Enogastronomia
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Urano Cupisti
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Mercoledì 24 Aprile 2013 23:32
VINI BIOLOGICI, BIODINAMICI ovvero VINI NATURALI.
Scritto da Urano Cupisti
Faccio fatica a mettere “in fila” questi termini. Proviamoci. VINI BIOLOGICI. Diciamo subito che il Vino Biologico NON ESISTE. Esiste solo il regolamento per la produzione di UVE biologiche. Non ho mai visto vigne con appese bottiglie di vino. Quindi “dal vigneto alla cantina” l’uva può arrivare secondo metodi di coltivazione regolamentati dalla direttiva europea in materia. Ma in cantina dove il mosto viene trasformato in vino… VINI BIODINAMICI. Si parla sempre di agricoltura biodinamica e non di vino biodinamico. Si basa sull’idea della natura in equilibrio, si lavora il terreno secondo metodi “naturali” tenendo conto delle fasi della luna e del sole. Ma in cantina…. VINI NATURALI. E qui tutto si fa più difficile. Cerco di capire meglio andando a cercare il termine contrario (che poi etichetterebbe la stragrande produzione esistente). Alterato, manipolato, artefatto, artificioso, inspiegabile ecc… fino a sintetico. Chiamo un amico produttore di vini biologici e chiedo. La risposta è: convenzionale cioè normale, tradizionale, usuale, di rito. Questa non è la terminologia dei “contrari”. Allora? Punto a capo. Decido di “tuffarmi” in questo particolare mondo partecipando ad alcune manifestazioni di riferimento. SUMMA 13 Arrivo nella piccola piazza centrale di Magrè (Margreid) in Alto Adige animatissima in un…
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Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi. CIAO FRANCO Il Signore del Brunello e il suo custode. La notizia ci ha colto di sorpresa, tra una degustazione e l’altra. Franco Biondi-Santi ci ha lasciato. Un vuoto enorme a Montalcino, nel mondo del vino italiano e internazionale. Ambasciatore del Brunello nel Mondo è stato il paladino per il mantenimento rigoroso del disciplinare di produzione della denominazione. Rimarrà nel ricordo di tutti noi. SPECIALE VINITALY I MOTIVI PER ESSERCI Riporto molto volentieri il “pensiero di Sergio Zingarelli patron dell’Azienda Rocca delle Macìe che condivido pienamente: “Il Vinitaly ha raccontato, anno dopo anno, l’evoluzione del nostro sistema vitivinicolo e ha contribuito a comunicare il valore qualitativo ed economico del vino italiano nel mondo” Questo, nonostante tutto, il motivo per esserci. LUCI ed OMBRE L’evento ha avvicinato tutti gli amanti del buon bere, numeri da record. Basti pensare 4.200 aziende presenti, espositori provenienti da oltre 20 Paesi, 148.000 visitatori dei quali 53.000 stranieri con ben 2.643 addetti alla comunicazione rappresentanti 47 Paesi. Crescita di circa il 10% e grandi affari grazie all’export che compensa il calo nazionale. Potenziate le presenze delle rappresentanze commerciali da tutti i…
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Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi. UN PENSIERO….ENOICO La brava e giovane sommelier Annalisa Linguerri mi ha fatto pervenire questo “seducente pensiero”: “La degustazione di un vino è il momento più intimo che ognuno di noi passa con se stesso…tutto condiziona quell’attimo infinitesimale in cui ti denudi e solo lo affronti, spesso non siamo d’accordo, spesso si…il bello è il confronto quotidiano di esperienze, bevute insieme alla conoscenza…insomma il lavoro più bello al mondo.” VIGNAIOLI INDIPENDENTI Vi ricordate l’ormai “storica” esclamazione dell’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro: “IO NON CI STO!” Qualsiasi occasione è buona per ripeterla quando c’è da sottolineare una diversità. In un mondo dove “i grandi numeri” sembrerebbero volerlo governare, si è alzato un grido: “NOI NON CI STIAMO!”. E’ la voce dei Vignaioli Indipendenti (oggi circa un migliaio) che si ribellano al tentativo (e non solo) di normalizzare la produzione vinicola nazionale. Chi sono? Vignaioli che coltivano le loro vigne, vinificano la propria uva (senza acquistarla), imbottigliano il loro vino e curano personalmente la vendita dello stesso, sotto la propria responsabilità, con il loro nome e la propria etichetta. Sono i Vignaioli Indipendenti aderenti alla FIVI.…
