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Editoria

 




Silvia Pietrovanni

  Conversazione con Susanna Trossero e Francesco Tassiello autori del romanzo ADELE*     -           La prima cosa che si percepisce in maniera chiarissima nell’avvicinarsi alla lettura del vostro Adele è che scriverlo insieme è stata, per voi, una grande avventura, qualcosa che ha rappresentato e che continuerà a rappresentare davvero molto per entrambi. -           Susanna: Ho vissuto il tempo di questo romanzo come una sfida intrigante: da sempre appassionata di racconti brevi, mi sono ritrovata a scrivere una storia “completa” e, sebbene non sia stato facile, ne sono rimasta io stessa affascinata! Non tanto dal contenuto, che vorrei fossero i lettori a giudicare, quanto da tutto ciò che ho imparato; sviluppare una storia in più di 200 pagine (questo è stato il risultato), costruirla e condividerla con Francesco e con la sua esperienza così differente dalla mia, non poteva non completare il mio scrivere, arricchirlo e accrescere me. -           Francesco: Il termine “avventura” sento che calza perfettamente al personale sentimento che ha accompagnato questa mia esperienza professionale e personale! Questa domanda mi stimola ad una riflessione analitica particolarmente utile per me, per la memoria dei momenti di attesa segnati dall’ansia e dall’avidità con cui leggevo le pagine del diario,…
Pagine di diario, suggerite da incontri quotidiani a Parigi, a Ginevra, a Londra, nel Sahara, con persone o comunità “di frontiera” in cui l’Autore ritrova le tracce del volto di Dio. Non è un libro, ma un invito potente ad andare alla frontiera della vostra fede. Del vostro mondo. Al di là del nostro “piccolo mondo antico”, l’Italia di oggi... Per coltivare valori indispensabili, anzi vitali. L’ascolto dell’altro. Il dialogo. L’empatia. L’apertura di mente e di cuore. L’accoglienza di idee o di persone nuove, diverse. Per affrontare insieme, a più mani, con coraggio e fiducia i tempi difficili di domani... Si’, Dio attende alla frontiera.   Dio attende alla frontiera di Renato Zilio, EMI, 7a ristampa Renato Zilio, missionario, re­porter freelance, ha pubbli­cato: “Elogio della differenza” (Ed. Paoline), “Parole dal de­serto” (Ed. Paoline), “Lettere da Gibuti” (Ed. Messaggero), “Vangelo dei migranti” (EMI). Vive a Londra al Centro Scalabrini (www.scalabri­nilondon.co.uk). È corrispondente di settimanali cattolici  
Sabato 20 Aprile 2013 18:20

GLI SCACCHI, UN GIOCO PER CRESCERE

Scritto da Roberto Fantini
                                                   SEI ANNI DI SPERIMENTAZIONE NELLA SCUOLA PRIMARIA     Gli scacchi sono tante, tantissime cose diverse e contrastanti: un’arte e una scienza, un rifugio alla follia e una strada verso la follia, un’immersione nell’oceano delle infinite possibilità della fantasia e del pensiero umani, una via di salvezza per chi è sprofondato nell’abisso della solitudine, una spelonca tirannica in cui la nostra mente può rischiare di venire imprigionata … Bene lo hanno compreso scrittori del calibro di Stefan Zweig, Elias Canetti, Zhong Acheng che hanno fatto di questo gioco il fulcro narrativo di avvincenti suggestioni letterarie. Ma gli scacchi possono essere anche una meravigliosa opportunità di crescita intellettiva ed emotiva, un prezioso ed efficace strumento pedagogico per favorire lo sviluppo di una sterminata e variegata gamma di virtù: attenzione, concentrazione, pensiero analitico, pensiero sintetico, capacità di progettazione, flessibilità e rigorosità di pensiero, onestà intellettuale e morale, rispetto delle regole, senso del limite, autostima e capacità di autoanalisi e di autocritica, sistematicità dell’impegno, attitudine alla perseveranza e al pensiero costruttivo, capacità di autodisciplina. Alcuni ricercatori italiani hanno cercato di verificare in maniera sperimentale quanto la pratica scacchistica possa risultare di significativo ausilio nell’”educazione dell’intelligenza” infantile. I risultati di ben sei…
Nell'ambito di questo spazio editoriale mi piacerebbe “dare voce” a quelle case editrici nate da poco che, nonostante la crisi dell'editoria hanno voluto accettare la sfida e mettersi in gioco. In questa intervista conosciamo “Oltreconfine”, progetto editoriale della società cooperativa romana “Spazio Interiore”.   Oltreconfine”: un nome che è già un manifesto culturale: qual è il confine da oltrepassare e come?   Il confine è ciò su cui si poggia l'esempio, l'ex-em-plum, ciò che viene tratto fuori e portato in salvo. Il confine è quella strana forma di poesia del qualunque che va esplorata, scavata, erosa e sformata. Riconoscere nel qualunque il tutti e non il qualsiasi. La nostra idea è che l'esplorazione di ciò che è oltre il confine non si ponga al di là, ma all'interno del limite: non c'è nessun confine da superare, ma è il concetto stesso di confine a dover essere superato. Non ci sono due pezzi di terra separati da una fila di sassi, ma una fila di sassi sulla terra. In altre parole, non c'è un qui e un lì, ma al massimo un qui e un non ancora qui.   Prima di essere una casa editrice la vostra attività era organizzata intorno…
Sabato 13 Aprile 2013 23:26

