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Cultura

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Free Lance International Press

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  Ci sono mostre che sembrano proporre l’impossibile: riassumere in poco spazio e in poco tempo fenomeni che non permettono riduzioni di sorta. A volte, sembrano cercare di accontentare la richiesta di semplificazione e di tutto e subito, raccogliendo opere da musei sparsi, magari nella stessa città, in un unico spazio espositivo. Non è il caso de Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello, già solo il titolo toglie il fiato. Che dire? Da dove cominciare? L’esposizione si tiene a Palazzo Sciarra uno dei due poli espositivi della Fondazione Roma, l’altro è Palazzo Cipolla, destinato all’arte moderna e contemporanea. L’intento educativo della programmazione espositiva, già espresso nel 2008 con Il ‘400 a Roma. La rinascita delle arti da Donatello a Perugino, prosegue cronologicamente con la mostra attuale ed ha già un’ideale continuazione in Roma al tempo di Caravaggio 1600-1630, in corso a Palazzo Venezia. I confini cronologici dell’esposizione sono marcati dall’inizio del pontificato di Giulio II nel 1503 e dalla morte di Michelangelo nel 1564, a un anno dalla fine del Concilio di Trento, con l’”inizio” della Controriforma e del Manierismo. Il percorso si articola in sette le sezioni, in apertura La Roma di Giulio II e…
  All’interno del ciclo di incontri letterari I Giovedì di Santa Marta, proposti dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ne cura l’organizzazione con cadenza mensile, presso l’ ex chiesa di Santa Marta al Collegio Romano a Roma, è stato festeggiato il secondo numero della rivista Nel Lazio. Guida al patrimonio storico artistico ed etnoantropologico. Dedicata a studiosi, amatori e turisti curiosi, la prima uscita era stata presentata il 20 dicembre 2010 dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio. La pubblicazione si prefigge di illustrare il patrimonio culturale della regione, in gran parte sconosciuto e nascosto. Allo stesso tempo, però, si presenta anche come resoconto dell’operato della Soprintendenza. A tale proposito, una sezione è dedicata alla tutela. In questo numero, uno dei contributi riguarda il Cristo nel labirinto di Alatri, unica rappresentazione, di incerta datazione tra XIII e XV secolo, di Cristo al centro del simbolo arcaico del labirinto. Inediti e riscoperte è il reparto rivolto, oltre che alla conservazione, alla promozione attraverso la divulgazione. Due articoli sono dedicati all’oreficeria, uno al reliquiario medievale di Castel Sant’Elia in provincia di Viterbo, l’altro all’urna tardo barocca…

L’appuntamento al Palapartenope venerdì 25 novembre era di quelli  imperdibili per gli appassionati della buona musica, soprattutto residenti  sotto il Garigliano, territorio solitamente avaro di eventi musicali: una serata di progressive d.o.c. in compagnia delle Orme e del Banco del Mutuo Soccorso. Il prospiciente multicinema è assaltato da una marea ondeggiante; davanti al teatro  tenda il numero di astanti è decisamente inferiore:  ma è un insieme, seppur eterogeneo per età e condizione sociale, nel quale è agevole riconoscere e riconoscersi come persone, ognuna con la propria storia, tutte con la stessa passione.

Alle 21:40 salgono sul palco le Orme nella formazione dell’ultima loro fatica “La via della seta” ispirata ai viaggi di Marco Polo,  pubblicata quest’anno e di cui eseguono la prima parte, dal grintoso impatto iniziale; la formazione dell’album comprende, orfana della storica voce di Aldo Tagliapietra salpato verso lidi solistici, l’ ’”Orma” Michi Dei Rossi alla batteria e il nuovo artefice Michele Bon all’organo e tastiere insieme a Fabio Trentini  al basso,  con l’innesto di William Dotto alla chitarra e il giovanissimo Federico Gava al piano. Si nota subito un cambio di marcia rispetto alle più ieratiche e orientaleggianti atmosfere dell’antico leader in favore di un approccio maggiormente elettrico e aggressivo, sottolineato dalla presenza alla voce di un altro nome storico del pop anni ’70, quel Jimmy Spitaleri che con vocalità possente ha solcato l’Ade dantesco  con i Metamorfosi di Inferno e Paradiso e che oggi affronta l’ingrato compito di non far rimpiangere l’ingombrante predecessore. Il loro set prosegue con il ripescaggio dell’ambiziosa e ben eseguita “Contrappunti” in pieno revival settantesco, proseguendo con “Cemento armato”, che evidenzia uno Spitaleri sempre più a suo agio col repertorio del glorioso trio veneto,  Michele Bon che fa aggressivamente ruggire l’organo e il suo contraltare Gava che ammorbidisce  con discrezione il tutto. Il loro set di 50’ si conclude  con una riuscita sintesi di entrambi i lati del leggendario “Felona e Sorona”, ennesima prova dell’arte compositiva del  “convitato di pietra” Toni PaglIuca, l’antico tastierista senza il quale nulla di ciò sarebbe esistito.

