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HUMAN RIGHTS

HUMAN RIGHTS

Roberto Fantini
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                            Poche volte un titolo di un libro è stato scelto in maniera così pertinente e così eloquente come accaduto per Traffico d’organi. Nuovi cannibali, vecchie miserie di Franca Porciani. Sì, in questo libro che affronta, con buona dose di coraggio e ricca messe di documentazione, l’atroce (e alquanto trascurata) questione del traffico degli organi, si parla di miserie vecchie, vecchissime, in cui si mescolano le peggiori eredità culturali della nostra storia: schiavismo colonialistico, imperialismo capitalistico e consumismo reificante. E di vero e proprio “cannibalismo” si tratta, ma di un cannibalismo immensamente più feroce di quello rintracciabile in qualsiasi arcaica tradizione tribale: il cannibalismo di chi riduce con gelido calcolo utilitaristico il proprio simile a magazzino di “pezzi di ricambio”, asportabili grazie a una manciata di danaro o (quando il danaro non basta) ad una violenta operazione di macelleria. Il cannibalismo di chi sottrae ogni dignità alla persona, riducendola a mero oggetto di cui disporre senza alcun limite morale, senza alcuna esitazione psicologica, senza alcuna preoccupazione per la sua sorte … Orrore tanto disumano da farci apparire le antiche e consolidate forme di sfruttamento quasi come manifestazioni di animi gentili. “Non scorderò mai quella settimana nello Stato di Tamil…
Martedì 03 Aprile 2012 23:17

ALI DA TAGLIARE

Scritto da Roberto Fantini
  Conversazione con Maurizio Simoncelli dell’Archivio Disarmo, in merito al contestato acquisto del cacciabombardiere F-35 -    Il programma del caccia F-35, che risulterebbe costatoci già ben 2,7 miliardi di euro, potrebbe condurci, nei prossimi anni, ad una spesa complessiva oscillante fra i  15 e i 20 miliardi (senza considerare i costi di mantenimento di tali velivoli). Al di là di ogni valutazione etica, civile e politica, ti sembra che il nostro Paese sia in grado di sopportare un simile impegno economico?L'Italia, come è noto, sta vivendo da tempo una situazione economica estremamente difficile, analogamente ad altri paesi occidentali. Le politiche adottate nel corso degli anni hanno mirato a ridurre drasticamente la spesa pubblica, con pesanti conseguenze nel welfare state, cioè nelle politiche socioassistenziali, nelle pensioni, nella sanità, oltre che nel sistema dell'istruzione e della formazione sia a livello dell'obbligo scolastico, sia superiore. Il progetto dell' F-35, che sta progressivamente sollevando numerosi interrogativi nell'intera società civile, riguarda un caccia multiruolo di quinta generazione monoposto, a singolo propulsore, con capacità stealth (invisibilità ai radar), che può essere utilizzato per supporto aereo ravvicinato, bombardamento tattico e missioni di superiorità aerea. La definizione di tale programma era stata avviata nel 1996 per iniziativa dell’allora…
La più vasta e cruenta repressione di massa della storia europea recente: GENOVA 2001 “Ma che fanno? Che succede? I ragazzi sono tutti a mani alzate, chi seduto, chi in piedi. Urlano: ‘No violence, no violence’. Guardano verso il portone … Eccoli. Sono entrati. Corrono, urlano. Sono poliziotti. Urlano e picchiano. Calci, manganellate, sputi. I ragazzi sono a terra, in ginocchio. E loro picchiano. Urlano. ‘Stasera vi divertite meno’, ‘Questo è l’ultimo G8 che fate’. Ne arrivano altri. E picchiano, picchiano. Ora vengono verso di noi, siamo a un angolo della palestra, il più lontano dall’entrata. Eccoli. Un calcio in faccia. La ragazza al mio fianco ha preso un calcio in faccia. Mi chino ad aiutarla, ma non posso, non posso. Ora picchiano me. Il manganello. Mi riparo con le braccia. Alzo le ginocchia, metto le mani sopra la testa, penso agli occhiali. Devo proteggere gli occhiali. Uno, due, tre colpi, e poi ancora e ancora. Sento tonfi sordi sulle braccia, sulle mani. Colpi sugli stinchi. Picchiano, picchiano alla cieca. Abbasso la testa. Sento le braccia che si spezzano, l’odore del sangue. Si fermano. Posso respirare. Sto male. Un dolore diffuso. Ho le braccia rigonfie, come palle da golf fra…
  La nostra conversazione con Marco Mamone Capria, dopo aver affrontato numerosi aspetti della questione del rapporto fra scienza e democrazia, giunge ora al termine, soffermandosi, in particolare, sulla pratica della vivisezione e sul legame sempre più stretto fra ricerca scientifica e interessi militari. Al prof.Mamone Capria rivolgiamo un sentito ringraziamento per il tempo dedicatoci, augurandogli di poter continuare a sviluppare e a divulgare al meglio le sue preziose ricerche. - A proposito della vivisezione, lei si è più volte espresso in termini fortemente critici, mettendone in dubbio il carattere scientifico. È arrivato anche ad affermare che potrebbe essere «del tutto legittimo classificare […] la moderna vivisezione come una forma di divinazione» [1]. Cosa la spinge a considerare la teoria e la prassi della vivisezione un caso di «pseudoscienza»?   La vivisezione, nel senso della sperimentazione medica su specie animali diverse da quella umana, è da sempre stata un azzardo che alcuni scienziati hanno imposto alla collettività, e che altri scienziati, non meno prestigiosi, hanno denunciato come indegno della scienza sotto il profilo metodologico, a parte ogni considerazione di crudeltà sugli animali -- considerazione che, ovviamente, è pure doveroso includere in una valutazione complessiva di tale pratica. Qui non c’è…
Prosegue la conversazione con Marco Mamone Capria sui pericoli di una scienza e di una tecnologia al di fuori delle regole democratiche. Nella prima parte  trattando della medicina omeopatica, ci si è soffermati soprattutto sull'emblematico caso di Luc Montagnier (premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina del 2008); nella seconda parte è stato affrontato il tema inquietante delle vaccinazioni; nella terza parte ci si è soffermati ad analizzare criticamente i fenomeni dello “scientismo reazionario” e del “fideismo tecnologico”. -- L’accettazione o, meglio, la santificazione politico-mediatica della pratica dei trapianti potrebbe essere ritenuta un esempio particolarmente eloquente e significativo di “fideismo tecnologico”? Sì, e in più modi. Cominciamo col dire che, quasi ogni volta che si effettua un trapianto, c’è una persona che è andata incontro a una fine prematura, per esempio a causa di un incidente automobilistico o di lavoro. Dico “quasi” perché ci sono anche le donazioni di organi da parte di persone viventi e di solito a congiunti, anche se, in Italia e in molti altri paesi [1], si tratta di un caso percentualmente marginale: molto di quello che dirò, è bene precisarlo, non si applica, per esempio, a chi dona un rene a una persona cara…
Mercoledì 01 Febbraio 2012 20:19

