HUMAN RIGHTS
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Venerdì 10 Maggio 2013 21:26
WORLD PRESS PHOTO - Fotografia e giornalismo: le immagini premiate nel 2013
Scritto da Roberto Fantini
Come accade oramai da ben 56 anni, anche quest’anno una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è stata chiamata a esprimersi su migliaia di domande di partecipazione provenienti da tutto il mondo, inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste. I lavori migliori, suddivisi secondo nove categorie (Spot News, Notizie Generali, Storie d’attualità, Vita quotidiana, Volti. Ritratti in presa diretta, Volti. Ritratti in posa, Natura, Sport) hanno dato vita, alla splendida mostra World Press Photo 2013, attualmente ospitata presso il Museo di Roma in Trastevere, fino al 26 maggio. Per questa edizione, sono state esaminate 103.481 immagini, inviate da 5.666 fotografi professionisti di 124 nazionalità diverse (Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, India, Indonesia, Iran, Israele, Italia, Giordania, Malesia, Palestina, Paesi Bassi, Perù, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, USA e Vietnam). I fotografi premiati sono stati 54, di 32 diverse nazionalità, fra cui ben sei italiani: Fabio Buciarelli, Vittore Buzzi, Paolo Patrizi, Paolo Pellegrin, Fausto Podavini e Alessio Romenzi. Si tratta, come sempre, di una ricca selezione di scatti capaci di aprire finestre piccole e grandi sopra una gamma assai variegata di aspetti,…
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Giovedì 02 Maggio 2013 13:04
Tre leggi per la giustizia e i diritti: tortura, carceri, droghe
Scritto da Roberto Fantini
A colloquio con Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone L’ Associazione Antigone sta portando avanti una importante campagna di sensibilizzazione e di raccolta firme a sostegno delle tre proposte di legge di iniziativa popolare depositate lo scorso gennaio in Cassazione. Si tratta, è doveroso sottolinearlo, di proposte di grande significato e di grande urgenza, indispensabili per ripristinare condizioni di umanità e di legalità nel nostro sistema penale e penitenziario. La prima, Introduzione del reato di tortura nel codice penale, vuole sopperire ad una lacuna normativa grave, considerato che in Italia non è ancora riconosciuto il crimine di tortura, nonostante il relativo obbligo internazionale. La seconda, Per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri, vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario, rafforzando il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l’introduzione di una sorta di “numero chiuso” sugli ingressi in carcere, affinché nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Insieme alla richiesta di istituzione di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti, inoltre, viene anche proposta l’abrogazione del reato di clandestinità. La terza, Modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione…
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Sabato 27 Aprile 2013 08:59
La cultura dei Diritti Umani fra presente e futuro
Scritto da Roberto Fantini
Uno sguardo a quanto ci lasciamo alle spalle Per poter sviluppare riflessioni ragionevoli sul tempo futuro che ci attende, in merito cioè al “dove stiamo andando” o, meglio, al “dove dovremmo andare”, credo che sia indispensabile prendere le mosse dall’esame empiricamente fondato del “dove siamo ora”, esame che presuppone una chiara percezione del “cosa ci siamo lasciati dietro le spalle”. Ma la storia ha davvero qualcosa da insegnare? Qualcosa da dimostrare? Difficile dare una risposta che non sia ideologicamente viziata. Sarebbe sufficiente, però, capire se NOI siamo in grado di trarre, dall’esame della nostra storia, una qualche forma di insegnamento che possa consentirci di provare a comprendere non dico chi siamo, ma almeno il cosa sia possibile attenderci da noi. Per poter fare con efficacia questo breve tentativo di analisi, è a mio avviso indispensabile mettere da parte gli atteggiamenti mentali assai efficacemente raffigurati dai due filosofi del Candide di Voltaire: Pangloss e Martino. Il primo che sostiene che, “essendo tutto quanto creato in vista di un fine”, tutto andrebbe “necessariamente inteso al fine migliore”; l’altro che afferma che “tutto va alla rovescia” e che, pertanto, il mondo non sarebbe altro che “una pazza e abominevole cosa”. Tale precauzione non…
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Mentre una grande, colorita e variegata folla di persone attende commossa, curiosa e festante l’apparizione del nuovo papa, truppe vaticane e dello Stato italiano, con relative fanfare, occupano, dopo coreografiche marcette, il sagrato di S.Pietro, con tanto di alabarde, spadoni, fucili e mitragliatori ben in mostra. Attendo anch’io, tra tanta gente di tante nazioni della terra. Ecco, quelle grandi finestre si stanno illuminando … tra poco la finestra centrale sarà liberata dai suoi tendaggi e, così, potrà apparire il nuovo pontefice. Non mi interessa da quale angolo del pianeta proverrà. Spero una cosa soltanto. Spero ciò che ogni uomo e donna di sana fede e/o di sana ragione dovrebbe augurarsi: che il nuovo papa, dopo essersi presentato al mondo, prima di rivolgere la sua benedizione alla piazza, chieda a tutti i soldati lì sotto di deporre le armi, di farne un grande mucchio al centro del sagrato e di allontanarsi, poi, in silenzio. Il papa si chiamerà Francesco. Nome più idoneo per un simile auspicabile gesto non avrebbe potuto essere scelto. Lo farà? Il papa è apparso: la figura mite, il volto bonario, il linguaggio dolce e semplice. Invita alla preghiera. Parla di fratellanza. Le truppe restano. Le fanfare…