Il testimone passa dunque agli headliners del Banco, stavolta senza Maltese e con tre schermi alle spalle  su cui vengono  proiettati effetti grafici , (a onor del vero, di dubbia riuscita), con Vittorio Nocenzi e  Francesco Di Giacomo accompagnati  come di consueto da Tiziano Ricci al basso, Luca Marchegiani alla chitarra, Maurizio Masi alla batteria e Alessandro Papotto ai fiati. I capitolini iniziano trionfalmente con “Traccia” , proseguendo col più recente                “Nudo”  e “Il Ragno”, e poi “Cento mani e cento occhi” dal loro capolavoro “Darwin”, e ancora la struggente “Canto nomade per un prigioniero politico” (che Di Giacomo  dedica  agli operai di Termini Imerese),” La Conquista della posizione eretta” , “750.000 anni fa l’amore”, “L’Evoluzione”, “R.I.P.”, concludendo poi gli 85’ della loro esibizione con “Lontano da” e “ Traccia 2”, lasciando tutti stupiti per la capacità di eseguire in maniera sempre diversa i loro classici e per il ruolo dei fiati di un  Papotto sempre più coinvolto nell’impreziosire con efficacia e discrezione i capolavori del maestro Nocenzi, alla cui destra sembra porsi  non solo fisicamente ma anche a sottolinearne l’intesa.

Vittorio non disdegna di raccontare aneddoti del loro concerto del 1973 al vicino Teatro Mediterraneo accompagnato dall’altro testimone, il già citato Di Giacomo in grande forma vocale, che omaggia così come aveva già fatto Dei Rossi un altro demiurgo  del prog italiano, la “gloria” locale Lino Vairetti, entusiasta fondatore e prosecutore del progetto musicale dei partenopei Osanna, presente in prima fila. Un Banco sempre inarrivabile nel proporre vere e proprie opere con l’energia de rock e il virtuosismo tecnico e compositivo della musica classica (e di un immenso tastierista del calibro di Nocenzi, l'autentico deus ex machina del gruppo), capace costantemente di reinventarsi e farsi ammirare anche  dalle giovani generazioni, anch’esse numerose all’impianto flegreo. E quando tutti potrebbero dirsi già soddisfatti, Il Banco chiama sul palco le Orme per 40’ di altre emozioni (“Moby Dick”, “Gioco di Bimba”, “Sguardo verso il cielo”, “Capolinea”, la sorprendente “Fino alla mia porta”, “Non mi rompete”). che si faranno ricordare per la grande potenza sonora (anche troppa…) e l’emozione di ascoltare i brani storici di un gruppo cantati anche dalla voce solista  dell’altro, oltre ad altre sorprese più strettamente esecutive: mai ci saremmo aspettati l’inserimento di alcune battute reggae, tanto per dirne una….

Insomma, una serata memorabile: il Banco non poteva, per i suoi primi quarant’anni, invitarci ad una festa meglio riuscita.

