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Barbara Tognarelli
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Molti momenti della nostra vita si svolgono sotto la luce di un riflettore, e spesso chi ci ascolta ci misura più per come “recitiamo”che per ciò che siamo intimamente. La nostra prima reazione alla maggior parte dei discorsi che udiamo da altri è una valutazione o un giudizio, piuttosto che un puro e semplice cercare di capire. Capita anche ai capi, colleghi, selezionatori del personale che ci incontrano per la prima volta. L’efficacia di un messaggio dipende per oltre il 90% dal nostro aspetto e dalla modalità con cui si dicono le cose e per il restante 10% da ciò che si dice. Allora per esprimere al meglio chi siamo e cosa sappiamo fare, oltre ovviamente a conoscere dobbiamo diventare anche bravi promotori di noi stessi, o meglio imparare a comunicare con efficacia il nostro valore. Ma in che modo? Attraverso la comunicazione verbale ovvero la parola, attraverso la comunicazione non verbale (postura, comportamento), o attraverso la comunicazione paraverbale (il tono di voce, la velocità dell’eloquio). Attraverso la comunicazione verbale, le parole che sono dette in una qualsiasi comunicazione, una conferenza, un seminario, una riunione con i vostri subalterni rappresentano solo una piccola percentuale della comunicazione. Ciò…
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Gli ultimi giorni dell'anno sono carichi di pensieri relativi a quanto vissuto sopratutto negli ultimi mesi, e intrisi di nostalgia e ricordi che inevitabilmente emergono in concomitanza delle festività, rendendo velatamente amaro il loro gusto. E' che il nostro sito emozionale pare dotato di una sua propria eccentricità, e non sempre vuole o può concordare con le feste comandate, anzi, capita anche che di festa non ne voglia neppure sentire parlare. La nostra “temperatura” interiore sale o scende vertiginosamente, sotto le luci di Natale, che impietosamente sottolineano le differenze tra chi è solo e chi solo non è. Come tante delle nostre cattive abitudini, anche la pretesa di essere felici in determinati giorni dell'anno deriva da ciò che socialmente è dato come stabilito, dalla scarsa libertà con la quale viviamo il tempo che sempre e comunque è in prima istanza nostro, prima ancora di essere tempo collettivo, tempo consacrato, tempo di tutti. La soluzione esiste, ed è così banale che capita di meravigliarsi di averla vista sfuggire anche dopo l'ennesimo smantellamento degli addobbi. Accettiamoci. Accettiamo la nostra malinconia, il nostro dolore, la nostra solitudine, nei giorni di festa. Accettiamo di detestare i regali, gli auguri, e le telefonate “una…
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I sistemi di gestione sociale, le grandi istituzioni come lo Stato, la religione, i mezzi di informazione pubblica, l’apparato medico-scientifico, sono ciò che maggiormente influenzano e condizionano il pensiero, la coscienza, la salute e il vivere sociale. Questi centri di influenza e di potere dovrebbero avere l’obbligo istituzionale, morale, civile e spirituale di favorire la vera cultura, la conoscenza oggettiva della realtà, il senso critico costruttivo, l’autodeterminazione, la cultura delle cause. Diversamente essi finiscono col fare gli interessi della propria classe dirigente, delle corporazioni, delle lobby, dei potenti a danno del bene personale e dell’evoluzione collettiva. La colpa della medicina convenzionale sta nell’esaurire le sue risorse, umane e finanziarie, in un meccanismo fondamentalmente sintomatologico, mentre il suo dovere dovrebbe essere quello di favorire l’indagine delle cause che generano la malattia, di educare il cittadino e proporre soluzioni che riguardano lo stile di vita. La sua colpa sta nel trascurare totalmente l’importanza dell’alimentazione nella vita e nella salute delle persone, mentre questa risulta responsabile della maggior parte della malattie; sta nel considerare la malattia un evento naturale nella vita dell’uomo e la terapia farmacologica come il principale rimedio possibile. Sta nella sua sudditanza alle grandi industrie chimico-farmaceutiche che finanziano…
