C'è di mezzo il mare, appunto. Così oggi a Bruxelles, tra i 17, è iniziata una trattativa che tutti sapevano non avrebbe potuto avere speranza di concretizzarsi entro la giornata....
....però, però, tra le fitte nebbie dei negazionisti è spuntato un raggio di speranza in più.
Ci si riuniva per definire regole certe sullo Scudo Anti Spread, e per aprire la porta di servizio alla Ricapitalizzazione Diretta delle Banche; talmente diretta ed a sé stante, da viaggiare spedita in uno speciale canale di preferenza, tale da non far aumentare i debiti sovrani dei singoli Stati che vi faranno ricorso.
Il Ministro delle Finanze finlandese Jutta Urpilainen, a capo del drappello degli Stati più intransigenti in fatto di avventurosi e gratuiti recuperi economici, si è abbandonato ad un atto di contrizione dai toni fatalistici:"La Finlandia deve essere pronta ad ogni tipo di evenienza...." Intendendo significare che lo Stato scandinavo potrebbe essere pronto ad uscire dall'Euro, come anche a dover accettare l'eventualità di allargare i cordoni della sua borsa.
Ed, udite, udite, si è persino parlato della concreta possibilità di concedere cadenze più umane all'azzeramento del credito ellenico.
Sapete cosa? E' nostra personale convinzione che il banco non possa saltare; poiché, a seguito del rallentamento della locomotiva tedesca, colma del gran carico d'intransigenza che era riuscita a trasportare in quasi tutti i partner nord europei, si respira aria di maggior possibilismo; perciò in noi si fa largo la sensazione che le quotazioni dei Paesi meno attrezzati, il nostro, in compagnia di Spagna, Portogallo, Irlanda ed, addirittura, Grecia, siano in discreto rialzo.
Ma, come detto, questo lunedì nove, non potrà che dar l'arrivederci ad un nuovo e decisivo appuntamento che, forse, potrà aver luogo sul filo della sirena della fine dei lavori, e vale a dire il venti di questo mese.
Sin qui tutto bene, o, meglio, non proprio tutto da buttare, tutto da rifare, come soleva esclamare con voce rauca Gino Bartali; Mario Monti all'Estero offre il meglio di sé, talvolta incide, a volte assai di meno, ma questo non certo per incapacità, bensì per la totale mancanza di un vero Stato Europeo, al giorno d'oggi semplicemente ed unicamente governato dalla sola potenza del danaro e dalle convenienze del tutto private e personali dei singoli Stati.
Ma parliamo un po' d'Italia, di casa nostra; casa nostra!? Ma fino a quando? Un po' ci si erano messi i Leghisti, a tentar di smembrarne una buona parte, e molto si impegnano i nostri principali imprenditori, che vendono baracca e burattini alle multinazionali di turno, oppure esportano le loro attività all'Estero.
La cosa è veramente preoccupante, e sarà inutile gravare di tasse o sfregiare di tagli il nostro Paese, se poi nessuno lavorerà, nessuno guadagnerà, nessuno investirà, e tutti scapperanno per non morir di fame, o di inedia.
Questo ineffabile, pacato, ma altrettanto stizzoso professorone, non riusciamo a capirlo completamente; per meglio dire, l'abbiamo capito sin dall'inizio, ma abbiamo sperato di poterci sbagliare od, ancor peggio, abbiamo fatto finta di non capire....
Ma da dove volete, da dove vogliamo che egli peschi i capitali per sbarcare il burrascoso lunario che ci fa tanto assomigliare a qualche altra disgraziata Nazione a due tiri di schioppo da noi?
Lui è un iper liberista, un teorico del mega capitalismo mondiale, ed, oltretutto e sin dall'inizio, ci ha fatto capire di non aver la minima voglia di dileguarsi e di tornare alla Bocconi, a questo suo poderino da Cincinnato; sicché ha mostrato subito un'evidente timore di esser mandato a casa, di essere fatto fuori....
Ed è perciò che si è inventato quel prototipo di strumento parapatrimoniale che si chiama Imu, invece di trovare il coraggio di allestire una vera Patrimoniale, magari leggera e forse spalmata in due, tre, cinque anni.
Ed è per questo che non sogna neppure di trasformarsi in novello Robin Hood, e di andare a pescare i soldi dove sono veramente, massicciamente, e, quindi, di sottoscrivere un concordato fiscale/ patrimoniale con la Svizzera; tale da far entrare ben più di trentamiliardi di euro all'anno nelle casse dell'Erario.
E, sempre per la medesima ragione, fa in modo e maniera di"non disturbare il can che dorme", e fa sì che la dura, risanatrice Legge Anticorruzione langua nella penombra di qualche recondito e morto angolo; e Dio sa a quanto questa servirebbe, e quanto benevolmente influirebbe sulla nostra dissestata Finanza, sulle nostre asfittiche fonti di Lavoro, e sulle rinate volontà di imprenditori stranieri, a ricominciare a reinvestire in attività poste sul nostro patrio suolo.
Com'è possibile sperare che le uniche fonti sicure d'indagine, quali le intercettazioni telefoniche ed ambientali, debbano essere azzerate o talmente addomesticate da divenire inutili!?
Che provi, ci si provi il flemmatico Mario dagli occhi cerulei, a toccare questi tasti, a liberare la RAI dal giogo dei Partiti, o di un Partito che detiene la proprietà di un'azienda in diretta concorrenza con la nostra Televisione di Stato.
Che mostri i muscoli su questi temi, ma indossi prima un costume da bagno; perché farebbe subitamente un tuffo, e che tuffo, e che grande onda solleverebbe!