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Mercoledì 06 Marzo 2013 21:57
Il poeta al- Ajami condannato a 15 anni di carcere in Qatar
Scritto da Roberto Fantini
Conversazione con Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty International In questi ultimi giorni, fra le “azioni urgenti” presenti sul sito web della sezione nazionale di Amnesty International, è possibile incontrare il caso di Muhammad al-Ajami, poeta del Qatar, in carcere dal novembre 2011, condannato all’ergastolo (pena recentemente ridotta a 15 anni di detenzione) per presunti “reati di opinione”, legati alla sua attività artistica. Ci siamo rivolti a Riccardo Noury, portavoce della sezione, per poter conoscere al meglio i termini della questione. - Amnesty International considera Muhammad al-Ajami “prigioniero di coscienza”, in quanto risulterebbe non aver fatto nulla di più che manifestare pacificamente le proprie opinioni, esercitando il diritto di espressione. Ma la giustizia del suo Paese come ha potuto motivare la pesante condanna? I giudici, sia in primo che in secondo grado, hanno sostenuto che i versi della famosa "Poesia dei gelsomini" (ne cito un paio: “Siamo tutti la Tunisia di fronte all’élite repressiva”; “ gli sceicchi che giocano con le loro playstation”) fossero offensivi nei confronti dell'Emiro e un "attentato ai simboli del potere e incitamento a sovvertire il potere". La vera ragione di questa persecuzione giudiziaria è di scongiurare l'arrivo del vento della rivolta.…
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Domenica 24 Febbraio 2013 01:46
Ricordare Sacco e Vanzetti: un impegno a difesa della dignità della persona. Conversazione con Lorenzo Tibaldo*
Scritto da Roberto Fantini
- Il recente e bellissimo volume da lei curato** raccoglie una gran quantità di lettere e scritti politici (in gran parte inediti o sconosciuti nel nostro Paese) di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Si tratta di un patrimonio di umanità e di intelligenza politica a mio avviso davvero straordinario. Quando e come è nato in lei il desiderio di far conoscere in maniera più ampia e più completa questi due personaggi? Sicuramente il film di Montaldo, a suo tempo, mi aveva colpito molto, così come la loro drammatica vicenda aveva attirato il mio interesse. Inoltre, nel 1987, avevo partecipato ad un convegno su di loro a Villafalletto, il paese natìo di Vanzetti (che dista 40 chilometri dal mio luogo di residenza). In seguito, mi sono recato all’archivio dell’ Istituto storico della Resistenza di Cuneo, dove è presente il Fondo Bartolomeo Vanzetti. Un giacimento immenso di memoria e di emozioni. Quando leggevo e stringevo tra le mie mani quelle lettere vergate da Bartolomeo e che raccontavano la sua triste vicenda, ma anche la nobiltà di quell’uomo e del suo amico e compagno Nicola Sacco, un tumulto di sentimenti si sono intrecciati nel desiderio di conoscere meglio Nick e Bart, come venivano…
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Martedì 12 Febbraio 2013 19:02
Vicepremier cinese in visita in Italia si lascia alle spalle uno sterminio di massa
Scritto da ASSOCIAZIONE ITALIANA FALUN DAFA
Dopo 13 anni di persecuzione ininterrotta del Falun Gong in Cina, non è stata fatta ancora giustizia per le decine di migliaia di casi di tortura e uccisioni avvenute nei campi di detenzione cinesi. E non è stata fatta luce su quella che è già stata chiamata come “una nuova forma di malvagità sul nostro pianeta”: l'espianto forzato di organi dai prigionieri di coscienza ancora in vita. Secondo David Matas, pluripremiato avvocato di diritti umani e David Kilgour, ex segretario di stato canadese, 45 mila praticanti del Falun Gong sono stati vittima di espianti forzati di organi tra il 2000 e il 2005, giustiziati dal regime cinese per trarre turpi profitti sul mercato internazionale dei trapianti. La Falun Dafa è una pratica meditativa completamente apolitica e profondamente radicata nelle tradizioni cinesi. Si compone di 5 semplici esercizi fisici ed insegna i principi di Verità, Compassione e Tolleranza. Viene perseguitata in Cina dal 20 luglio del 1999, quando si contavano 100 milioni di praticanti nel Paese. Mercoledì 13 febbraio alla sede dell'Ifad a Roma sarà presente uno dei protagonisti di questo genocidio. Il Vicepremier del regime cinese Hui Liangyu terrà il discorso di apertura della 36esima sessione del…
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Venerdì 08 Febbraio 2013 18:55
Arrestati e torturati dalla polizia...è successo in Grecia. La situazione peggiora giorno dopo giorno.
