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Economia

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Marco Sarli

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Nei primi cinque mesi del 2012 +4% le esportazioni italiane, trainate dai prodotti energetici (+18,3%). In flessione invece il Made in Italy tradizionale (-3% su base annua)   Roma, 16 luglio 2012 – Crescono le esportazioni italiane nel periodo gennaio-maggio 2012 (+4% circa), grazie al forte incremento delle vendite nei mercati extra-europei (+9,3%), mentre in ambito europeo si registra una sostanziale stagnazione (-0,1%). In netto recupero rispetto allo stesso periodo 2011 il saldo al netto dell’energia, passato dai 7,4 agli attuali 25,5 miliardi di euro. “Il forte saldo positivo è attribuibile più ad una contrazione delle importazioni, che da ottobre 2011 sono in costante decremento, che ad un aumento sul versante dell’export. – sottolinea Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi – Rispetto ad un anno fa, inoltre, appare meno dinamico il segmento del Made in Italy, con le esportazioni in calo del 3%, anche a causa della contrazione della domanda mondiale innescata dalla crisi. Oggi, infatti, è il comparto della raffinazione dei prodotti energetici a mostrare maggior dinamismo e a contribuire in maniera determinante all’incremento delle nostre vendite all’estero, soprattutto in realtà come Stati Uniti, Paesi OPEC e Turchia”. La…
  Leggero incremento per le esportazioni italiane ad aprile (+0,2% rispetto a marzo), grazie al lieve rimbalzo delle vendite in Europa (+1,0%), mentre per la prima volta nel 2012 arretra la Germania (-1,7%). Roma, 15 giugno 2012 – L'export italiano si mantiene stabile ad aprile, registrando un +0,2% rispetto al mese precedente nei dati destagionalizzati, grazie al live rimbalzo delle vendite in Europa (+1,0%), mentre, dopo un inizio d'anno in crescita, sperimenta una battuta d'arresto il nostro principale competitor europeo, la Germania (-1,7%). Dal 2009 si è incrementata la proiezione estera dell'Italia, che attualmente occupa la seconda posizione a livello europeo per grado di apertura del mercato (pari al 49%), alle spalle della Germania, ma prima di Francia e Regno Unito, fermi rispettivamente al 47% e al 46%. "Vendiamo all'estero meno prodotti ma di miglior qualità: prova ne è la riduzione dell'1,0% delle quantità di beni venduti e il contemporaneo aumento del 4,7% dei valori medi unitari nei primi quattro mesi del 2012. – afferma Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi – Inoltre non stupisce l'incremento delle importazioni del 2,5% ad aprile rispetto a marzo: le imprese che esportano, infatti,…
Dati confortanti emergono dall’analisi dell’andamento export/import di due settori portanti della produzione italiana di abbigliamento : pelletteria e calzature. Nel corso dell’assemblea annuale Aimpes (Associazione Italiana Pellettieri) svoltasi nei giorni scorsi a Riccione, la relazione del presidente Giorgio Cannara ha messo in rilievo i bilanci economici positivi registrati nell’anno 2011. “I lusinghieri dati economici – ha informato Cannara – ci presentano un andamento a due velocità che rispecchia le peculiarità strutturali e lo stato di salute delle aziende del comparto : per una parte di queste il forte “appeal” del Made in Italy ha rappresentato, anche nel 2011, un’importantissima opportunità di sviluppo del business, mentre le imprese con caratteristiche di prodotti posizionati nella fascia media e medio bassa dell’offerta, spesso produzioni artigianali, poco internazionalizzate e prevalentemente rivolte al mercato nazionale, hanno scontato serie difficoltà in un mercato domestico asfittico e con forte impronta al low-cost”. Il settore pelletteria, nel 2011, ha registrato una crescita nelle esportazioni del 30,4% per un ammontare di 4,2 miliardi e un aumento dell’11,8% nelle importazioni pari a 2 miliardi di euro. All’assemblea di Riccione, un momento di particolare interesse per le imprese è stato l’ intervento del presidente dell’ “Agenzia per la Cina”, Armando Tschang,…
