“Sono stato rovinato dall’impossibilità di utilizzare i camion che avevo acquistato e che non erano in regola con le revisioni” la denuncia dell’autotrasportatore piemontese
Carlo Massone, camionista di Alessandria continua la sua infinita (si protrae oramai da quasi 30 anni) battaglia legale alla ricerca di giustizia. Una storia che ha visto diversi processi ed è rimasta sino ad oggi senza una risposta definitiva. “Mi è restata soltanto l’onestà e la certezza di aver rispettato tutte le leggi che gli uomini hanno fatto sul tema: prevenzione e sicurezza sul lavoro e sulle strade” afferma Carlo Massone. Ed infatti: “Carlo Massone – si legge su una nota diffusa nel 2007 da “Libera, associazione contro tutte le Mafie” – è stato vittima di un sistema di impunità ed insabbiamenti che lo ha costretto a cessare la sua attività di autotrasportatore in proprio. Il sig. Massone acquista un veicolo che risulta regolarmente collaudato, ma le attestazioni sono false”.
Errori ed incompetenze ma anche atteggiamento “doloso” da parte di chi avrebbe dovuto verificare e collaudare lo stato effettivo di sicurezza degli automezzi acquistati. Ed in effetti il dr. Antonio Giangrande, presidente di Libera, afferma: “Sembra che la prassi sia comune ad altri veicoli, ma nessuno fa niente per debellarla. Nemmeno i Parlamentari nazionali ed europei possono fare qualcosa contro questo sistema marcio”. Un muro di gomma che assorbe e respinge tutto, che fa scomparire tracce evidenti ed accuse verificate, senza che fattivamente accada nulla. Tanto che nel 2008, Giuseppe Cassanti Mastrojeni, presidente dell’Associazione Italiana familiari e vittime della strada si rivolge al Direttore Generale della Motorizzazione: “Pervengono alla nostra associazione – scrive – diverse segnalazioni sul conseguimento di patenti facili, di collaudi effettuati con due occhi di benevolenza e spesso “delegati” alla stessa società proprietaria dei mezzi, di officine autorizzate alla revisione dei veicoli che effettuano tale lavoro solo sulla carta. Spesso, però, queste denunce finiscono nel “tritatutto” della Magistratura diventando inutili “coriandoli” di carta a causa delle prescrizioni dovute ai tempi lunghi per concludere un processo. Riteniamo che l’unica strada veramente efficace per porre fine a quanto esposto, sia quella di riportare a solare normalità l’azione della Motorizzazione civile con azioni interne, recuperando professionalità, responsabilità e senso etico nel lavoro”.
“Si tratta di un business occulto che deve essere riportato alla luce, individuando i responsabili e condannando i colpevoli. – spiega Domenico Merigliano, presidente del Dipartimento nazionale sicurezza del movimento Italia Garantista - In Emilia oggi si piangono decine di vittime per il crollo di capannoni costruiti secondo regole che non tenevano conto delle esigenze anti-sismiche dell’area, quanti ce ne sono di morti per incidenti sul lavoro per quanto riguarda gli autotrasportatori? Quanto denunciato da Carlo Massone che ha presentato decine di denunce ed esposti, tutti documentati, sull’argomento è particolarmente grave e merita di essere approfondito. Deve essere avviata un’indagine dettagliata delle procedure ed eseguiti controlli e verifiche sugli automezzi pesanti presenti nelle concessionarie”. Nemmeno l’Europa è riuscita a dipanare la matassa. La Commissione Europea, infatti, rispondendo ad un’interpellanza parlamentare ha comunicato di aver segnalato il caso alle autorità italiane e che avrebbe preso tutte le iniziative di sua competenza.
A smuovere un immobilismo di fondo non sono servite nemmeno le interrogazioni parlamentari che in questi anni si sono susseguite sull’argomento, rimandando sempre ad interventi successivi, solo annunciati. “E’ necessario passare dalle parole ai fatti. – afferma Paolo Zaccai, Presidente di “Italia Garantista”, che ha allo studio un programma di interventi e verifiche da attuare subito per far finire questa “collaudopoli”e ridare le giuste garanzie di legalità ad uomini ed imprenditori come Carlo Massone che si batte da anni, inascoltato, contro il fenomeno”. “Sono fallito e nessuno fa nulla. – è lo sfogo di Carlo Massone – Ho acquistato 6 camion con gru del valore di diverse migliaia di euro. Mezzi che non ho mai potuto utilizzare perché ho scoperto, dopo una serie di verifiche che ho effettuato personalmente, che i collaudi e le omologazioni erano false. Da quel momento è iniziato un calvario che non ha ancora avuto termine. Ho anche interpellato a più riprese l’associazione di categoria di cui faccio parte, la Confartigianato, ma senza effetti. Ho scritto decine di esposti ed informative ai diversi Ministri dei Trasporti che si sono succeduti negli anni ed ho fatto presentare anche diverse interpellanze parlamentari senza nessun risultato. Perchè lo faccio…? Perchè in tutti questi anni sto chiedendo e cercando giustizia a proposito di una vicenda che mi ha, di fatto, rovinato. Anzi, negli anni scorsi, durante i procedimenti, sono stato anche indagato e poi prosciolto, per l’accusa di aver manomesso e modificato irregolarmente i camion”
vedi il VIDEO di denuncia del sig. Massone
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