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Elena Sidoni

Elena Sidoni

Il primo degli interventi sul patrimonio, in occasione del Bimillenario Augusteo, ad essere presentato ha riguardato la Villa di Livia a Prima Porta.

Livia è stata la terza, amata moglie di Augusto. Proprio la villa è legata alla loro storia e al successo della dinastia Giulio-claudia. Nel toponimo latino, ad gallinas albas, si ricorda il presagio lì manifestatosi, quando una gallina bianca era caduta dal becco di un aquila, in grembo alla futura imperatrice. Il ramo d’alloro provvisto di bacche, che l’animale portava nel becco, piantato da Livia, aveva dato luogo al boschetto di alloro, il Lauretum, che è stato suggestivamente riallestito per l’occasione. Il boschetto aveva fornito l’alloro per i trionfi dinastici e si sarebbe seccato, proprio con la morte dell’ultimo degli imperatori giulio-claudi, Nerone.

La villa sorge su una piattaforma di tufo, in una zona ricca d’acqua, si presta a studi di botanica dell’antichità e geologia. Molluschi erano impiegati come fertilizzanti e nel drenaggio del terreno. Nel passato la villa costituiva un rifugio dalla frenetica vita di città, su cui si affacciava e si affaccia tuttora, oggi, seppur attutito, vi arriva il rombo del traffico.

 DSC4061.DECORAZIONIJPGIl verde era il protagonista principale. In un piccolo giardino privato, pure riallestito, l’imperatrice coltivava le piante con cui realizzava decotti per la cura della salute di Augusto. Un giardino dipinto decorava poi l’ambiente ipogeo, dove nel 1863 sono stati rinvenuti gli affreschi, realizzati nel 38 a.C. e conservati al Museo Nazionale Romano a Palazzo Massimo alle Terme. La mancanza degli originali è stata colmata nell’ambiente ipogeo, probabile triclinio estivo, con la proiezione degli stessi su pannelli di garza.

Il restauro ha riguardato i dipinti murali, in uno si vede la gallina, i pavimenti in mosaico ed opus sectile.

E’ stato riallestito il piccolo Antiquarium, che introduce alla visita. Vi sono conservati, i reperti e i frammenti ritrovati durante gli scavi e vi si trova un plastico, non molto ben delineato, che riproduce appunto il costone di tufo, su cui gli edifici della villa sono stati costruiti, sostituendosi e integrando costruzioni repubblicane. Sul plastico vengono proiettate delle immagini che, oltre alla ricostruzione topografica, riguardano anche la scultura dell’Augusto da Prima Porta, qui rinvenuta e conservata ai Musei Vaticani. Simpatico il commento sonoro costituito dalle chiocciare delle galline.

La custodia del sito è affidata a soli due custodi, per questo l’apertura è ristretta al giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 13.30; nei sabati dispari (I-III-V eventuale) nello stesso orario; la domenica da aprile a ottobre dalle 9.30 alle 18.30, da novembre a marzo dalle 9.30 alle 16.30. L’ingresso è gratuito. Ogni terza domenica del mese si potrà usufruire della visita guidata al costo di 7 euro più 2 di prevendita.

Si auspica una copiosa affluenza di pubblico che possa portare ad un incremento dell’orario d’apertura e al posizionamento di cartelli stradali. In mancanza di questi

Sotto: Villa di Livia a Prima Porta, frammento di decorazione pittorica, foto Egisto Catalani.

Sopra: Villa di Livia a Prima Porta, particolare di mosaico pavimentale, foto Egisto Catalani.

ultimi, ecco come raggiungere il luogo: se in auto, sulla Flaminia, superato il tunnel sulla strada del cimitero, girare a sinistra, altrimenti, dalla rotatoria all’interno del paese, si imbocca sulla destra via di villa di Livia; con treno urbano da Roma, Piazzale Flaminio/ Euclide, Ferrovie Roma Nord, fermata Prima Porta.

Si spera che il copioso pubblico possa portare se non all’allestimento di un vero e proprio bookshop, almeno la presenza della piccola guida edita dall’Electa, dove sono illustrati anche i recenti ritrovamenti presso la via Flaminia (euro 12).

 

Info: www.archeoroma.benicultrali.it; www.coopculture.it

Prenotazioni visite: +39 06 3996700; www.coopculture.it

Giovedì 18 Settembre 2014 21:36

Nell'ambito degli eventi che la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, di concerto con il Ministero delle Attività Culturali e del Turismo, ha ideato per celebrare il Bimillenario Augusteo, sono stati inaugurati il nuovo percorso sul Palatino e il riallestimento dell’Antiquario Palatino.

Per scelta mirata, gli eventi si sono concentrati in interventi sul patrimonio. Dove se non dalle dimore si doveva partire?

Il Palatino racchiude la memoria del primo imperatore, ne testimonia il fascino, abilmente costruito da Augusto stesso. È l'inventore della propaganda politica attraverso la divulgazione della propria immagine, studiata e ritagliata su misura nei minimi particolari. L'apparire diventa essere.

