Il castello Malaspina, fortificazione di origine medievale, domina la città di Massa, nell'alta Toscana, da una posizione privilegiata. Posto su di un colle, avvolto dalla macchia mediterranea con prevalenza di lecci misti ad olivi, si presenta al visitatore con una possente cinta muraria bastionata, il mastio centrale e il palazzo residenziale che , con le loro caratteristiche architettoniche, mostrano insieme il passaggio dei secoli con la stratificazione delle sequenze costruttive.
La Signoria Malaspiniana, nobile famiglia di origine longobarda, tra feudi, marchesati, principati e ducati, dominò in più riprese questo territorio. Bisogna risalire all'epoca feudale per registrare la divisione delle Signorie in rami. Spino Secco un insieme di terre ad ovest del fiume Magra e Spino Fiorito quelle ad est che comprendevano le terre della piana di Massa.
E' in questo suggestivo contesto che ha avuto luogo la manifestazione "Spino Fiorito" riprendendo il nome dal nobile ramo feudale di Opizzino Malaspina e rendere tutt'uno la mostra-mercato con il complesso del Castello. Settima edizione di questa biennale che ha dato spazio concreto al biologico. Come Bio comanda è stato il tema dominante di questa rassegna che definirei "cult" per la partecipazione esclusiva di artigiani dell'enogastronomia provenienti da piccoli territori italiani facenti parte del movimento non profit Identità Immutate. Un progetto ideato dalla collega Rosanna Ercole Mellone per unire in una rete solidale piccoli territori italiani custodi di produzioni artigianali di qualità poco conosciute. E non sono mancati momenti di spettacolo in costume con cortei storici, mostre artistiche, esibizioni di sbandieratori.
Ma la parte più interessante è stata sicuramente l'offerta gastronomica con riferimenti ai prodotti tipici del territorio e ricette che ne esaltano i vari aspetti. Tordelli alla massese (ravioli), topetti alla massese (gnocchi), lasagnette verdi stordellate, testaroli e panigacci, insalata di baccalà e il Ciorchiello, un dolce tipico della frazione Casette, piccolo centro del bacino marmifero di Massa. Preparato per il periodo pasquale, portato in Chiesa la Domenica delle Palme per la benedizione e oggetto di dono tra le famiglie quale scambio di auguri nel segno della pace e solidarietà; magari accompagnato dall'immancabile buon bicchiere di "candia amabile".
Nel percorso espositivo all'interno delle sale dalla "volta ad ombrello" l'angolo dei vini biologici della Provincia di Massa-Carrara unitamente ai vini più nobili come le Doc di Candia colli Apuani e Colli di Luni insieme a rappresentanti di microaree di altre regioni.
Cammino su e giù nel cuore medievale del Castello accompagnato dalla Dottoressa Corsini della Provincia di Massa-Carrara che grazie al suo signorile senso dell'ospitalità ed accoglienza mi rende meno faticosa la visita che si snoda in un labirinto di piccole stradine interne, stanze, scale. La visita è come una corsa del tempo verso il futuro; storie del passato incantato nei suoi smodati splendori e nelle sue terribili penombre ed esposizioni di prodotti genuini dove fermandosi annusi odori e assaggi delizie dagli aromi forti di antica tradizione. E nelle segrete sotterranee le emozioni delle pietre parlanti: degustazioni di vini del territorio in un percorso di poesie di Giovanni Pascoli, che insegnò al Liceo di Massa, con musiche di Giacomo Puccini. L'immaginazione corre, pensi al Signore Malaspina geloso custode delle sue torri e giudice severo, carceriere implacabile. Ma con la poesia, la musica e il vino l'animo si rasserena. Si torna alla pace, alla festa, a decantare la quiete dei vigneti ordinati, ai sapori antichi e genuini della sana buona cucina. Il palato esulta gaudente, il gusto si dispone alla seduzione. A fine giornata i ricordi del mattino e se anche il tempo non è stato clemente inondandoci di pioggia incessante credetemi non me ne sono accorto.