SCIENZA E DIRITTI UMANI (3)

Scritto da Roberto Fantini
Scientismo reazionario e fideismo tecnologico Prosegue la conversazione con Marco Mamone Capria sui pericoli di una scienza e di una tecnologia al di fuori delle regole democratiche. Nella prima parte (http://www.flipnews.org/flipnews/index.php?option=com_k2&view=item&id=5018:scienza-e-diritti-umani&Itemid=76), trattando della medicina omeopatica, ci si è soffermati soprattutto sull'emblematico caso di Luc Montagnier (premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina del 2008); nella seconda parte (http://www.flipnews.org/flipnews/index.php?option=com_k2&view=item&id=5030:scienza-e-diritti-umani-2&Itemid=76), invece, è stato affrontato il tema inquietante delle vaccinazioni. - Nei suoi scritti, spesso parla di “fideismo tecnologico”. In cosa consisterebbe tale fenomeno e perché costituirebbe un problema di grande rilievo per la nostra intera società? Il fideismo tecnologico è una componente di quello che ho chiamato scientismo reazionario. Parlando in generale, lo scientismo è l’idolatria del sapere scientifico, considerato come il solo valido. Nel Settecento e nell’Ottocento, varietà di scientismo erano impiegate in chiave antireligiosa e quindi tendenzialmente progressista, dato il ruolo di religioni come quella cattolica nel consolidamento di un sistema di potere oppressivo. Lo scientismo reazionario è invece l’ideologia che utilizza la scienza e i suoi progressi -- reali, fittizi o immaginati in un futuro indefinito -- per reprimere le istanze di cambiamento politico. Il fideismo tecnologico è l’opinione che la tecnologia, se le si dà abbastanza credito…
Martedì 24 Gennaio 2012 10:05

SCIENZA E DIRITTI UMANI (2)

Scritto da Roberto Fantini
Tutto quello che non sappiamo sulle vaccinazioni infantili Prosegue la conversazione con Marco Mamone Capria sui pericoli di una scienza e di una tecnologia al di fuori delle regole democratiche. Nella prima parte (http://www.flipnews.org/flipnews/index.php?option=com_k2&view=item&id=5018:scienza-e-diritti-umani&Itemid=76), dopo aver toccato, a proposito della medicina omeopatica, il caso di Luc Montagnier (premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina del 2008), si arrivava a prendere in esame la questione delle vaccinazioni  infantili, questione che rappresenterà il fulcro centrale di questa seconda parte dell’intervista. - Sta suggerendo che le vaccinazioni di massa sono una causa ignorata dell’aumentata incidenza di gravi malattie nell’infanzia? La questione è complicata perché sono tanti sia i contesti socio-sanitari sia le stesse vaccinazioni, che non sono basate tutte sullo stesso principio e non contengono, ad esempio, tutte gli stessi additivi. Sto però dicendo che, se Montagnier ha ragione, una tale ipotesi riceverebbe una rinnovata plausibilità, e che basta questa semplice associazione concettuale a creare nei difensori dello status quo un’immediata e aggressiva reazione di difesa. Comunque sia, che alcune campagne vaccinali abbiano provocato epidemie di malattie di vario tipo, comprese quelle stesse contro cui si cercava di immunizzare, è un fatto storico riconosciuto.1 Ci sono poi casi discussi, come quello delle…
Venerdì 13 Gennaio 2012 00:17