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Incredibilmente, ma senza ombra di dubbio, la nostra prima scelta, nelle situazione della vita, cade, seppure in modo inconsapevole, sulla sofferenza. In modo sottile ed a noi occulto, la mente predilige sempre la via più difficile, autolesionista, e marcatamente sconsigliabile a chiunque osservi dall'esterno, ma anche a noi stessi, a distanza di tempo, e con la dovuta lucidità. Per quanto evidente appaia la tensione degli esseri viventi verso uno stato di felicità, una forza centripeta pare invece dirottare tale pulsione verso il suo esatto contrario. Ciò che provoca tale deviazione è la nostra mente, e nella fattispecie i nostri difetti mentali. Lottiamo ogni istante della nostra esistenza per modificare il nostro stato, le nostre condizioni di vita, di lavoro, nella convinzione che tale sforzo conduca ad un'evoluzione in positivo. In questo modo consumiamo le nostre migliori energie, e tale impresa si protrae, solo e semplicemente mutando forma e obbiettivi, per un tempo infinito, o meglio finito nei termini della nostra attuale esistenza. Ma è solo accettandola, l'esistenza, accettandone i limiti, abbandonandosi ad essa, al suo fluire, che avvengono i cambiamenti. La nostra accettazione ci regala ciò che nel tempo abbiamo cercato furiosamente di ottenere, senza alcun risultato, perché solo…
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“L’imagologia è più forte della realtà,che del resto da molto tempo ha smesso di essere per l’uomo quello che era per mia nonna, la quale viveva in un paese della Moravia e conosceva ancora tutto per esperienza personale: come si cuoce il pane, come si costruisce una casa, come si uccide il maiale, come si fa affumicare la carne, come si imbottiscono i piumini, che cosa pensavano del mondo il parroco e il maestro; ogni giorno incontrava tutto il villaggio e sapeva quanti omicidi erano stati commessi nei dintorni da dieci anni a quella parte, aveva per così dire un controllo personale della realtà, cosicché nessuno poteva darle a bere che l’agricoltura in Moravia era fiorente se in casa non c’era da mangiare”. Questa breve citazione da “ L’immortalità” del romanziere ceco Milan Kundera illustra finemente il significato del termine, del suo termine “imagologia”. D’altro canto non apparirà oscuro a nessun lettore tale significato. Imagologia è sostituzione della realtà con l’immagine e dominio di quest’ultima. Tredici ottobre duemilaundici, Berlusconi rende nota personalmente la sua uscita di scena. Il suo show si conclude, o almeno così sembra, con un apologetico videomessaggio con il quale il premier tenta drammaticamente di salvare quel…
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Per noi credenti, il fatto che la vita dell’anima prosegua anche dopo la morte è cosa acclarata oltre che promessa da Gesù. Per l’ I.N.P.S. invece si è rivelata una amara sorpresa. Di celestiale in effetti l’accaduto ha ben poco. La Guardia di Finanza di Palermo ha pizzicato ben 441 angioletti che si offrivano volontari al servizio di riscossione della pensione per conto di defunti passati, come si dice, a miglior vita ormai da tempo. Peccato che in Paradiso i pochi soldini della pensione non servano punto, ma qui sulla terra sicuramente agli affranti parenti facciano comodo. Han voglia i nostri beneamati governanti di tagliare qua e là per rimettere in sesto il debito pubblico: quando in molti remano contro, la barca non va. Se la Guardia di Finanza, stimolata dalla presente scoperta, ficcasse il naso a macchia di leopardo nell’italica penisola a caccia dei furbetti che vi si aggirano, ne salterebbero fuori delle belle. Non credete? Sicuramente lo sta già facendo anche se il compito è ben arduo, ostacolato dalla miriade di cavilli capziosi e leziosi nelle mani di fiscalisti agguerriti come corazzate in difesa dei mari. Nulla di personale contro la categoria ma tant’è! Invece di turlupinare…