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Ventunesima edizione di “Benvenuto Brunello”: quest’anno è la volta dell’annata 2011 per il “Rosso di Montalcino”, dell’annata 2008 per il “Brunello” e dell’annata 2007 per il “Brunello Riserva”. Arrivo a Montalcino prevenuto. E’ vero, lo ammetto. Prevenuto nel ricordo degli assaggi del “Rosso” vendemmia 2008 e dei ripetuti “viaggi” effettuati in terra ilcinese negli ultimi tre anni. Diversi campioni di botte per valutare l’evolvere della vendemmia. Adesso il Disciplinare ci consegna il “Brunello 2008”. E’ il momento della verità. La sala preparata, i sei bicchieri disposti ad arco, i sommeliers pronti al servizio. Preparo il mio portatile, spengo il cellulare, sono pronto. Le prime tre degustazioni di “Rosso” 2011 mi entusiasmano; bei colori chiari e trasparenti, naso articolato che lascia alla fantasia la ricerca dei vari profumi, bocca elegante espressione di un vino bellissimo. Buon auspicio per il Brunello che verrà. Le prime tre degustazioni di Brunello 2008 mi lasciano perplesso. Abituato “malissimo” dalle strepitose vendemmie 2006 e 2007 (irripetibili) devo necessariamente impegnarmi usando un altro metodo di giudizio. Mi fermo, resetto il tutto e inizio a degustare i “brunelli” scegliendo i campioni dai vari terroir in cui è diviso il territorio di Montalcino. Est, Ovest, Sud, Nord e le…
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Domenica 10 Marzo 2013 20:20
Olio capitale - Trieste 7° Salone degli oli extra vergini tipici e di qualità
Scritto da Patrizia Grandis
La settima edizione dell'evento Olio Capitale, il salone degli extra vergini tipici e di qualità, organizzato a Trieste da Aries, azienda speciale della Camera di Commercio, ha visto la partecipazione di oltre 200 aziende che hanno esposto i loro prodotti nella sede del Centro Congressi della Stazione Marittima, allargata dal rinnovato spazio Magazzino 42, prolungamento verso il mare della Stazione stessa inaugurato per l'occasione. Cultura dell'olio d'oliva, leva di promozione sui mercati esteri, è stato il motivo di discussione al convegno inaugurale di Olio Capitale dal titolo “Dieta Mediterranea: strumento culturale di penetrazione nei mercati europei” organizzato da Aries in collaborazione con l'Associazione Città dell'Olio. Il convegno ha evidenziato come l'olio d'oliva, elemento principe della dieta mediterranea, sia strumento di penetrazione dei mercati stranieri, oltre a possedere un valore culturale significativo fin dai tempi remoti. “L'olio possiede un valore culturale molto forte, basti pensare a tutti i significati simbolici che possiede nelle diverse letterature e tradizioni culturali, non da ultimo nella Bibbia – nota Tommaso Amico di Meane, esperto politiche UNESCO, Mipaaf. Ma per raggiungere i mercati esteri è necessario veicolare un messaggio forte composito sia della parte materiale, ovvero la qualità dei prodotti, che immateriale, cioè il…
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Martedì 26 Febbraio 2013 23:16
VERA TERRA, UNA PASSIONE, UNA STORIA: IL NOBILE
Scritto da Urano Cupisti
Tradizionale appuntamento di Febbraio con l’Anteprima del vino Nobile di Montepulciano. 36 Aziende, circa 150 vini in assaggio per questo vino che perde la sua origine “nella notte dei tempi”. Tito Livio, 2000 anni fa nella “Storia di Roma”, lo menziona. Varie storie miste a leggende ci portano confusioni sulla data esatta dell’uso comune della parola “Nobile”. Una cosa è certa: distinzione da altri vini prodotti a Montepulciano come andante, comune, scelto ecc.. Oggi con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (D.O.C.G.) avvenuta il 07/07/1980 e di un preciso Disciplinare modificato di recente con Decreto Ministeriale (novembre 2010), parliamo di Rosso di Montepulciano e di Nobile di Montepulciano. La differenza? Comune la zona di provenienza che è il territorio comunale di Montepulciano. Le uve sono identiche. Sangiovese, chiamato e denominato a Montepulciano “Prugnolo Gentile” per un minimo del 70% e altri vitigni a bacca rossa a concorrere per il rimanente 30% (canaiolo, colorino, mammolo, cabernet sauvignon, merlot ed altri). La differenza è nelle operazioni di vinificazione ed invecchiamento. Il Rosso ha un percorso più breve e viene messo in commercio dopo un anno. Il Nobile, oltre ad una particolare vinificazione è sottoposto minimo ad un periodo…
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49 assaggi il primo giorno, 49 anche il secondo, totale 98 da cui ho estratto 19 eccellenze nell’eccellenza. Da queste ne ho scelto 10 e ne ho riportato l’analisi sensoriale. Questi i “numeri” del mio Food & Wine che si è svolto a Milano nei giorni 9 e 10 febbraio. Trecento etichette fra le più prestigiose del panorama italiano, sloveno e francese con una presenza che ha suscitato molta curiosità: la Georgia con i suoi vini da vitigni autoctoni, a volte di difficile pronuncia (Krakhuna e Tsiska), che hanno lasciato un segno. Vini che ho classificato tra i buoni ed hanno stimolato ricerche per capire i territori, i vari climi e le tradizioni nelle vinificazioni non ultime l’utilizzo delle anfore. Ma veniamo ai 10 assaggi e alle relative analisi: Slovenija Bra Movia Slovenija, Veliko 2005 (Ribolla Gialla 70%, Sauvignon Blanc 20% e Pinot Grigio 10%). Un grande blend sloveno che merita le cinque stelle e la segnalazione tra le eccellenze.Paglierino intenso, note complesse di fiori e frutta matura molto elegante, ricco e grintoso al palato con una bella acidità che lo percorre fino ad una lunga persistenza. Francia Linguadoca Château Valflaunés, Espérance 2011 (Syrah 60%, Mourvedre 30%, Carignan 10%). Siamo…