COME PARLARE AI BAMBINI DELLA MORTE?

Scritto da Roberto Fantini
Da sempre, la morte è il problema più grande, il problema più inespugnabile. Da sempre, è il vero problema. Possiamo interpellare saggi e sapienti, tutte le letterature sacre, tutte le filosofie d’oriente e d’occidente, psicologi del profondo e psicoterapeuti di tutte le scuole … ma, dopo tante parole (anche bellissime), saremo ancora soli e privi di parole … Da sempre, cerchiamo di capire e cerchiamo di ignorare. Cerchiamo di imparare ad affrontare e cerchiamo di apprendere a non pensare. La morte ci induce a farci abili strateghi, per mascherare, esorcizzare, aggirare, occultare … Possiamo decidere di sospendere il giudizio, di fare professione di agnosìa, di abbracciare una qualche fede religiosa, di provare a svuotare il senso della questione appellandoci alle antimetafisiche certezze epicuree … Ma, se ad interrogarci sulla morte sono gli occhi dei bambini, allora rifugiarsi in formule banalizzanti o dogmatizzanti non ci è più possibile. Sarebbe troppo meschino, troppo disonesto. E se, nello stesso tempo, accantonare paraocchi e paraventi a favore della sincerità è senz’altro doveroso, non è certo sufficiente per capire poi cosa dire e come dire. Gli occhi smarriti del bambino che sta vivendo (direttamente o indirettamente) il dramma della perdita attendono (e meritano) da noi…
Lunedì 25 Marzo 2013 19:23

CHIESA E POTERE

Scritto da Roberto Fantini
                                                       DAL RICONOSCIMENTO DEL CRISTIANESIMO AI PRIVILEGI E ALLA CRITICA DEL POTERE DELLA CHIESA, VERSO UNA SOCIETA’ LAICA E MULTICULTURALE. E’ davvero triste doverlo constatare, ma è ancora terribilmente difficile riuscire a condurre una riflessione ragionata e non aprioristicamente condizionata in merito alla Chiesa cattolica, alla sua nascita e al suo divenire storico. Questo perché, nel nostro “cattolicissimo” Paese, scarsissima è tuttora la conoscenza dottrinale del credo cattolico, rarissima la familiarità con le Scritture e assai lacunosa e sovente distorta la conoscenza del travagliato cammino nel tempo dell’istituzione ecclesiastica. Per cui, il cercare di parlare di chiesa, di papa e di cattolicesimo si traduce spesso in un cozzare sterile di contrapposti arroccamenti. Le iniziative culturali che, pertanto, si stanno verificando e si verificheranno nel corso di quest’anno, al fine di commemorare i 1.700 anni del costantiniano Editto di Milano, potrebbero, se liberate da finalità apologetiche e retoricamente celebrative, rappresentare un’occasione per molti per acquisire utili conoscenze e maturare, di conseguenza, una maggiore consapevolezza del proprio passato. Ed è certamente da apprezzare e da sottolineare la scelta operata dalla casa editrice Claudiana di aver preso spunto proprio da detta ricorrenza per il consueto libro dedicato alla “Settimana della libertà” promossa dalla…
Domenica 17 Febbraio 2013 07:20