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In alcuni passaggi significativi delle nostre vite cerchiamo il silenzio. Lo culliamo, lo viviamo, lo facciamo nostro diventandone ad un tempo parte. Niente è più disperante della parola quando risulta difficile adattarla a pensieri remoti e indistinti. Significante e significato inseguiti e perduti, nebbia, nebbia, tentativi falliti di nuove connessioni. Un solo, ardimentoso, unitario progetto: ritrovarsi. Risettare il sistema, cercare di capire cosa, quando, dove ci siamo perduti, che cosa ci ha indicato la direzione e la strada che abbiamo intrapreso, che cosa ci ha distolto dalle nostre impressioni, dall'impressione che avevamo di noi. Il gioco di relazioni che ad ogni istante muoviamo con gli altri da noi, consegue necessariamente alle nostre ragioni, alle ragioni del nostro più profondo essere. Talvolta la nostra essenza coincide con la nostra assenza, o con quella di qualcuno che ci era talmente vicino da coincidere con ciò che eravamo, e che adesso non siamo più. L'improvvisa esclusione dell'alterità disinnesca il processo di ripetizione, comoda, adagiata consuetudine mentale: niente è più uguale al prima che ci apparteneva, all'illusione di appartenenza che la nostra mente aveva fatto propria, che si era inventata. Niente di quello che crediamo nostro è nei nostri reali possessi. Velleità, meccanismi…
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L'amico ritrovato Una riflessione sui social network tra immaginario e realtà Spesso fare i conti col proprio passato inquieta, smarrisce; si cerca disperatamente di rinviare, si prende tempo. Eppure, in un momento imprecisato, si avverte un'urgenza che non lascia tregua, ed allora,e solo allora, tiriamo fuori dal cassetto tutto quello che abbiamo lasciato irrisolto e cominciamo a dipanare. Nessuna ipocrisia può accompagnare questa sorta di revisione, il velo della finzione è calato, il protagonista è nudo sulla scena di se stesso, solo, senza scenografia sullo sfondo. Ognuno di noi ha lasciato dietro di sé qualche capolavoro, o qualche umile manufatto non finito. Il tempo li ha ricoperti di polvere. Spesso è impossibile recuperarli, alcuni nel frattempo si sono sgretolati, altri sono stati portati via dal Grande Vecchio. Fuor di metafora, accade che non possiamo recuperare le parole non dette, perché le persone cui avremmo voluto dirle hanno intrapreso un altro viaggio, oppure per qualche motivo non sono più raggiungibili. Il senso di smarrimento ed impotenza che allora ci assale sgomenta irrimediabilmente. Siamo fuori tempo massimo. Non abbiamo altra scelta. Dobbiamo trovare in noi altri modi, altri mondi, sogni, forse, una nuova dimensione di comunicazione probabilmente ad un solo senso.…
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Martedì 06 Luglio 2010 21:56
Alla riscoperta di noi stessi - Passeggiando per la Roma alternativa
Scritto da Virgilio Violo
Roma: yoga a villa Pamphili Alla riscoperta di noi stessi Passeggiando per la Roma alternativa Un pomeriggio come tanti, di quei bei pomeriggi che rendono più incantevoli i parchi della capitale, isole felici nel caos cittadino. Il sabato e la domenica, con il bel tempo, le ville si animano di bambini, di anziani, di coppiette, di ogni genere di fauna, dai rockettari ai barboni del centro in vacanza per l'occasione e di tanti,
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Il portato dell'esperienza dell'unione metafisica Quando nasce un amico Ci sono meteore che, cadendo sulla nostra terra, ne devastano il suolo, formando buchi imprecisati, che il nulla potrebbe riempire. Ed altre che cadendo in un deserto arido, permettono il formarsi di un'oasi, ed il loro ruolo, in tal caso, è salvifico o anche soltanto vivificatore.
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Free Lance Journalist Corner
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