Scritto da Francesco Moretti
La situazione in Grecia peggiora giorno dopo giorno, non mi riferisco soltanto alla situazione economica ma anche alle falle che sempre più spesso si aprono nella "barchetta" della democrazia greca. La situazione è quanto meno molto preoccupante. Cos'è la dittatura? Come si manifesta? Come si stabilisce l'inizio e la fine di essa? La Grecia può contare un buon numero di dittature, la più recente e forse la più conosciuta è stata quella detta "Dittatura dei Colonnelli", altrimenti più nota come "Giunta" (η Χούντα). La dittatura militare capitanata da Giorgos Papadopoulos che è iniziata nell'aprile del 1967 e che fino al 1974 vide un susseguirsi di governi militari anticomunisti. Due fatti determinarono la fine di quest'ultima dittatura, i tragici fatti del Politecnio di Atene dove i carri armati dell'esercito fecero irruzione nell'università, travolgendo i cancelli del Politecnio e schiacciando molti studenti che si trovavano nel cortile dell'università e successivamente l'occupazione di Cipro da parte della Turchia. Per gli storici è molto comodo collocare un evento politico assegnando una data d'inizio e una di fine, ma spesso non è così, spesso la realtà è molto più complicata. Ci sono dittature che non iniziano con un golpe, non c'è un giorno preciso dove…
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Una conversazione con Maurizio Simoncelli, autore di numerosi studi sull’industria militare e sulla politica della sicurezza L’ultimo libro curato da Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo, ricostruisce, con lucida e rigorosa competenza, le principali tappe delle politiche di disarmo e di controllo degli armamenti, sia nell’ambito delle armi convenzionali, sia di quelle di distruzione di massa, evidenziandone i successi e i fallimenti, i compromessi e le innovazioni. A Maurizio Simoncelli, abbiamo rivolto alcune domande per cercare di comprendere a pieno gli obiettivi che stanno alla base de “La pace possibile” (EDIESSE, Roma 2012, euro 12). - Nel tuo saggio introduttivo, affermi che “L’analisi del quadro internazionale, scosso negli ultimi anni anche da una crisi economica e finanziaria che colpisce duramente proprio gli Stati Uniti e l’Unione Europea, non sembra lasciar spazio per facili ottimismi. In questo periodo travagliato da una forte recessione e da drastici tagli allo Stato sociale, le spese militari mondiali continuano a crescere e i governi dei Paesi coinvolti non sembrano intervenire altrettanto drasticamente nell’ambito economico della difesa.” E, a sostegno di quanto asserisci, giustamente citi il caso del cacciabombardiere F35. Che spiegazioni ritieni si possano dare in merito ad una…
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Lunedì 14 Gennaio 2013 00:58
LA TRAGEDIA DELLE CARCERI ITALIANE: LA CONDANNA DI STRASBURGO
Scritto da Roberto Fantini
Conversazione con Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone - La recente condanna della Corte per i diritti umani del Consiglio d’Europa in merito al sovraffollamento delle carceri nel nostro Paese ha prodotto “mortificazione” in Giorgio Napolitano e “avvilimento” in Paola Severino, ma è stata anche salutata da molti di noi con vera soddisfazione. Tu stesso l’hai definita, senza alcuna esitazione, “una sentenza epocale”. Puoi illustrarci quali effetti positivi dovrebbero scaturire da questo evento? Una sentenza epocale per almeno tre motivi: non riguarda un carcere ma tutto il sistema penitenziario italiano; impone soluzioni politiche al sovraffollamento entro un anno; prevede un maxi risarcimento economico tanto da rendere oltre che indegno anche costoso violare i diritti umani. Con la sentenza-pilota nel caso “Torreggiani e altri contro Italia”, la Corte Europea di Strasburgo martedì scorso all’unanimità ha nuovamente condannato l’Italia per violazione dell’art. 3 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo – l’articolo che proibisce la tortura e i trattamenti inumani o degradanti – in relazione al sovraffollamento delle carceri. Alle autorità italiane, che dovranno risarcire i ricorrenti per complessivi 99.600 euro più 6.000 euro di spese legali, è stato intimato di adottare entro un anno provvedimenti che pongano rimedio alle violazioni alla Convenzione conseguenti…
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