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Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi. PRONTI, ATTENTI…VIA! Terminata la “sbornia” di fine anno (in tutti i sensi), la pausa del dopo befana, si ricomincia. Calendario alla mano e programmazione fino al 28 Febbraio. Inizieremo con un tour in Piemonte, zona Barolo, per poi trasferirci a Milano, primi giorni di febbraio, per seguire Food&Wine, un imperdibile viaggio alla scoperta di 400 vini proposti dalle migliori cantine italiane e internazionali accanto a un ricco menu di golosità e piatti firmati da 20 grandi chef. Tra gli organizzatori figura MWF (Merano Wine Festival). Continueremo spostandoci in Toscana per seguire tre avvenimenti nella seconda parte del mese di Febbraio. 1)Anteprima del Nobile di Montepulciano. Ultima annata posta all’attenzione degli addetti al settore in una due giorni irrinunciabile. 2)Chianti Collection nella bellissima cornice della Stazione Leopolda a Firenze dove i produttori del Consorzio Chianti Classico (quelli del Gallo Nero) presenteranno le ultime novità. Un piacevole viaggio nella zona vocata del Sangiovese. 3)Benvenuto Brunello, cinque giorni immersi nelle realtà magica del Cru di Montalcino. Quest’anno particolarmente atteso anche per portare la solidarietà al produttore Soldera dopo l’atto criminale subito recentemente. Periodo impegnativo dove la nostra presenza vuol…
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Un giorno presso l’azienda Cosimo Maria Masini “I cipressi che a Bolgheri alti e schietti Van da San Guido in duplice filar, Quasi in corsa giganti giovinetti Mi balzarono incontro e mi guardar.” Comprendo il grande Giosuè nello scrivere questi versi anche se, come abbiamo saputo da grandicelli, l’ode è un inno alla sua posizione di convinto massone. Niente di tutto questo nel momento che imbocco il viale che porta verso Villa “La Selva” ma solo il ricordo visivo del Poeta nel percorrerlo. Corro lungo l’ultimo tratto e mi sento “Ospite della Storia”. La Signora Maria, titolare dell’Azienda Cosimo Maria Masini, racconta dei Buonaparte, gli antenati di Napoleone, cacciati dalla guelfa Firenze perché ghibellini, rivendicandone lo spirito anche se non la discendenza. E poi continua nel racconto citando altre nobili casate proprietarie di questa tenuta fino ai Marchesi Ridolfi (vari fregi del casato sono visibili ovunque) ai quali va il merito della riorganizzazione della cantina ancora nella sede storica caratterizzata dai muri dipinti a nastri orizzontali ocra e rosso vinaccia. La Villa assume i connotati di adesso; le vigne ai piedi lungo la collina, sopra i giardini come luoghi di veduta sul territorio dominato dalla Rocca di San Miniato.…
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Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi. LA CUCINA ITALIANA ALL’ESTERO Alcune considerazioni sullo stato della cucina italiana all’estero si evincono da una istantanea diffusa dal Gruppo Virtuale Cuochi Italiani autodefinitosi La ventunesima Regione Gastronomica d’Italia. La cucina nazionale sarebbe in forte crescita aiutando l’esportazione dei prodotti made in Italy in tutti cinque continenti. Il condizionale è d’obbligo perché i dazi, le misure protezionistiche, i trasporti e i divieti religiosi (basti pensare ai prodotti a base di maiale e agli alcolici) influiscono sulla reperibilità delle materie prime e di conseguenza sulla possibilità di realizzare una cucina tradizionale davvero autentica. L’Accademia Italiana della Cucina lancia un altro grido di dolore. Da una ricerca attraverso le sue 74 delegazioni straniere emerge, oltre l’invasione accertata del falso parmigiano reggiano, del falso prosciutto di Parma o di San Daniele, una nuova imitazione del Made in Italy alimentare: il tradimento della ricetta originale. Oggi solo il 40% della cucina italiana all’estero si può considerare “ben interpretata”. Il resto non è altro che una scimmiottesca interpretazione di ricette spesso eseguita in modo maldestro. Molte le concause; basti pensare che quasi la metà dei cuochi che operano nei ristoranti italiani…
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