"Il cinema è una spia del passato e del presente, illustra le grandi vicende del passato e le speranze di un popolo"- con queste parole il presidente dell'associazione no profit "Occhio Blu-Anna Cenerini Bova", il sig Mario Bova ha presentato la rassegna cinematografica "Albania nel suo cinema".
Dal 2 al 5 giugno la Casa del cinema a Roma, ha aperto le porte al cinema albanese, pocco conosciuta e mancante da tanto tempo nelle sale italiane. Questo evento in occasione delle celebrazioni per il centenario dell'Indipendenza dell'Albania, è stato un opportunita in più per conoscere la cultura e la realta del passato e del presente di queto popolo.
Otto film selezionati per queste giornate hanno portato, i temi legati alla regime dittatoriale comunista, il processo democratico dopo i anni novanta e la grande e la disperata tragedia sociale del emigrazione.
"Questa rassegna evidenzierà in ambito di una autonomia estetica originale, accostamento di linguaggio al cinematografia europeo- spiega il presidente Bova, e l'integrazione europea del Albania, nel ambito culturale à venuta grazie al suo cinema".
"Slogans" è il primo film presentato in questa rassegna, del regista Gjergj Xhuvani, ambientato nella scuola di un villaggio rurale nell'Albania comunista, il film prende spunto dagli slogan che gli allievi e gli insegnanti della scuola sono costretti a costruire con vari mezzi nelle strade e negli edifici. 'Slogans' è stato il primo film albanese ad essere selezionato al festival di Cannes, nella Quinzaine des Realisateurs.
Presente in sala il grande regista italiano Giuliano Montaldo che nel suo discorso ha evidenziato la vicinanza gjeografica che l'Italia ha con Albania, e le belleze non contaminate della natura di questo paese. "Prima per le questione economiche si girava in Jugoslavia, e oggi molto bene si possono girare i film anche in Albania". Il regista di "Sacco e Vanzeti" ha raccordato la realtà delle problematiche che il cinema vive attualmente. "Oggi gli ho stretto le mani ai miei colleghi albanesi, vicini di casa, è stato bello, interesante parlare con loro, sentire e scoprire che i loro problemi sono cosi vicini e somiglianti ai nostri". La prima serata sì e conclusa con la proiezione del film "Kolonel Bunker", del regista Kujtim Cashku, era l'Albania nel 1974. Il regime albanese, nel suo paranoico isolamento, decide di costruire in tutto il Paese centinaia di migliaia di bunker a difesa di paventati aggressori. Il colonnello Nuro Meta esegue gli ordini e porta a termine il suo compito costruendo 800.000 bunker, ma il suo matrimonio e la sua vita ne usciranno distrutti.
La seconda giornata della rasegna cinematografica "L'Albania nel suo Cinema" si è aperto con la presenza del regista Ganni Amelio, molto conosciuto dal publico albanese, grazie al film "Lamerica" girato in questo paese nel 1994. "Penso che è dovereso per me di essere qui- si esprime il regista Amelio, non solo per l'amicizia che mi lega con i colleghi albanesi, ma andhe perche mi sento molto albanese. La mia vita professionale si è cambiato profondamente dopo che ho girato nel vostro paese il film "Lamerica" e per di più ho un figlio albanese. Sono qua per presentare il film del mio amico Pirro Milkani, "La tristezza della signora Shneider". Ho visto tante volte e grandi complimenti al regista e ai attori profesionisti". "La tristezza della signora Schneider", si ambienta a Praga, nel 1961. Un giovane studente albanese che studia regia all'Accademia del film sta girando il suo film di diploma. Ma la rottura dei rapporti dell'Albania con il blocco sovietico lo metterà davanti ad un dilemma che peserà su di lui tutta la vita.
Concludono la rassegna cinematografica, "L'Albania nel suo Cinema", i film "Notte senza luna" del regista Artan Minarolli, che tocca il doloroso fenomeno del 'emigrazione albanese all'estero, "Amnisitia" di Bujar Limani, "La morte del cavallo" di Sajmir Kumbaro, e "Tirana anno zero" di Fatmir Koci.
Presente in questo grande evento cultarale l'ambasciatore albanese a Roma Sign. Llesh Kola e il direttore del archivio cinematografico albanese, Sign. Artan Minarolli.