  A marzo, Italia batte Germania 2-1 per crescita delle esportazioni rispetto a febbraio. La Francia invece segna il passo (-1,5%). L'avanzo commerciale mai così elevato da luglio 2007 (2,1 miliardi di euro) Roma, 16 maggio 2012 – Crescono le esportazioni italiane nel mese di marzo (+1,7% rispetto a febbraio nei dati destagionalizzati), registrando il miglior risultato tra i principali esportatori europei: la Germania, infatti, si attesta su un lieve incremento dell'1,0% e la Francia invece sperimenta una contrazione delle vendite dell'1,5%. Anche in ragione d'anno, l'Italia supera i suoi competitor con una crescita del 4,0%, mentre la Germania si ferma al 2,2%. Prosegue il contributo positivo della domanda estera netta alla crescita, superiore a quello di alcuni dei principali Paesi industrializzati: nell'ultimo trimestre 2011 è pari allo 0,7%, mentre Stati Uniti e Giappone chiudono l'anno con un dato negativo rispettivamente dello 0,3% e 2,6%. "Le esportazioni incidono sul PIL per circa un quarto, ma da sole non sono sufficienti a fare sviluppo. Basti pensare che per ogni euro di contrazione dei consumi delle famiglie e delle imprese, ne sono necessari almeno tre in più solo per compensare il calo registrato sul versante interno. Non solo quindi servono politiche di…
Se a febbraio cala la produzione industriale, le vendite delle imprese italiane nel mondo continuano a dare un contributo positivo: nei primi due mesi del 2012 l’Italia riduce il suo disavanzo con l’estero di circa 4 miliardi di euro su base annua. Al netto dell’energia, il surplus del Made in Italy supera di 1,3 miliardi il valore pre-crisi. Roma, 16 aprile 2012 – Crescono le esportazioni italiane nei primi due mesi dell’anno, registrando, nei dati destagionalizzati, un incremento del 3,5% su base annua, in gran parte attribuibile alla performance sui mercati extra-europei (+6,1%). L’aumento delle vendite porta a un riequilibrio del deficit della bilancia commerciale, che si riduce di circa quattro miliardi rispetto a gennaio-febbraio 2011 e si attesta su un valore di circa 5,5 miliardi di euro.“Il saldo commerciale è ancora più significativo se guardiamo ai soli beni del Made in Italy: nei primi due mesi dell’anno è in attivo di 6,5 miliardi di euro, con un incremento di 1,3 miliardi rispetto allo stesso bimestre del 2008, prima dell’inizio della crisi internazionale”, afferma Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi.La meccanica si conferma nei primi due mesi dell’anno regina del…
  A gennaio l’Italia segna il passo e registra un incremento delle esportazioni del 2,9% su base annua, inferiore a quello di competitor europei come Germania (6,8%) e Francia (7,3%), ma riduce il disavanzo e mantiene le posizioni al di fuori dell’Unione Europea Roma, 16 marzo 2012 – Frenata per le esportazioni italiane a gennaio 2012: nei dati destagionalizzati, le vendite registrano un incremento su base annua del 2,9%, performance inferiore a quella dei principali esportatori europei, ovvero Germania (6,8%) e Francia (7,3%).Il rallentamento appare confermato anche dal dato congiunturale, che segna una flessione delle vendite del 2,5% rispetto a dicembre 2011, in controtendenza rispetto all’incremento del 4,2% sul mese di novembre.“Sebbene il dato di gennaio segni un rallentamento, esso si inserisce all’interno di un trend comunque positivo che porta ad una riduzione del deficit commerciale di oltre 2,5 miliardi di euro rispetto allo scorso anno. – afferma Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi – Inoltre le vendite all’estero forniscono il solo contributo positivo alla crescita del PIL italiano: tutti i trimestri del 2011 fanno infatti registrare incrementi positivi, da ultimo quello dello 0,7% del quarto trimestre, a fronte della…
Nel 2011 +2% le esportazioni rispetto al 2008, anno di maggior espansione del commercio estero italiano, grazie ai risultati extra-UE (+9% circa). Italia prima in Europa tra i grandi Paesi esportatori. Roma, 16 febbraio 2012 – Se l’economia italiana rallenta nel complesso, l?export è già fuori dalla crisi: nel 2011 le esportazioni italiane sono aumentate del 12,2% su base annua, nei dati destagionalizzati, superando Germania (+11,5%), Francia (+8,6%) e Regno Unito (+11,3%). Inoltre, il valore delle vendite 2011 (circa 376 miliardi di euro) supera del 2% il dato dell’anno più favorevole al commercio estero italiano, il 2008, quando le esportazioni si attestavano su un valore di 369 miliardi, grazie soprattutto al traino dei mercati extra-europei, verso cui negli ultimi tre anni si registra un incremento del 9% circa. “Questi risultati sono il frutto del progressivo processo di riorganizzazione e riposizionamento produttivo delle imprese italiane, che stanno traendo un forte impulso dalla ripresa della crescita in primo luogo sui mercati “lontani”. Non è un caso che rispetto al 2008 la quota export diretta ai Paesi extra-europei è aumentata di tre punti percentuali, passando dal 41% all’attuale 44%. – afferma Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati diffusi dall’Istat…
