GIANLUIGI BUFFON: TRA SINCERITA’ ED ARROGANZA - GIOCHI DI POTERE
GIANLUIGI BUFFON: TRA SINCERITA’ ED ARROGANZA
Caro Gianluigi, qualcosa in più, nelle tue bizzarre affermazioni, ti può esser perdonato; non fosse altro per il sangue “carrarino” che ti scorre nelle vene, per quel DNA che, da sempre, pervade le contrade della tua fanciullezza….
e Carrara sta all’Anarchia, quanto taglienti ed acuminati artigli stanno ad un’Aquila. Però, però non concordiamo su molte delle tue affermazioni che, a prima vista, possono apparire soltanto animate da incontaminata sincerità ma che, pensandoci bene, alla fine ci appaiono quelle di un individuo assolutamente sicuro della sua inattaccabile posizione, tanto da poter dire tutto ed il contrario di tutto. Ad esempio, con i tuoi soldi non puoi comprare tutto ciò che vuoi, e danarose scommesse su partite di calcio non le puoi fare, poiché fai parte integrante di questo ambiente e, forse, prima di puntare, qualcosa in più degli altri la potresti sapere; il buon gusto vorrebbe che tu scommettessi su tutto, meno che sul Calcio. Per farti un altro esempio, noi non siamo affatto d’accordo che “due feriti siano migliori di un morto”, e che, cioè, due squadre con identici e concordanti interessi, si possano accordare per “non farsi male”, mentre, magari, un’altra squadra che ha dato tutto, comportandosi sempre con correttezza, retrocederà a causa di un raggiro che a te sembra normalissimo. Le nostre idee non combaciano neppure con le tue affermazioni sul goal di Muntari, con la palla che era entrata nella tua porta 20.000 leghe; tu, chiaramente, non hai visto niente, ma anche se tu avessi visto, per salvaguardare la tua squadra, non l’avresti ammesso. Vedi il Calcio come va? Te ne rendi conto dov’è finito? Nel fondo di una merdosa cloaca. Tanto in basso ce lo abbiamo mandato un po’ tutti, anche tu, con la tua sincerità, vestita a nuovo di una stoffa intessuta di arroganza.
GIOCHI DI POTERE
Mentre l’algida Angela ci cucina a puntino, e si prepara al prossimo appuntamento elettorale, sventolando scalpi ellenici, assolutamente pronta a riservarci la stessa sorte, i nostri prominenti uomini politici sembra che non ci pensino, e che si dedichino esclusivamente ai convenienti posizionamenti, che gli facciano prontamente scattare in avanti allo sparo dello starter, per vincere la medaglia olimpica delle prossime elezioni….
soltanto pura incoscienza? No, non solo quella; loro sono semplicemente fatti così, non rinunciano a nulla, neppure a scomparire, ed a ripresentarsi all’ennesimo rendez-vous con il potere. Il medesimo morbo sta aggredendo Mario Monti; il nostro “capo tecnocrate” per eccellenza, che non ha neppur finito la sua ascesa al trono più ambito della Nazione che, già si spoglia frettolosamente della sua tecnicità, per indossare i panni consunti di un politico qualunque, di uno che, bene o male, vorrà rimanere al suo posto, od ad un altro che conti. Eppure il gioco del peggior Cancelliere che la Germania abbia avuto, è chiarissimo: all’impietoso motto “Mors tua vita mea”, questa sgraziata signora agisce in modo chiaramente parassitario e nell’assoluta consapevolezza che le crisi altrui facciano la fortuna del suo Paese. Se la Dottoressa Merkel concordasse, insieme ad i suoi maggiori partner, quali il francese Hollande e l’italiano Monti, un serio, avveduto ed intelligente piano di sviluppo, l’Europa ne beneficerebbe immediatamente, gli speculatori ne noterebbero un assai meno attaccabile posizionamento, la Grecia tirerebbe un sospiro, ma i BOND TEDESCHI NON VERREBBERO PIU’ ACQUISTATI AD INTERESSI QUASI PARI A ZERO. Complimenti cara “Tetesca di crante Cermania”! Al tuo confronto l’ultimo cravattaro ebreo del mondo, ci appare un gran benefattore. Invece, il nostro Premier, gioca con la sua parigrado tedesca, alle belle statuine; per non ricevere niente, per niente, almeno si potrebbe togliere la soddisfazione di dirle ciò che pensa, e di mettere una volta tanto, l’Europa di fronte a questa realtà ed, ancor più, alle sue gigantesche, comuni responsabilità. Intanto, l’incartapecorito Conte Luca di Montezemolo, vorrebbe, vorrà, voleva, entrare decisamente nella tenzone politica, un po’ come in quella splendida canzone di Mogol-Battisti, lui “vorrebbe ma non vorrebbe”, o, come si dice da noi in Toscana,”avrebbe sete d’acqua, però gli piacerebbe il vino”. E Luca di Montezemolo, in tema di vino, rischia di far la fine di un’eccellente bottiglia di Barolo, che dovremmo deciderci a bere, ma che poi non apriamo, sino al punto di restar delusi dal fatto che, alla fine, ci si accorga che il superbo vino “si sia maderizzato”. Nel contempo, Silvio Berlusconi le tenta tutte per ritornare in ballo; propone l’Elezione diretta del Presidente della Repubblica, cosa che sdegna gli altri Partiti, che “ ritengono tale proposta, estemporanea e non fattibile”. Però, secondo noi, la verità potrebbe essere un’altra: Casini, Bersani, Di Pietro, Fini § Company, così come noi, hanno paura che il Cavaliere possa essere eletto, ed hanno ragione. Perché il pressappochismo, la superficialità degli Italiani è ormai, fatto assodato, e se poi si considera che una gran moltitudine di essi sia stata lobotomizzata dai decenni televisivi di Mediaset, allora il gioco potrebbe davvero essere fatto. E sempre in tema di Silvio, ci appare addirittura strabiliante il tentativo di relegare il reato di Concussione al solo fine di arricchimento; come se la violenza su una persona non fosse più tale, se esercitata per qualunque altro fine o ragione. In verità, nelle ripetute pressioni che Berlusconi esercitò all’indirizzo dei questurini di Milano, per far rilasciare la piccola Ruby Rubacuori, noi non ravvisiamo esattamente un reato di Concussione, bensì lo sforzo disperato di un vecchio, arteriosclerotico sporcaccione che cercava di tirarsi fuori da una situazione estremamente delicata, senza, per questo, voler minacciar nessuno. Se il Cavaliere non ci fosse, allora andrebbe inventato; poiché è lui stesso che caratterizza la più bella barzelletta che, mai, ci possa raccontare: e la sua proposta, di coniare Euro con la nostra Zecca, non è una barzelletta? Povero Silvio, abbiamo l’impressione che l’unica zecca sulla quale egli possa agire, sia il pericoloso insetto della famiglia degli Aracnidi del quale potrebbe essere vittima, se si mettesse anche ad amoreggiare tra l’erba.