Il colpo d’ala - di Roberto Casalena

Scritto da Flip
Volare tra sogno e realtà. Un colpo d’ala, che porta in mondi sconosciuti, inesplorati, dove la perfettibilità può assumere anche contatti al di sopra dell’imperfettibilità. Nei voli pindarici c’è spazio per tutto. E’ un volo con una sola ala mentre l’altra rimane ancorata al corpo. Ma al ritorno, le premonizioni possono anche tradursi in realtà. Donne che irretiscono, con il calore della fiamma, evanescenti, ma allo stesso tempo reali, che concupiscono, per poi evaporare al primo contatto terreno. L’irrealtà che si trasforma in realtà, la complicità di un Dio, che seppur sovrano, ma invocato, interviene per dare concretezza ai sogni. Non occorrono preghiere, solo buone intenzioni, la chiamata mentale al Padre, che ci ascolta, e ci fa tornare in Terra, planando con una sola ala, la speranza vissuta in altri mondi. Uno squarcio di luce, clone che esce dall’oblio, per divenire realtà. L’amore non ha limiti né confini. L’amore è l’amore e i sogni sono lo specchio riflesso. Roberto Casalena è nato a Roma dove vive e svolge la professione di giornalista. Laureato in economia e commercio, ha lavorato in diversi quotidiani nazionali, oltre che collaborato con prestigiose testate e con la RAI. E’ sceneggiatore ed ha vinto numerosi premi…
Sabato 09 Febbraio 2013 21:39

Il Terzo Reich contro Pio XII

Scritto da Carlo Mafera
I rapporti tra Pio XII e il Terzo Reich in una ricostruzione rigorosa che Pierluigi Guiducci ha compiuto consultando documenti che si trovavano in precedenza in Unione Sovietica   Come ebbi a scrivere tempo fa sulla questione in questa stessa testata “Le accuse mosse dopo la sua morte a Pio XII riguardo all'Olocausto non sono state rivolte a quello che avrebbe potuto fare in più, ma soprattutto ai suoi presunti silenzi. E’ una critica che si dimostra infondata perché già in qualità di nunzio apostolico in Germania, prima che diventasse papa, mons. Pacelli aveva scritto ben quaranta discorsi contro l’emergente ideologia nazista e nel 1935 in una lettera scrisse che i nazisti erano “falsi profeti con l’orgoglio di lucifero”. Nel 1937 fu l’anno dell’enciclica “mit brennender Sorge” che vuol dire “Con Viva Ansietà” nella quale si condannava apertamente il razzismo nazista e per giunta era scritta in lingua tedesca. La stesura di questo documento fu a cura del cardinal Pacelli che la sottopose poi al vaglio di papa Pio XI. Il Papa molto malato appose solo qualche piccola correzione prima di apporvi la sua firma. L’enciclica procurò un effetto completamente nullo rispetto all’obiettivo che si era prefisso.” Sul tema ritorna…
Venerdì 08 Febbraio 2013 02:45

GESU’, GLI UFO E GLI ALIENI

Scritto da Roberto Fantini
                   L’INTELLIGENZA EXTRATERRESTRE COME SFIDA ALLA FEDE CRISTIANA   Sul finire del XVI secolo, Giordano Bruno, nel suo “De l’infinito, universo e mondi”, a proposito della pluralità e dell’abitabilità di altri innumerevoli, infiniti mondi, affermava: “Cossì dunque gli altri mondi sono abitati come questo? Se non cossì e se non megliori, niente meno e niente peggio: perché è impossibile ch’un razionale ed alquanto svegliato ingegno possa imaginarsi, che sieno privi di simili e megliori abitanti mondi innumerabili, che si mostrano o cossì o più magnifici di questo.” La condanna ecclesiastica, come tutti sanno, si abbatté severa su di lui, come su tanti altri pensatori e ricercatori. Il grande timore della Chiesa e della teologia dell’epoca scaturiva soprattutto dal ritenere che il mettere in discussione il geocentrismo aristotelico-tolemaico avrebbe potuto comportare la disintegrazione dell’intera concezione del cosmo e della storia biblicamente fondata. Ovverosia, che dal crollo del geocentrismo sarebbe potuto derivare il crollo di quella complessa architettura dottrinale poggiante sulla concatenazione di tre “ismi”: antropocentrismo, teocentrismo e cristocentrismo. Ma le cose, in questi secoli, dalle vertiginose meditazioni pascaliane agli studi di un Teilhard de Chardin, dalle grandi “svolte” conciliari alla “riabilitazione” di Galileo Galilei, sono certamente molto cambiate anche all’interno del…
                           Conversazione con Paola Giovetti sul suo ultimo libro   Paola Giovetti, redattrice della rivista trimestrale Luce e Ombra, la più antica rivista italiana di parapsicologia e problemi connessi, è notissima autrice di una trentina di saggi relativi a tematiche di carattere esoterico-spirituale. Con il suo ultimo lavoro, dedicato alla monumentale figura di Johann Wolfgang von Goethe, recuperando brillantemente la sua giovanile formazione di germanista, ha saputo costruire un’opera vivissima, densa di informazioni e sostenuta da una sorprendente verve narrativa. Riportiamo qui una breve conversazione volta a mettere in luce gli elementi ispiratori del suo Goethe a Roma.*   Tu stessa, nella Premessa della tua opera, affermi che molto a lungo e con competenza si è parlato di Johann Wolfgang von Goethe (da te definito come “il prototipo di un nuovo modello umano al quale ancora aspiriamo”), della sua affascinante personalità e delle sue geniali attitudini e straordinarie capacità creative. Perché, allora, la tua scelta di un ulteriore saggio dedicato alla vita di un personaggio già così tanto indagato?   -           La mia impressione è che, nonostante le tante pubblicazioni su Goethe (per altro soprattutto in tedesco) ancora ci sia tanto da scoprire su questo straordinario personaggio. Soprattutto la sua personalità a…
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PER I 100 ANNI DI MICOL FONTANA UN CONCORSO PER GIOVANI CREATIVI

