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Venerdì 17 Agosto 2012 09:33

( 42 ) CALEIDOSCOPIO ( 42 )

Scritto da  Mamerto Morescalchi
Gli impianti dell'Ilva a Taranto Gli impianti dell'Ilva a Taranto

A PROPOSITO DI ILVA /  UNA LEGGE PANTOMIMA

 

A PROPOSITO DI ILVA

Un affare tutto italiano, simile a qualche altro milione di situazioni assolutamente analoghe, che soltanto noi siamo riusciti ad imbastire nel corso dei secoli....

E, di certo, di questo non dobbiamo essere orgogliosi; ma ora cominciamo: nel 1995, il commendator Felice Riva da Milano, compra a prezzi fallimentari uno dei fiori all'occhiello dell'imprenditoria statale, il vero e proprio colosso europeo della siderurgia.

Un passaggio di mani da brivido; per farvi fare mente locale, un po' come quello di cui è stata vittima Alitalia, per "salvarne l'italianità"!

Taranto si rimbocca le maniche, e continua alacremente a lavorare per questa lombarda dinastia di imprenditori, orgogliosa per il mantenimento di molte migliaia di posti di lavoro, in un territorio che, altrimenti, sarebbe stata una desertica plaga di povertà.

Però, però, nonostante la sicurezza di portare tutti i giorni una pagnotta a casa, i problemi, per questo comprensorio del profondo sud non finiscono, continuano ed, anzi, si moltiplicano.

Sì, si moltiplicano, ma non come accadde ai pani ed ai pesci sul Lago di Tiberiade; a Taranto si muore con i polmoni a pezzi ogni giorno.

Lo sanno tutti, ne sono al corrente i vari Governi ed i vari Ministri, ed è arcinoto anche per le stesse forze sindacali però, alla fine, tutto tace....

Immaginiamoci come tutto dovrebbe tacere, alla pari delle tre scimmiette di Longanesi, in un momento di profonda crisi, nel quale un posto di lavoro val molto di più di una medaglia d'oro vinta alle olimpiadi.

Gli operai dell'Ilva e la popolazione di Taranto hanno, allora, due scelte a disposizione; sperare che il pernicioso inquinamento aereo e marino cessi con la chiusura dell'acciaieria, e poi morire di fame e d'indigenza, oppure optare per una preziosissima busta paga e decedere, e neppure tanto lentamente.

Così, alla fine, e meno male! Non intervenendo nessuno, arrivano i Giudici da molti, troppi, indicati come cavalieri dell'Apocalisse, da noi: giustizieri, loro malgrado.

Dalle loro intercettazioni, (che sempre siano benedette e protette dalla furia di un'arroganza del Potere sempre più crescente!), ne vengono fuori di tutti i colori: tentativi di corruzione verso coloro che dovrebbero monitorare l'inquinamento, proponimenti per irretire qualunque tipo di indagine, false notizie per continuare l'operatività dell'azienda ma anche, purtroppo, per prolungare il bollettino di guerra di decessi e malattie.

Perciò, data la straordinaria e scottante evidenza, il Governo si muove, e stanzia trecentotrentasei milioni per provvedere alla bonifica ed alla messa a norma dell'impianto; pochi spiccioli per quanti ne occorrerebbero, ma, dati i chiari di luna che illuminano le nostre notti....

Magistrati trattati come pezze da scarpe, ancor peggio, da manzoniani untori; "loro vogliono fermare il ciclo produttivo...."

Macché fermare il ciclo! Loro non hanno intenzione di fermare alcunché, e neppure il ciclo fecondativo delle massaie tarantine; hanno semplicemente gettato il fatidico sasso in piccionaia: l'Ilva continuerà la sua opera ma, contemporaneamente, si dovrà celermente e CORRETTAMENTE provvedere alla messa a norma dell'impianto; e sottolineiamo CORRETTAMENTE, perché, sempre per essere i più furbi del Pianeta, alla sorveglianza di detti lavori era stato posto il Presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante!

Un po' come se, per difesa di un gregge, fosse stato incaricato un gigantesco lupo.

 

UNA LEGGE PANTOMIMA

Il Presidente Napolitano esorta, o finge di farlo, i nostri uomini politici a varare una nuova Legge Elettorale prima delle prossime Consultazioni di Primavera....

Ed è un tira e molla fastidioso ed indisponente; indisponente ed offensivo verso i non molti, potenziali, elettori che avessero ancora voglia di presentarsi alle urne.

E noi, oggi, ve la raccontiamo come la sentiamo e la crediamo: tra i nostri Partiti di Governo, chi di più e chi di meno, nessuno ha veramente voglia di varare una legge che permetta ad una coalizione di governare.

Naturalmente, chi si considera già perdente in partenza, ed è il caso del PDL, ha ancor meno voglia di prestare il fianco ad una sicura sconfitta; ma anche chi stima di risultare vincente, ed è il caso del PD, tentenna non poco.

Intanto il PD, se veramente avesse avuto la determinazione di essere a capo di un Governo, non avrebbe dovuto rifuggire da elezioni che lo avrebbero visto sicuramente prevalere, ma con il grande rischio di divenire impopolare, a causa delle misure da adottare per salvare il Paese: se Mario Monti si trova al suo posto non è tanto e solo perché Silvio Berlusconi glielo abbia forzatamente ceduto, bensì perché Pierluigi Bersani ( si scrive Bersani ma si legge d'Alema ) non ha voluto prendersi la responsabilità di vincere.

E poi, sapete bene che il Porcellum ha fatto la sua prima apparizione nella rossa (nostra) Toscana; sicché, se veramente il PD fosse desideroso di cambiar legge, allora dovrebbe dare il primo, buon esempio di ideare in Regione qualcosa di diverso.

Il fatto è che il Porcellum ( ma mai tanto quanto Roberto Calderoli! ) fa comodo un po' a tutti; perché non permettere di vincere nettamente e di governare con larghe maggioranze, ma, ed è ancor peggio, consente di perdere di poco, e quindi"benissimo", cioè di mantenere, comunque, un certo grado di incidenza e di influenza nella Politica che conta.

Di questo sono perfettamente al corrente, sia Berlusconi, che non andrebbe incontro ad una debacle elettorale, sia Pierferdinando Casini, che spera in un nulla di fatto per ripresentare lo stesso modello di oggi, un Governo allargato e, magari, di nuovo con il professor Monti.

L'odierna Legge Elettorale, in fin dei conti, funge da frigorifero dotato di temperatura di mantenimento, che non permetta di lasciar "avariare" gli uomini di sempre, sempre gli stessi, per omnia secula et seculorum.

E poi, dopo tutte queste premesse, se i Partiti si mettessero d'accordo per una nuova Legge, questa risulterebbe un intrallazzo, una minestra riscaldata, ancora peggiore di quella odierna.

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