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Domenica 24 Giugno 2012 23:37

PROVE DI DEFENESTRAZIONE

Scritto da  Mamerto Morescalchi

“Mala Tempora Currunt”, come avrebbero detto a Cesare gli esploratori in avanscoperta nelle Gallie, quando le impellicciate popolazioni indigene apparivano irrequiete e pronte a ribellarsi al possente giogo romano; ed esattamente questo paventiamo per il nostro ineffabile Primo Ministro….

 

Caro Mario, in mano ti sono rimaste delle brutte carte da giocare; ed, a questo punto, non sappiamo proprio se riuscirai a mangiare la Colomba Pasquale del 2013. E, per favore, non contiamo troppo sul grado di responsabilità di colui, o di coloro che gli staccheranno la spina. Responsabilità, una parola ben pesante ed impegnativa; però, per provare questa forza che ci spinge a svolgere bene il nostro compito, che ci impedisce di agire sventatamente, scriteriatamente, egoisticamente, bisogna che in noi questo sentimento alberghi sovrano; esattamente come oggi avviene nei cuori e nelle menti di molti, disperati padri di famiglia, perfettamente consapevoli di non essere soli al mondo, continuamente assillati dal desiderio di placare la fame dei loro figli. Domanda: da uno a cento, a quanto crediamo che possa ammontare il tasso di dignitosa responsabilità che anima la buona maggioranza dei nostri uomini politici? Non ce lo dite, vi preghiamo di pensarlo e basta. Da lunghi anni v’è una spaventosa carenza di questa suprema qualità; poi, in questi ultimi quattro, mentre il globo tremava dalla febbre d’una crisi economica planetaria e senza uguali, c’era chi la disconosceva sdegnosamente, chi pensava ad un’Italia inaffondabile, che mai si sarebbe potuta trovare nelle condizioni della Grecia. Poi, le azioni delle società del Cavaliere, hanno cominciato ad andare a rotoli, esattamente come tutta quanta la nostra Economia; poiché, una volta per tutte, è bene che si sappia che, se la bolla finanziaria non è stata partorita né da noi, né dall’Europa, è altrettanto vero che di questo tsunami finanziario se n’erano avute avvisaglie e notizie nei tempi giusti, non certo per poter scongiurare completamente il disastro, ma certamente per limitarne i danni. Perciò, al momento giusto, mentre l’Italia affondava come la Concordia, Silvio Berlusconi ha abbandonato una nave che non riusciva più a governare, proprio come Francesco Schettino. Altra domanda: secondo voi, allora, quale è la differenza tra Berlusconi e Schettino? Se permettete proviamo a rispondervi noi: tra Silvio e Francesco non ve n’è alcuna, tutti e due hanno abbandonato un natante a causa dell’avaria che loro stessi avevano causato e, sempre ambedue, hanno evidenziato una totale mancanza di senso di responsabilità. Toh! Questo impegnativo vocabolo torna di nuovo a bussare alla nostra porta. Adesso, non un’altra domanda, bensì una nostra considerazione; nel comprendere e poi nell’evidenziarvi che le vicende di due individui, tanto simili, avranno epiloghi del tutto differenti: a Francesco, anche se lo desiderasse, non sarà mai più data la possibilità di guidare una grossa imbarcazione; mentre, invece, Silvio si appresta a domandare di nuovo il timone del Paese, con non poche possibilità di riottenerlo; e tutto questo, malgrado i naufragi già da lui causati. Ed è ora, proprio adesso, che ci pare di aver capito la formula matematica che regola, aumenta o diminuisce, specialmente nell’uomo politico, il senso di responsabilità… Questa “formula matematica”, sappiatelo, è fatta di uomini, più o meno pensanti, più o meno impegnati, dotati, o meno, di coscienza civica, di senso della giustizia, ed, udite, udite, di responsabilità; lo stesso martellante ed invasivo attributo di poco sopra. Così, alla fine, si arriva a capire che la progressiva perdita di responsabilità dei nostri uomini politici, sia direttamente proporzionale alla carenza sempre più preoccupante di tale indispensabile qualità negli elettori; che non premiamo il bene ed eliminano il male, e che, una volta tanto, e come fanno i cittadini di molti Paesi dalle grandi tradizioni democratiche, dovrebbero dimenticare i loro abituali orientamenti politici, e mandare a casa qualche loro beniamino incapace o truffaldino. Se ci leggete abitualmente, l’avevamo pronosticato da tempo, Berlusconi si ricandida, in un Partito di sua unica e totale proprietà; laddove i suoi uomini sono soltanto i birilli di un bowling, e lui, non solo è la bilia che gli abbatte, ma è la stessa pedana, e persino tutto l’intero impianto. Dopo il teatrino del summit di Roma, dopo il gioco delle belle statuine, che Monti, Hollande e Rajoy hanno fatto intorno all’impassibile ed inamidata Cancelliera Merkel, quanti risultati, quale consistente bottino volete che il nostro Premier riporti da Bruxelles la prossima settimana?! Il PD, titubante come d’abitudine, incerto come al solito, sulla strada da imboccare, sui compagni di viaggio con i quali imbarcarsi, e sempre intento a chiedersi intimamente di che cosa sia fatto, rischia veramente grosso, di delapidare il patrimonio di voti sin qui pervenutogli in una specie di fortunato, gioco di rinterzo, e per l’unico merito di essersi seduto sulla riva del fiume ad attendere l’improvvido annaspare di Silvio Berlusconi. Veramente, Pierluigi Bersani, rischia grosso; come dicono i Tedeschi, di partire miliardario per ritrovarsi milionario. Con Matteino Renzi sarà una bella lotta, estenuante e senza esclusione di colpi, con i Grillini di Beppe alla finestra, pronti a calarsi come avvoltoi sulle carcasse delle occasioni mancate, delle promesse non mantenute, a fungere da aghi della bilancia, e, così facendo, con l’improvvida facoltà di favorire proprio il Cavaliere. Andremo alle Elezioni con il Porcellum, come chi non credeva alla Befana aveva sempre capito; nessuno ha veramente voluto disfarsi di questa pietra dello scandalo; e poi, in fin dei conti, se lo stesso PD avesse veramente puntato a cambiar Legge Elettorale, il passo sarebbe stato breve ma eclatante; la sua schiacciante Maggioranza toscana avrebbe dovuto disfarsene in Regione, perché è ormai risaputo, che il virus attribuito a Roberto Calderoli, in verità, colà sia stato isolato per la prima volta. Chi vincerà? Di certo colui che più prometterà; “un milione di posti di lavoro” come avvenne la famosa, prima volta? No, non sarà il caso, e basterà di meno, soltanto di smantellare l’IMU sulla Prima Casa, e forse ancora più oltre. E pensare che la crisi non è finita, forse appena incominciata, ma che importa? Stasera giocano Italia ed Inghilterra, e se gli Azzurri vincessero, e poi, magari, portassero a casa la Coppa….allora qualsiasi ulteriore giochetto sarebbe ancor più facile. Attentarono alla vita di Togliatti; fu così che i “compagneros” gridarono nelle piazze i loro proponimenti di rivoluzione; ma, poi si racconta, che sul più bello Ginettaccio Bartali vinse il Tour de France, e tutto si placò, e l’allora Segretario del PCI se la cavò. Gli Italiani son questi, siamo noi; qui si può dire tutto ed il contrario di tutto; così funziona tutt’ora il Bel Paese.

Ultima modifica Domenica 24 Giugno 2012 23:45

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