  Nel periodo gennaio-settembre export italiano meglio di quello tedesco e francese Roma, 21 novembre 2011 – Prosegue l’altalena delle vendite di prodotti italiani sui mercati extra-europei, anche se la flessione di ottobre secondo i dati destagionalizzati (-5,1%) è la maggiore da ottobre 2009 (-7,5%). Nei primi dieci mesi dell’anno il saldo al netto dell’energia risulta però in crescita di 2,5 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2010. “È possibile che si tratti di un assestamento dovuto a due fattori: l’incertezza che da dopo l’estate si è diffusa sui mercati internazionali, e in particolare anche su quelli dei Paesi extra-europei, accompagnata dalla flessione della crescita del PIL che sta interessando anche le economie fino ad oggi traino della crescita mondiale, tra le quali la stessa Cina, che nel terzo trimestre 2011 registra un rallentamento del PIL di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente”, sottolinea Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat. A livello mondiale, a partire dall’inizio dell’anno, l’Italia è comunque cresciuta a ritmi più sostenuti rispetto ai suoi principali competitor, compresa la stessa Germania, secondo esportatore mondiale: nel periodo gennaio-settembre, l’export italiano è aumentato infatti del 14% circa, mentre il competitor tedesco…
Nell’ultimo mese, l’Italia registra il maggiore incremento tra i principali esportatori dell’UE a 27 (+1,0% rispetto al mese di giugno e +9,0% rispetto a luglio 2010). Rallenta invece l’economia tedesca (rispettivamente -1,8% e +7% circa). Roma, 16 settembre 2011 – Buoni risultati per il Made in Italy nel mese di luglio: l’incremento, seppure di lieve entità, delle vendite complessive fa segnare, nei dati destagionalizzati, il miglior risultato tra i maggiori esportatori europei (+1,0% rispetto a giugno, per un valore di 31,4 miliardi di euro). La Germania, Paese leader dell’export europeo, registra invece una riduzione delle vendite dell’1,8% e per il secondo mese consecutivo vede erodersi anche l’avanzo della sua bilancia commerciale, che tra giugno e luglio brucia circa tre miliardi di euro. Anche a livello tendenziale, cioè rispetto a luglio 2010, l’Italia supera la Germania (+9,0% contro +7% circa) e batte anche i cugini d’Oltralpe (+2,4%), con cui prosegue il testa a testa per le esportazioni verso i Paesi extra-europei: da marzo a luglio, l’Italia recupera posizioni tanto che il valore cumulato delle vendite nel periodo è di 68,5 miliardi di euro rispetto ai circa 66 miliardi della Francia. “Sempre a livello extra-europeo, cambiano le rotte dell’export italiano. – afferma…
Mercoledì 31 Agosto 2011 22:21

Chiesa - ''Udite...''

Scritto da Giulietto Chiesa
Udite, udite, o signori e signore che leggete i giornali dei finanzieri di tutto il mondo, (cioè i “loro giornali”, cioè tutti i giornali del mainstream, e naturalmente tutte le televisioni del mainstream) adesso scoprirete il segreto, uno dei segreti, forse il più importante dei segreti, che sta dietro la crisi della finanza mondiale. Credevate che la Grecia fosse la pietra dello scandalo e che i greci, questi spendaccioni corrotti, dovessero essere salvati, sì, ma... ...insieme privati della loro sovranità nazionale, come gli italiani, del resto, e i portoghesi e gli irlandesi? Vi sbagliavate, ma non è colpa vostra. Le cose stanno diversamente, e tenetevi forte alle vostre sedie. Scoprirete anche come la più grande democrazia del mondo (senza scherzi, sto parlando di quella americana!) è in grado di guardarsi dentro (quasi) fino in fondo. E questo è un bene. Salvo naturalmente il fatto che nessuno lo saprà. E questo è un male. Eccetto io e voi che leggete queste righe elettroniche (questa roba non andrà mai sulla prestigiosa carta dove scrivono De Bortolis, Riotta, Pigì Battista e altri tristanzuoli che vi hanno raccontato e vi raccontano frottole tutti i giorni). Prima di tutto la fonte, perchè non abbiate a…
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