Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.
IN DIFFERITA DAL VINITALY venerdì 18 Maggio. Passo e chiudo.
Ho parlato a lungo di questa manifestazione. Perché è la vera grande manifestazione internazionale che permette al vino italiano di essere protagonista della scena mondiale ricoprendo sempre il ruolo di vetrina e futuro per tutto quanto ruota intorno al mondo del vino. Ho denunciato le disfunzioni (alcune croniche) che devono essere tema di dibattito a più voci nell’ottica di una soluzione rapida per rendere appetibile una partecipazione a questo insostituibile evento. Non accetto l’azione vessatoria ormai al limite di persecuzione che una testata giornalistica del settore ha lanciato contro Verona Fiere e il suo presidente Dott. Riello a partire da inizio anno e culminata con l’editoriale del mese di Maggio. Fiumi di parole inneggianti alla rivoluzione ed inviti ai produttori italiani ad abbandonare Verona e trasferire armi e bagagli in Cina a Canton “contando su di una intera città al servizio dei professionisti che vi si ritrovano per lavorare”. Mi sovvien: ma è lo stesso mensile che inneggia al Talento definendolo “champagne” italiano?
Un carissimo collega giorni fa…
ricordava sul suo blog quanto pubblicato da un notissimo social network; cito:” Io quando compro un vino compro una bevanda. Non mi interessa comprare emozioni, suggestioni, visioni, racconti, paesaggi e tutto il resto”. Giorni addietro, nel visitare la splendida cantina di Alois Lageder a Magreid, in Alto Adige, ho ripensato a queste parole pesanti e mi sono domandato:”come è possibile non emozionarsi di fronte allo studio del rumore del vento mescolato con note di Bach per accarezzare le barriques e trasmettere vibrazioni al vino che all’interno, piano piano, cresce e si sviluppa per essere pronto a raccontare nell’assaggio le suggestioni provate?”. Confesso che mettere sullo stesso piano una bevanda insignificante e sintetica come la “spuma” con un opera d’arte qual è un bicchiere di vino di Alois Lageder è devastante. Ma si sa al mondo esistono individui che non recepiscono le vibrazioni del piacere. Peggio per loro.
EVENTI vissuti nel mese di Maggio
Si sono contati a decine gli appuntamenti enogastronomici svoltisi in Italia nel mese di Maggio. Tutti dediti alla diffusione della conoscenza del vino e dei prodotti tipici espressione dei vari territori. Tra questi ho deciso di partecipare a tre differenti tra loro ma molto significativi.
• Spino Fiorito. Al Castello Malaspina di Massa, in alta Toscana, una mostra-mercato in difesa dei piccoli territori dell’enogastronomia italiana consacrata per questa edizione “al naturale”. Il tema dominante è stato COME BIO COMANDA. Nella suggestiva location storica, l’agricoltura senza chimica è stata il clou di questa manifestazione ideata per unire in una rete solidale piccoli territori italiani custodi di produzioni artigianali di qualità e poco conosciute. L’angolo dei vini biologici di Massa-Carrara ha permesso di fare conoscenza di nuovi ed emergenti viticoltori dediti a questo tipo di produzione.
• Anteprima Vini della Costa Toscana. Undicesima edizione della due giorni ospitata nello storico palazzo del Real Collegio di Lucca. Evoluzione del primordiale concetto di assaggio di campioni di botte della vendemmia ultima dei vini provenienti dai territori delle province bagnate dal mar Tirreno. Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto vale a dire Colli Apuani, Colline lucchesi e pisane, Bolgheri e Maremma. Evento dalla larga partecipazione non più riservata agli operatori e addetti ai lavori ma aperta al pubblico. Certo è una carrellata di storie e identità con accenti inconfondibili toscani ma anche crocevia di altre realtà del mondo universale del vino. Quest’anno protagonisti i vini bulgari raccontati dai produttori della neonata Bulgarian Indipendent Winegrowers. Anche quest’anno molte conferme e rarissime delusioni; non sono mancate piacevoli sorprese frutto dei territori di queste province costiere.
• Blauburgunder Tage – Le giornate del Pinot Nero.
Evento ormai d’obbligo sia per il pubblico altoatesino che per quello nazionale ed internazionale. Giunto alla quattordicesima edizione ha coinvolto ben 82 vini frutto di una selezione rispondente ai presupposti qualitativi di eccellenza provenienti da sette regioni d’Italia: Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli, Piemonte, Lombardia, Toscana e Marche. Nell’ambito del Concorso per decretare il miglior Pinot Nero vendemmia 2008 sono stati valutati tutti i vini e, in un percorso selettivo sotto l’attento controllo del Centro Sperimentale Laimburg, è stata stilata la classifica che ha visto vincitore il Pinot Nero “Faedi”, Trentino doc, dell’Azienda Bellaveder. Nei miei personali appunti di degustazione emergono le eccellenze verso Filari di Mazzon del vignaiolo Ferruccio Carlotto, Mazzon di Weingut Gottardi e Burgum Novum di Castelfeder.
I mobili ed il Vino
Gran bella iniziativa quella registrata durante il Salone internazionale del Mobile svoltosi nel mese di Aprile presso la Fiera di Rho (Milano). Nello stand Snaidero, la nota azienda italiana conosciuta come produttrice delle “cucine per la vita”, l’Azienda vinicola friulana Cantarutti ha presentato in assaggio il vino del suo territorio: Friulano Doc Colli Orientali 2010. E al momento dei vari brindisi per festeggiare i gioielli in esposizione cin cin prolungati con “Prologo di Cantalfieri Rosè de Noir 2006”. Il vino come sempre presente nei momenti più importanti e veicolo di comunicabilità tra le persone.
Concorso enologico Vitigno Italia
Il Franciacorta Villa Crespia Francesco Iacono Riserva 2004 ha vinto e strameritata la Gran Medaglia d’Oro a conclusione del Concorso Enologico svoltosi a Napoli nell’affascinante contesto di Castel dell’Ovo. Una testimonianza dell’alto livello di qualità raggiunta da questo metodo classico proveniente dal territorio maggiormente vocato alla spumantistica nazionale.
La mia mano ti ha colto grappolo; ora, nel calice, ti stringo vino. (Canus)