Martedì 06 Dicembre 2011 11:50

Memoria fotografica in due mostre a Roma

Scritto da Elena Sidoni
Fotografandoci al Vittoriano e Memorandum all’Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione L’agenzia Ansa racconta per immagini sessant’anni di storia italiana nella mostra Fotografandoci, allestita presso il Complesso del Vittoriano. Ogni sezione raccoglie dieci anni ed ha come icona uno dei volti femminili più amati e rappresentativi di quegli anni. Anna Magnani presta il volto  agli anni '40 del dopoguerra e del cinema; Nicoletta Orsomando ai  '50 con la nascita della tv; Mina agli anni '60 nella tradizione della musica italiana;  Nilde Jotti agli anni '70 ad aprire la strada della politica ancora impervia per le donne; Rita Levi Montalcini agli anni '80, tributo alla ricerca scientifica;  Maria Rosaria Costa, vedova dell’agente di polizia Vito Schifani ed emblema delle stragi di mafia agli anni '90  e Federica Pellegrini per un nuovo millennio sportivo. La mostra si apre con la storia dell’Ansa con le origini dall’agenzia Stefani nel ’45. Le foto delle prime sezioni sono in bianco e nero, i colori sono sui pannelli di allestimento. Al 2011 è dedicata una sezione aggiornata in tempo reale. Quanto l’immagine tenga il passo con il progresso tecnologico, è ulteriormente testimoniato dal fatto che, la mostra, scaricandone gratuitamente l’applicazione, può essere visitata su iPad…
  Una sezione sagittale del cervello umano si può iscrivere all’interno del profilo subliminale di Michelangelo che si ricava scontornando la zona centrale del Giudizio universale. La scoperta evidenzia una costruzione compositiva dell’affresco, dove conoscenze anatomiche, conoscenze esoteriche e valori spirituali si fondono perfettamente in un capolavoro funzionale del tutto sconosciuto al mondo. E’ una informazione che si ricava dal catalogo della mostra “Giancarlo Iacomucci Litofino – Svelamenti e opere - BauArt Basel (testi di Giovanni Tardino e Giancarlo Iacomucci)” aperta fino al 29 gennaio 2012. Aspetto anatomico                 Il triangolo creatore Aspetto esoterico                   Il bagatto Aspetto magico                      La gran sentenza (o la parola creatrice) IL TRIANGOLO CREATORE  -  2011 Gouache, sanguigna e china, su carta, cm. 60x80 Dopo lungo penare finalmente siamo arrivati a ricostruire il percorso mentale di Michelangelo, divino creatore del Giudizio universale attraverso le analogie, le relazioni di colore, i collegamenti funzionali e le corrispondenze anatomiche. Il triangolo creatore si forma tenendo in stretta relazione tutte queste cose, partendo dal buon funzionamento dei tre centri di energia, l’ipofisi, la pineale e la carotide, così come dice la conoscenza universale. Michelangelo nel Giudizio universale ripete le precedenti esperienze espresse nella volta della Sistina, e non poteva essere…
Che la diversità fosse una risorsa e non una condanna è cosa molto risaputa, sebbene ci siano state e ci siano tuttora tante persone che non sono d’accordo, con le nefande conseguenze che ne sono seguite. Ma in questa mostra, magistralmente coordinata da Luigi Luca Cavalli Sforza e Telmo Pievani, viene dimostrato il trionfo dell’unità nella  diversità. Se non ci fosse stata la comune  origine della specie, iscritta profondamente nel nostro DNA, sia pure in modo evolutivo, probabilmente non saremmo qui a parlarne. Ma, quel che conta è che comunque la diversità è un concetto un po’ aleatorio, nel senso che la scienza ha scoperto infine che c’è più unità del genere umano che differenza. Le cose che ci uniscono sono più profonde di quelle che ci rendono diversi e quindi le differenze sono più superficiali e legate solo a fattori culturali e linguistici sopravvenuti successivamente, nel corso della storia della nostra evoluzione. La scienza dei secoli passati aveva comunque erroneamente interpretato gli effetti dell’ambiente nel determinare le differenze biologiche all’interno della nostra specie, attribuendo ai dati somatici un’importanza che non possiedono. Le conoscenze scientifiche attuali indicano che non esistono vere e proprie differenze biologiche o costituzionali tra gli uomini;…
Domenica 27 Novembre 2011 19:07