PER I 100 ANNI DI MICOL FONTANA UN CONCORSO PER GIOVANI CREATIVI

  L’ANNUNCIO IL PROSSIMO 23 MAGGIO A ROMA IN CHIUSURA DEI SEMINARI DI MODA 2012/2013   E’ nata in provincia di Parma, a Traversetolo, nel lontanissimo 1913 … ma è ormai da tempo cittadina romana d’onore : nella nostra città giunse – assieme alle sorelle Zoe e Giovanna - subito dopo la guerra e da qui partì vittoriosa alla conquista dell’universo della moda. Parliamo di Micol Fontana, la mitica “Signora della Moda Italiana”, che il prossimo 8 novembre compirà 100 anni. 1913/2013 :...

Moda Elisa Starace Pietroni

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“SUL FAR DELLA VITA” Conversazione con Mattia Zàccaro Garau sul presente e sul futuro del fare poesia

“SUL FAR DELLA VITA”     Conversazione con Mattia Zàccaro Garau sul presente e sul futuro del fare poesia

  Davvero difficile riuscire, nel nostro mondo schiacciato dalle categorie dell’utile e dell’apparire, individuare un posto significativamente attuale per la creazione poetica. Sembra non ci sia più tempo, non ci sia più spazio. Ma la poesia non è scomparsa. Non sarà più, forse, il refrigerio dell’anima né la porta privilegiata verso l’assoluto, ma è certamente qualcosa che vive e vuole vivere. Sul cosa attenderci, sul cosa sperare, sul cosa pretendere dalla poesia, abbiamo scelto di interrogare un giovane promettente poeta, certi che...

Cultura Roberto Fantini

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“A me piace il jazz”: The Freak incontra Marco Silvi della New Talents Jazz Orchestra

“A me piace il jazz”: The Freak incontra Marco Silvi della New Talents Jazz Orchestra

Duke Ellington diceva “Non significa nulla se non ha swing”: questo è il motto della Casa del Jazz, dove si è svolto il nono appuntamento di “Invito all’ascolto” della New Talents Jazz Orchestra. Si tratta di una big band composta da diciotto elementi e diretta dall’arrangiatore e trombonista Mario Corvini. Non c’è niente di meglio che passare una domenica mattina in un luogo meraviglioso di Roma dedicato alla musica e godersi un concerto del tutto particolare. Il primo brano – Dedication...

Musica Flip

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Macchine che pensano e provano emozioni

Macchine che pensano e provano emozioni

Dal 19 al 25 maggio si terrà la Settimana della Scienza e Tecnologia, sul tema “Scienza e tecnologia per il futuro dell’umanità”.   Il prossimo 20 maggio presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Informazione, Informatica e Statistica, della Sapienza Università di Roma (Via Ariosto 25), alle 16.00, si svolgerà l’incontro sul tema “Macchine che (ti)pensano”. Tutte le macchine sono diventate “intelligenti”. Usano la logica, si adattano alle condizioni esterne, perseguono obbiettivi programmati. Se in passato le macchine superavano gli uomini nelle capacità...

Tecno Carlo Mafera

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