SCIENZA E DIRITTI UMANI

Scritto da Roberto Fantini
Conversazione con Marco Mamone Capria* sui pericoli di una scienza e di una tecnologia al di fuori delle regole democratiche   Norberto Bobbio, uno dei pensatori del XX secolo che con maggiore attenzione e con maggiore acutezza si è dedicato alla riflessione filosofica in merito alla natura, alla genesi e al futuro dei diritti umani,  l’aveva capito benissimo: dopo aver lottato per difendere l’integrità, la sicurezza, la libertà, la dignità della persona umana dal potere ecclesiastico prima, da quello politico dopo e, successivamente, da quello economico, ci saremmo trovati sempre più ad affrontare l’invadenza e l’arroganza crescenti del potere scientifico-tecnologico. In una intervista del 1991 (I diritti dell’uomo oggi, 14/6/1991, http://www.emsf.rai.it/scripts/interviste.asp?d=529), così, infatti, ebbe ad esprimersi: “L'età post-moderna è caratterizzata dalla trasformazione tecnologica e tecnocratica del mondo. Dal giorno in cui Bacone disse che la scienza è potere, l'uomo ha fatto molta strada. Mai come oggi, vale il tema di Bacone secondo cui chi più sa più ha potere; oggi però l'uomo sa molto di più di quello che si sapeva ai tempi di Bacone. La conoscenza è diventata la principale causa e la condizione, se non sufficiente, necessaria, del dominio dell'uomo sulla natura e sugli altri uomini. Dopo i…
Martedì 10 Gennaio 2012 00:41

La Protezione internazionale dei Diritti Umani

Scritto da Roberto Fantini
L’ultimo lavoro di Antonio Marchesi   Può bastare, a volte, la dedica anteposta ad un libro per comprendere la filosofia del suo autore e l’impostazione e le finalità dell’ opera stessa. E’ il caso, a mio avviso, dell’eccellente lavoro di Antonio Marchesi, La protezione internazionale dei diritti umani (FrancoAngeli  2011).Nella dedica rivolta ai suoi tre figli, infatti ( “con l’auspicio che imparino a pensare in grande, sapendo apprezzare allo stesso tempo il valore dei compromessi” ), Marchesi riesce felicemente a coniugare il “regno dei fini” kantiano con la disincantata lucidità bobbiana, accompagnata dall’efficace pragmatismo peculiare di una associazione come Amnesty International, di cui è stato presidente, per la sezione italiana, negli anni novanta.Non “pessimismo della ragione”, pertanto, contrapposto ad “ottimismo della volontà”, bensì spregiudicata fiducia della ragione in se stessa, nelle sue capacità di immaginare, ideare, inventare un mondo infinitamente migliore, accompagnata (e bilanciata) da una altrettanto fiduciosa consapevolezza della necessità di realisticamente operare, senza vedere nelle limitazioni contingenti sempre qualcosa di lesivo e/o di frustrante, ma riuscendo a scorgerne l’intrinseco  valore dialettico, in una prospettiva progressiva di concreta fattività, in una continua e mai compiuta sfida fra ciò che è giusto in sé e ciò che è storicamente oggettivabile.Ed…
Di  diritti umani sempre più spesso sentiamo parlare, sia in ambito di problematiche politiche di grande attualità,  sia in quello di questioni etico-filosofiche più sofisticate. Ma, sempre e per tutti, non è mai stato facile offrire una definizione chiara ed esaustiva di tale concetto. Con uno sforzo di sintesi, potremmo dire che i diritti umani sono quell’insieme composito di norme e di libertà intese come patrimonio inalienabile di ciascun individuo, in quanto assolutamente indispensabili ai fini di una esistenza autenticamente umana, piena cioè, di significato e di dignità. Come ebbe a dire  Albert Schweitzer, essi posseggono la capacità di offrire “al singolo la maggior libertà possibile per l’affermazione dell’individualità nell’ambito del suo gruppo umano”, garantendo “protezione alla sua esistenza e alla dignità personale, contro ogni forma esterna che possa dominarlo”. Si tratta, cioè, di quei diritti e di quelle libertà fondamentali che ci consentono di sviluppare e di  utilizzare appieno le nostre qualità, la nostra intelligenza, le nostre attitudini, e di soddisfare adeguatamente le nostre esigenze naturali e le nostre aspirazioni spirituali, consentendoci di vivere una vita senza ingiuste costrizioni e restrizioni, in una prospettiva di crescita evolutiva  interiore ed esteriore. Per molto tempo, i loro sostenitori li hanno presentati…
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