"Io scendo all'inferno e so cose che non disturbano la pace di altri. Ma state attenti. L'inferno sta salendo da voi"
Ultima intervista a Pier Paolo Pasolini
In che modo la crisi economica modifica il nostro modo di pensare i rapporti con gli altri e all'interno della famiglia? Come reagiamo dinanzi a un mondo che non sembra corrispondere più alla "normale" visione delle cose? Uno struggente canto di liberazione da una realtà che ci mette sempre più all'angolo e ci costringe a pensare, agire, fornire risposte.
Aldo Castellani (Firenze, 1967) risiede in provincia di Macerata. Questo è il suo primo libro.
Tutti parlano di crisi, è la parola più ricorrente in cui ci imbattiamo ogni giorno. In questo libro appena uscito l'autore, in 14 originali racconti, a volte allegri, a volte malinconici, ci dà uno squarcio di una crisi che non è solo economica, ma è connaturata alla società stessa che l'ha prodotta e diventa così crisi dell'uomo, della donna, dei rapporti di coppia, dei rapporti all'interno della famiglia, tra genitori e figli, crisi infine anche del sesso, che ci appare deformato, modificato eppure sempre così vitale, eccitante e capace di autorigenerarsi.
È proprio questo il carattere fondamentale del libro. La crisi, in queste pagine, non porta la connotazione funerea e pesante cui solitamente viene associata, ma è un'occasione per indagare più a fondo l'anima dei molti personaggi, diversi tra loro, che compongono queste storie. C'è il commercialista milanese per il quale la crisi, almeno dal punto di vista economico, non dovrebbe esistere; c'è la famiglia che tira avanti a forza di lavoretti; c'è una stressatissima ragazza che fa la promoter al supermercato; c'è chi ha perso la casa e vive in una roulotte vendendo di tutto; c'è chi fa lavori stagionali nei campi e deve scontrarsi tutti i giorni con una realtà tra le più dure e ignorate; c'è l'operaio straniero che pensa a mettere insieme i soldi da mandare a casa ed è quasi incosciente di quello che avviene attorno a lui, ma percepisce nell'aria una sottile patina di disagio e stranezza alla quale non sa dare un nome e che tuttavia rende sottilmente sterile la sua operosità.
Anche lo stile narrativo spazia tra diversi generi, a volte all'interno dello stesso racconto, come nel primo della serie, "Bianco", in cui si passa dal realismo più minuzioso al genere fantastico-onirico, dalla narrazione in prima persona a quella in terza persona.
Ma in mezzo a tutta questa varietà, nessuno perde mai la speranza. Anzi, è proprio la crisi che sospinge i personaggi a cercare un "perfetto altrove", come dice il sottotitolo della raccolta. Si svegliano, prendono le loro cose, fisicamente o mentalmente si mettono in viaggio, out of my own town into your own town, come dice l'epigrafe del libro tratta da "Long way", una canzone dei "77 Bombay Street". Non si tratta di una fuga, ma di un ritorno a casa, di una riscoperta della parte più vera di se stessi, cui partecipa in fondo lo stesso lettore, trasportato attraverso una galleria di personaggi nella quale egli stesso avrà sicuramente modo di riconoscersi. Il perfetto altrove viene così ad essere non qualcosa di esterno, non un fine ultimo, ma il sintomo immanente di un'incessante voglia di vita. E si vive sapendo che questa vita, scelta liberamente o assegnataci dal destino o dal caso, è comunque la migliore delle vite possibili.
Formato: 20 x 14
Copertina: morbida a colori
Pagg. 142
ISBN: 978-88-6259-509-4
Editore: Simple – Via Weiden 27, Macerata
Prezzo: 13 €
Data di uscita: 15 giugno 2012
Dove lo trovo?
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