Kiev. L’Italia s’inchina ma esce a testa alta contro una formazione che, prima al mondo, conquista uno storico “triplete” infatti, mai nessuna squadra prima d’ora, aveva vinto nel giro di 4 anni due campionati europei ed un mondiale.
La Spagna sale così a 3 titoli europei, conteggiando anche quello vinto in casa nel 1964, con la finale in cui superò 2-1 l'Unione Sovietica ed aggancia così la Germania, quale nazionale pluridecorata nel massimo torneo continentale per nazioni.
L'Italia rimane invece in vantaggio nelle finali disputate ai grandi tornei internazionali per selezioni maggiori: 4 Mondiali vinti (di cui uno ai rigori) contro 2 perduti (anche in questo caso uno ai rigori), 1’Europeo vinto contro 2 perduti.
Rimane il fatto, indiscutibile, che alla fine ha vinto la squadra più forte contro una, invece, completamente impotente.
La squadra di Cesare Prandelli è crollata davanti all'ostacolo più alto, quasi rifiutando la sfida.
Mai davvero in partita, l’Italia è stata tramortita dai portatori di palla iberici che mai hanno concesso agli azzurri di cominciare e ne finire, nemmeno un’azione degna di nota.
Per la verità l’Italia aveva provato inizialmente a pungere gli avversari ma l’impeccabile uno-due di Silva e Jordi Alba, rimandava tutto ad una improbabile rimonta nella ripresa.
Dove Prandelli giocava la carta Di Natale al posto di Cassano e l'attaccante sfiorava subito il gol di testa su cross di Abate.
Ma gli azzurri venivano graziati poco dopo, quando su un colpo di testa di Sergio Ramos una mano di Bonucci meritava il rigore.
Prandelli inseriva allora Thiago Motta, per l'esausto Montolivo.
Al 13’ un destro di Balotelli provocava più brividi ai tifosi che a Casillas.
Così Del Bosque concedeva la passerella ai suoi: fuori David Silva, dentro Pedro Rodriguez, mentre al 16' Thiago Motta si stirava lasciando i compagni in 10.
Alla mezz’ora toccava a Torres per Fabregas, e il biondo centravanti si prendeva anche la soddisfazione di andare a realizzare al 39’ piazzando di destro sull'uscita di Buffon.
E poi di appoggiare a un giocatore dal cognome evocativo, Mata, subentrato a Iniesta, la palla del
4-0.
Non ce n’era bisogno, di questi colpi finali: ma dopo le polemiche sul “biscotto”, forse servivano a ribadire che la Spagna gioca sempre al massimo.
“All'inizio avremmo sottoscritto al buio il secondo posto, è stata una magnifica avventura per la quale siamo grati all'Italia”. Il premier Mario Monti ringrazia gli azzurri per il comportamento a Euro 2012. “Questi ragazzi hanno fatto cose straordinarie, ora sono un po’ depressi ma noi italiani abbiamo anche la capacità di superare le difficoltà”.
“Abbiamo fatto un bel torneo. Quel che mia ha colpito di più sono state le lacrime dei giocatori mentre uscivano dal campo”. Così il ministro dello sport Piero Gnudi, al termine della gara.
“Si è visto subito che loro avevano più freschezza fisica. Noi non abbiamo avuto tempo per recuperare, soprattutto contro questi giocatori”. Sono state le prime parole di Cesare Prandelli, subito dopo il 4-0 incassato dalla Spagna.
“Siamo noi che ringraziamo di cuore i tifosi italiani, per noi è stato un orgoglio regalare
soddisfazioni. Abbiamo dato quello che avevamo, poi nella vita ci sta incontrare i più forti ed è andata come è ansata”. Al termine partita il portiere dell'Italia, Gigi Buffon, ringrazia i tifosi italiani per l'appoggio dato alla nazionale ad Euro 2012. “La nazionale - aggiunge Buffon - è l'unico veicolo che riesce a portare un pò di gioia nelle case degli italiani”.
Italia: Buffon, Abate, Barzagli, Bonucci, Chiellini (21' st Balzaretti), De Rossi, Pirlo,
Marchisio, Montolivo (10' st Thiago Motta), Cassan (1' st Di Natale), Balotelli. All. Prandelli.
Spagna: Casillas, Arbeloa, Piquè, Sergio, Ramos, Jordi Alba, Xavi, Busquets, Xabi Alonso, David Silva (14' st Pedro), Fabregas (30' st Torres), Iniesta (41' st Mata). All.: Del Bosque.
Arbitro: Proenca (Por).
Reti: nel pt 14' Silva, 42' Jordi Alba; nel st 39' Torres, 43' Mata.
Angoli: 3 a 3
Recupero: 1' e 3'
Note: ammoniti Piquè e Barzagli per gioco falloso. Italia in 10 dal 16' st per l'infortunio a Thiago Motta dopo che erano stati effettuati tutti i cambi. In tribuna il presidente del consiglio Mario Monti e il principe Felipe di Spagna.
Spettatori 60.000.








