La mostra a cura di Pippo Ciorra illustra ottanta opere e progetti che hanno provato a innovare l'architettura delle città riutilizzando vecchie strutture
Il riciclo dei materiali di scarto è diventato negli ultimi anni una questione sempre più attuale anche in considerazione dell'emergenza ecologica e della sostenibilità. A partire dal 27 Settembre 2011 e fino al 31 Dicembre 2011, siamo debitori nei confronti della terra delle risorse naturali che consumiamo. Come negli anni scorsi la ONG Global Footprin Network ha messo in evidenza che abbiamo consumato tutte le risorse annue che il nostro pianeta è in grado di fornirci, e pertanto fino alla fine di quest'anno tutto ciò che consumeremo è a debito, ossia preso in prestito dall'anno successivo e dalle risorse disponibili per il nostro futuro. Quest'anno (2012) le risorse a nostra disposizione finiranno il 21 agosto e le future generazioni non potranno usufruirne perché le stiamo già consumando noi abitanti del primo decennio del terzo millennio. In particolare nell'ambito urbanistico, quanto è stato consumato il territorio italiano dagli anni Cinquanta ad oggi? Quanto conviene oggi dal punto di vista del risparmio energetico, urbanistico, architettonico e sociale frenare l'espansione delle nuove costruzioni? Quanto è necessario oggi utilizzare al 100 x 100 il costruito già esistente? E' ormai urgente porsi queste domande se desideriamo lasciare qualcosa alle generazioni dei prossimi decenni.
Il gruppo Superstudio già dagli anni settanta indicava una strada che, attraversando qualche decennio di storia dell'architettura, portava all'avanguardia più attuale. Una prospettiva che viene messa in evidenza nella mostra che è allestita ancora per pochi giorni al Maxxi dal titolo "Re-cycle Strategie per l'architettura, la città, il pianeta" a cura di Pippo Ciorra (fino al 20 maggio ). La strategia del riciclo appare, inoltre, come un approccio che consente di tenere insieme memoria e innovazione radicale. Ottanta opere, progetti, oggetti, filmati, alcuni celeberrimi. È il caso dell'High line di New York, la superstrada sopraelevata diventata parco urbano a cura di Diller Scofidio. Infatti il percorso ferroviario costruito negli anni Trenta nel cuore di Manhattan, la High Line, è stato trasformato in un parco lungo e stretto e in una location per mostre d'arte e concerti. Oppure come un'altra area verde, questa volta nei pressi di Barcellona, è nata in un sito per anni utilizzato come discarica. Ma anche il Palais de Tokyo di Parigi, è stato ripensato dal duo Lacaton&Vassal come museo del contemporaneo lasciando intatta la struttura anni Trenta, oppure i due grandi silos nel porto di Copenhagen riconvertiti a condomini di lusso e, invece rimanendo in Italia, il doppio tunnel del Trentino riutilizzato a cura dello studio Terragni. Ci sono anche settori sorprendenti nell'arte del riciclo come quella dove Enrico Ghezzi ha confezionato un Blob da 1500 ore. O come la musica di estrazione sovietica: quando il vinile era vietato, si adoperavano i fogli delle lastre radiografiche per incidere musica. Re-cycle "è un grande contenitore di progetti, installazioni, video e fotografie prodotti sui temi più attuali della ricerca contemporanea, quelle strategie progettuali e creative che intervengono sull'esistente, ridonando usi e significati innovativi e sperimentali".
PAESAGGIO DA PROGETTARE - Re-cycle. Strategie per l'architettura, la città e il pianeta
(in corso al MAXXI fino al 20 maggio 2012).








