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Lunedì 04 Giugno 2012 10:14

La battaglia di Isik: “Ridatemi mio figlio”

Scritto da  Angelica Malvatani

Padre disperato da giorni protesta ad Ancona: “Non lo vedo da tre anni”

HIKMET è il nome di un grande poeta turco, un bel nome, pieno di quella poesia. E’ il nome che Isik Nejdet, che in Turchia è nato, ha voluto si mettesse a suo figlio, nato cinque anni fa dalla relazione con una donna di Porto Sant’Elpidio. Un figlio che ama e che vorrebbe crescere, come tutti i padri del mondo, e che oggi si vede allontanare senza alcun motivo valido. Tutto è cominciato con una storia che di amore aveva poco e infatti è finita di lì a poco, proprio con la nascita di questo bambino che Isik, dopo il primo momento di confusione, ha fortemente voluto. Con il bambino sono arrivate anche le litigate, i contrasti con la madre che viveva, e pare viva tuttora, una situazione difficile. Ci sono state perizie psichiatriche, momenti di forte tensione e Isik, che vive da 30 anni in Italia, tutto è diventato difficile. << Ho fatto di tutto per seguire le indicazioni che mi venivano date –spiega- Mi sono sottoposto a tutti gli incontri ci cura, ho documenti e certificati che testimoniano che non ho alcun problema mentale, che sono pronto ad assumermi la mia responsabilità. Tanto più che il mio bambino, che pure mi vuole bene ed è legato a me, rischia oggi di finire in un orfano torio, proprio per la situazione drammatica in cui è con la madre. Io farò di tutto perché questo non accada, mi batterò fino alla fine delle mie forze>>.

Sono giorni che Isik Nejdet, un italiano praticamente perfetto, oggi coordinatore regionale del Movimento Italia Garantista, manifesta in piazza ad Ancona, con un cartello nel quale chiede giustizia per il suo Hikmet, chiede di poter fare il padre, di poter vivere. << Problemi economici non ne ho- dice -mio fratello che lavora a Milano è benestante ed è pronto a garantire per me, io oggi sono concentrato su questa mia battaglia. A tutti chiedo di avere un po’ di pietà, perché il mio bambino non finisca in un orfano torio, perché possa crescere con suo padre. Voglio dimostrargli quanto gli voglio bene. Non avrò pace finché questa mio problema non avrà una risposta, porterò questo caso anche all’ambasciata della Turchia, perché mio figlio è anche cittadino turco e merita di essere tutelato>>Isik chiede l’affidamento del bambino e si impegna anche a restare in un luogo vicino alla casa della madre, per favorirne gli incontri, sempre nel rispetto del benessere del piccolo. << A me interessa che sia felice e sereno – conclude – ma non mi possono impedire di vederlo, non mi possono negare la possibilità di occuparmi di lui. Chiedo aiuto a chiunque possa darmi una mano, per dare al mio piccolo un’infanzia felice, per dare a me l’opportunità di essere padre e dimostrare cosa posso fare>>.

CONTATTI/RIFERIMENTI

http://www.tribunalespeciale.it/about/

https://www.facebook.com/isiknejdet

PAGINA FB della PROTESTA: https://www.facebook.com/events/118895064899647/

FB del GRUPPO: https: https://www.facebook.com/#!/groups/nejdet.hikmet/

BLOG http://www.tribunalespeciale.it/

FB Sayfa Türkçe:https://www.facebook.com/#!/groups/serb

Ultima modifica Lunedì 04 Giugno 2012 10:24

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