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Venerdì 04 Gennaio 2013 00:28
Strategia energetica nazionale: congiura del silenzio!
Scritto da Roberto Vacca
Dopo mezzo secolo di vuoto, stiamo per avere una Strategia Energetica Nazionale (SEN). Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato in Ottobre sul suo sito internet 116 pagine: base per consultazione pubblica mirata alla stesura di un documento definitivo, ma il pubblico non se n’è accorto. [tranne rare eccezioni ed enti come: ENEL, Confindustria, Assoelettrica, Acquirente Unico]. A pag.52 il testo sottolinea l’importanza della comunicazione e della sensibilizzazione del pubblico e delle aziende a questi temi. Però non sono state fatte – omissione grave. Giornali e TV erano muti sul tema, ma dedicavano ampi spazi a questioni di parole, a fatti irrilevanti di persone note e a litigi o dibattiti di politologi e politici su questioni astratte.. Non è chiaro se il testo della Strategia Energetica Nazionale andrebbe approvato dal governo o dal parlamento. Come ha detto il Prof GB Zorzoli [1] “La legge del 2008 [ripresa dalla Legge 75/2011] prevedeva la definizione di una Strategia Energetica Nazionale e un iter formale di approvazione, ma con le normative emanate nel periodo del referendum 2011 sul nucleare, questo richiamo è stato abrogato, quindi nella Legislazione italiana non c’è più il richiamo alla Strategia.” Perciò l’istituto della SEN non fa più parte…
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Il numero annuale di brevetti conseguiti in Italia è dimezzato negli ultimi anni. È una grave tendenza negativa. Altrettanto grave che giornali, radio e TV non ne parlino. Oggi SPECTRUM, il mensile culturale e divulgativo dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE) pubblica un’analisi internazionale svolta su 5000 organizzazioni commerciali, accademiche, non profit, governative per valutare numero e valore dei brevetti conseguiti nell’anno. Non è sorprendente che gli Stati Uniti siano ai primi posti in modo massiccio in ogni settore, né che rifulgano Google e Apple. Le aziende italiane non appaiono affatto in nessuno dei settori considerati. Per noi dovrebbe essere una giornata di lutto nazionale, ma temo che la notizia non verrà nemmeno citata. Tutto al più sarà relegata in ultima pagina o mormorata alla fine di una rubrica di curiosità mandata distrattamente in onda. “Tanto è un dettaglio che potrebbe interessare solo i tecnici”: ripeteranno gli artefici del nostro degrado culturale estremo. È bene considerare qualche dettaglio di questa analisi. I settori considerati sono 15: Aerospazio e difesa; Automobili, Biotecnologia, Chimica, ICT, Conglomerati, Agenzie Governative, Strumenti scientifici, Strumenti medici, Università, Software, Computer, Periferiche per computer, Elettronica, Semiconduttori. Per ogni settore viene citata una ventina di aziende o istituti.…
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