Lo Schiaccianoci – film in 3D

Scritto da Jolanda Dolce
Lo Schiaccianoci uscirà nelle sale il 1 dicembre. Il film del regista russo Anrei Konchalovsky,è una fiaba: ricalca la storia scritta nel 1816 da E.T.A. Hoffmann, che fu alla base della coreografia del famoso balletto musicato da Tchaikowskj, appunto, “Lo Schiaccianoci”, con le coreografie del famoso M. Petipa. Lo Schiaccianoci e il Re Topo fu rappresentato per la prima volta a San Pietroburgo nel 1892, diventano il balletto più famoso del mondo. E’ il film di Natale, per bambini sicuramente: la storia è ambientata a Natale ed ha protagonisti dei bambini. Ma anche gli adulti potranno apprezzarlo nelle sue geniali e spettacolari trovate tecniche . E’ una storia ambientata nell’800 ma con trovate tecniche fantastiche e futuristiche. E’ un incontro tra il passato e il futuro: è definito “retro-futurismo”che è la coesistenza tra realtà e fantasia, ovvero, come appaiono le cose agli occhi di una bambina. Incanterà i bambini perché in tutti i casi il fatto, i personaggi e tutta l’ambientazione hanno il vero e proprio carattere di una favola. Ed incanterà anche gli adulti per il suo sorprendente livello di tecnica. La favola alimenta la fantasia, e non soltanto ai bambini ; per gli adulti è liberatoria. La favola…
Questa grande opera in "a-fresco" viene commissionata a Michelangelo (1475- 1564) da Clemente VII, Giulio de' Medici (1478- 1534), in un periodo di grandissime tensioni politico-religiose che coin­volgeranno tutta l'Europa; i fatti e le conseguenze che ne deriveranno costruiranno l'Europa che ancora oggi vediamo e viviamo (e che probabilmente sta entrando ancora in un ulteriore periodo critico). I fortissimi venti di riforma avevano appena rotto gli equilibri interni della Chiesa di Roma; il grande "Scisma" sta per dividerla definitivamente; la successiva "Controriforma" di Paolo III, successore di Clemente VII, metterà il proprio "suggello" alla separazione. Inoltre Clemente VII subisce il "sacco di Roma" da parte di Carlo V d'Asburgo, imperatore del Sa­cro Romano Impero e Re di Spagna; perde il potere temporale e viene imprigionato; vedrà Roma vio­lentata e decimata dai Lanzichenecchi, in preda a carestia e malattie; e come se non bastasse vede la cac­ciata dei Medici da Firenze da parte dei repubblicani, dei quali Michelangelo faceva parte; dovrà incoro­nare Carlo V Re d'Italia per recuperare parte del potere e ridare Firenze alla sua famiglia. In questo scenario da Apocalisse, nel quale forse Clemente VII leggeva il "proprio Giudizio", il papa voleva forse un' opera che portasse in se…
  Musica e comicità: è il binomio (raro) su cui si basa MOVIECOMIX lo spettacolo proposto dal duo Dosto & Yevski. Con la regia degli stessi artisti in scena e scritto con la collaborazione di Laura Jacobbi. La stravagante e surreale interpretazione di Dosto & Yeski e della cantante lirica Donna Olimpia,  hanno innescato una miscela esplosiva di musica e comicità. I due musicisti accademici Dosto (pianoforte) e Yevski (contrabbasso), rompono tutti i canoni circa la compostezza sinfonica per far entrare lo spettatore in  un mitico viaggio fra i generi più vari, dal classico al tango, dalla musica popolare al rap, dalla musica napoletana a quella colta e via dicendo, passando da un brano all’altro in un batter d’occhio, lasciando lo spettatore esterrefatto da tanta elasticità mentale e musicale insieme. Lo spettacolo si snoda tra non sense, burle e gag, fatte esclusivamente di suoni e gesti, senza l' ombra di un filo logico e con una minima trama narrativa, basata sulla parodia dei grandi film del passato . Grazie a sottili arrangiamenti si possono gustare gli accostamenti più irragionevoli , offerti da un semplice contrabbasso e  da un pianoforte che superano ogni limite di umana comprensione. Si assiste veramente al…
Sabato 12 Novembre 2011 18:27

TRAVOLTI DA UN’INSOLITA FAMIGLIA

Scritto da Jolanda Dolce
  “Travolti da un’insolita famiglia”, di Stefano Santerini e Luciana Frazzetto,è una vivace commedia tratta da  un’idea i Massimo Milazzo, con la partecipazione straordinaria di Miranda Martino. Non è tanto “insolita”, questa famiglia.  Il tema, attualissimo, è quello di una  famiglia in cui convivono una signora separata, un padre anziano, due figli quanto mai originali e differenti. Tutti  discutono sempre animatamente su tutto, bisticciano e protestano per ogni cosa. Ma alla fine si fanno tutti compagnia, nella grande confusione del battibecco continuo. I due protagonisti principali sono Luciana Frazzetto e Giorgio Lopez. Lei è una donna 45enne separata con due figli, con grande carattere ed il desiderio di piacere ancora agli uomini. Il suo passatempo preferito è una cosa che  negli ultimi anni va molto di moda tra le persone sole: il  corso di ballo latino-americano. Lui, anziano maresciallo della finanza in pensione, è suo padre, e conduce una vita sedentaria, passando la maggior parte del suo tempo davanti alla televisione a seguire i fatti di cronaca. I due figli di Luciana sono due ragazzi particolari: lui, Gabriele, laureato in Scienza delle Comunicazioni, con tendenze vagamente omosessuali, è desideroso di trovare un lavoro nel settore pubblicitario sebbene al momento sia…
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