE / NORDRHEIN-WESTFALEN: PER ANGELA SOLTANTO UNA SONORA SCONFITTA, OD IL PRIMO, PREOCCUPANTE SCRICCHIOLIO? /
NORDRHEIN-WESTFALEN: PER ANGELA SOLTANTO UNA SONORA SCONFITTA, OD IL PRIMO, PREOCCUPANTE SCRICCHIOLIO?
Nel più importante e potente Land tedesco, per la Cancelliera Merkel non è stata di certo una batosta da poco; la vittoria dell’attuale Primo Ministro Hannelore Kraft ha assunto i connotati di un vero e proprio trionfo; da adesso, la cinquantunenne signora di Muelheim, non capeggerà più un risicato Governo minoritario in compagnia dei Verdi, ma detterà legge, mettendo in pratica la teoria per la quale ha lottato per tanto tempo: “I debiti che si fanno per anticipare una crisi, costano molto meno delle spese che si effettuano per fronteggiarla a posteriori”
L’evento non è assolutamente cruciale soltanto per la Germania, ma lo diventa per l’intera Europa; prima di tutto perché, volenti o nolenti, dobbiamo riconoscere che, di fatto, sia Angela Merkel a governarla in proprio, a dettarne le regole, e le cadenze d’attuazione di asfissianti e disumane manovre, impostate esclusivamente sul più cieco dei rigori.
Perciò, quando l’inamidata Prima Ministra Tedesca perde in patria così tanti consensi, forse possiamo sperare ed ipotizzare di aver vinto un po’ anche noi, e che la sua cieca determinazione possa avere la possibilità di affievolirsi con lo scorrere del tempo, e con le reazioni sempre meno accondiscendenti della stragrande maggioranza dei partner europei.
L’eliminazione del suo più grande alleato (e valletto) Nicolas Sarkozy, per lei non è stata una perdita indolore, soprattutto poiché si è verificata a pochi giorni di distanza dalla cacciata dell’alleato, il Premier olandese Mark Rutte, uno che, in fatto di inflessibile, quanto incomprensibile severità, faceva impallidire persino il disabile Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il che è tutto dire.
Sicché, gli scenari economici del Vecchio e malconcio Continente, potrebbero cambiare, ed anche non di poco: siamo proprio sicuri che lasciare affogare la Grecia nei suoi debiti, od ucciderla con forzose ed irrealizzabili condizioni capestro, non potrebbe creare un incontrollabile tsunami finanziario?! Ed il Presidente della Bundesbank Jens Weidmann è del tutto certo che François Hollande tornerà da Berlino senza non averla minimamente spuntata!? E che Jean Claude Juncker, nel vedere l’Europa affondare, e nel non scorgere, come invece lui anelerebbe, nessuna misura che fronteggi le attuali, croniche mancanze di lavoro e di sviluppo, continui soltanto a mordersi la lingua?!
Sino all’altro ieri, la nostra inappropriata, teutonica figlia di Pastore Protestante dell’ex DDR, sembrava cullarsi su certezze divenute di colpo assai insicure, credeva che con un’ assurda mancanza di solidarietà potesse ulteriormente rafforzare le sue posizioni in “Terra Tedesca”; così pare proprio che non sia, che ciò non accada, e, forse, il suo westfalico capitombolo non rappresenta soltanto un’isolato tonfo politico, bensì il sordo e preoccupante scricchiolio di un architrave pronto a spezzarsi.
ALLA FACCIA DELLA PROCLAMATA LIBERTA’ D’INFORMAZIONE DELLE NOSTRE PRINCIPALI TESTATE
Care Banche quanto imperversate, quanto è ciclopica ed inattaccabile la fortezza dei vostri privilegi, e quanto pericolosamente impenetrabili sono i segreti che tanto gelosamente, avidamente custodite; al punto da intimorire o prostrare le penne più prestigiose.
Mesi di malcelate omertà, di non c’ero, e se c’ero dormivo, di titolini, titolicchi piccoli, piccoli, in seconda, terza e quarta pagina; lassù (o piuttosto laggiù) nella splendida città del Palio, e non di una bancuccia a caso, di una bancona che, appunto, “la banca non la dovrebbe rompere”, o, meglio, non la doveva rompere, nessuno avrebbe pensato che ciò potesse mai accadere; perché a Siena, a pensar male della Monte dei Paschi, si corre il rischio di andar sotto processo, di esser processati per i propri pensieri.
Però qualcuno il coraggio ce lo ha avuto, sì perché la MPS è cosa mondiale, europea, italiana, senese, e, perciò, anche e soprattutto toscana; sicché la Nazione di Firenze, primo quotidiano italiano, fondato dal Barone Bettino Ricasoli nel 1849, e facente parte del gruppo QN, insieme al Resto del Carlino ed a Il Giorno, gioco forza, in quanto più e troppo vicino al cratere vulcanico senese, con il suo Direttore Mauro Todeschini, s’è dovuto e voluto interessare di questo felpato, criptico inghippo all’ombra della Torre del Mangia.
Poverino, l’avesse mai fatto, mai pensato! Il suo “padron del baccellaio”, con nome sud tirolese, Andrea Riffeser, lo ha cacciato via tanto rapidamente, così violentemente, che, a paragone, la famosa Defenestrazione di Praga ci é parsa una giacchettata.
Adesso, al timone della gloriosa testata fiorentina, c’è il mansueto ed ossequioso Gabriele Cané, e lui sì che al suo posto ci rimarrà; per Natale sarà degno di una strenna colma di Panforti, Ricciarelli, e Torte di Cecco; con quei suoi articolini, quei titolini, dentro quelle paginine, laddove le piccole, grandi verità si potranno a malapena sfiorare, annusare, immaginare.
Alla faccia delle libertà di stampa e d’informazione.