Augusto nasce sul Palatino e vi si stabilisce da imperatore. Inventa l'impero operando tra tradizione e innovazione. Restaura le memorie di Romolo sul colle, le capanne e il Lupercale, la caverna all'interno della quale la lupa aveva nutrito i gemelli leggendari. Si reputa discendente del mitico fondatore, che, a sua volta, per parte di madre, discendeva da Enea, l'eroe fuggito da Troia in fiamme, figlio di Venere.

La casa di Augusto è visitabile su prenotazione. Per motivi conservativi i visitatori saranno contingentati in piccoli gruppi di venti persone. (Costo delle visite 7 euro, info e prenotazioni www.coopculture.it tel. +39 06 39967700). Una struttura in acciaio Corten racchiude gli ambienti. Si accede ai cubicola, le piccole stanze che, probabilmente, facevano parte della sezione privata della casa, che inglobava anche il tempio di Apollo. I piccoli ambienti sono chiusi da vetri che preservano il microclima ottimale per la conservazione dei meravigliosi affreschi. Sopravvissuti anche i pavimenti a mosaico. I marmi, invece, hanno lasciato traccia della loro presenza nella malta, una volta rimossi per essere riusati, quando la dimora del primo imperatore, nonostante l'importanza di conservare la memoria, è divenuta, dopo essere stata interrata, la fondazione per i nuovi edifici imperiali. Si visita anche lo studiolo di Augusto. Il restauro ha coinvolto il piccolo giardino dove si rende soprattutto l'idea degli elementi presenti, piante e acqua, mancando la certezza della conformazione. Potature mirate hanno riaperto il panorama sul Gianicolo.

Si passa poi alla casa di Livia, la terza amata moglie di Augusto. La ripida scala del vestibolo conduce agli ambienti affrescati.

L’intervento ha visto la collaborazione di figure professionali differenti e differenziate quali archeologi, scavatori, restauratori, geologi. Il percorso è aperto anche per i disabili. I restauri sono stati registrati nel sistema informatico consultabile anche da tablet e smartphone.

La comprensione del sito, la storia degli scavi e la conservazione dei frammenti della decorazione, sono affidati all'Antiquarium. Al piano superiore, i frammenti scultorei e decorativi, rendono conto della complessa figura dell'imperatore, che si manifesta nella scelta di materiali tradizionali modellati in forme moderne. I temi del mito interpretano la storia contemporanea.

Al piano inferiore filmati e pannelli che accompagnano i reperti e il plastico, fanno comprendere la complessa stratificazione del colle, dalle capanne romulee al tardo antico.

Nuovo anche il catalogo delle collezioni edito dalla Electa (euro 35,00). Tra i volumi curati in occasione del Bimillenario Augusto sul Palatino. Gli scavi di Carettoni (1955-1984). Appunti inediti (Electa).

Giovedì 18 Settembre 2014 21:16

Il ciclo di conferenze Oltre Roma nel Lazio, a cura della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Lazio, questanno è intitolato e dedicato a I luoghi del sacro. Arte e ritualità nel Lazio segreto.

Dopo la presentazione della pubblicazione Acque, pietre, fuochi, alberi. Rituali di guarigione nei santuari e luoghi di culto del Lazio, volume parte di una collana che documenta, attraverso la ricognizione bibliografica, la ricerca sul territorio e le fonti orali, i luoghi del sacro, fuori dalle rotte del turismo consueto, è ora la volta dei primi quattro documentari, realizzati dalla Società Arsenale 23, curati da funzionari della Soprintendenza, per attirare pubblico verso luoghi poco conosciuti.

 

Una volta ultimati i video saranno inseriti nel sito internet della soprintendenza. Si tratta di filmati che sinteticamente illustrano le caratteristiche salienti dei luoghi, prima di tutto in quale parte della regione si trovano, poi la storia, il perché della loro importanza, i restauri.

L'intento è la valorizzazione di contesti sacri, poco conosciuti o poco visitati, perché fuori dai circuiti turistici consueti, ma importanti per il valore storico-artistico o per le caratteristiche etnoantropologiche e devozionali.

Vicino Roma, a Rocca di Papa, uno dei paesi più rappresentativi dei Castelli romani, si trova il Santuario della Madonna del Tufo. Importante luogo di devozione, gestito dai Padri Trinitari, deve la sua origine al miracolo del viandante rimasto incolume dalla caduta del masso, che è stato poi racchiuso nella struttura architettonica della chiesa. L'immagine della Madonna col Bambino è attribuita ad Antoniazzo Romano, fecondo artista mediatore tra la cultura di tradizione bizantina e il primo rinascimento.

 

A nord, a Canino, nel viterbese, si situa, invece, l'ex Convento di S. Francesco. È uno dei numerosi interventi dei Farnese nella zona. Alla fine del '400 nasce per volere di Gabriele Francesco Farnese. I Frati Minori Osservanti vi risiederono fino al XIX secolo. Opere di particolare interesse sono gli affreschi attribuiti a Monaldo Corso, pittore del XVI secolo, rinvenuti in una cappella nel convento, ma anche le decorazioni pittoriche e la tela di Giuseppe Bastiani, artista maceratese del XIV secolo, nella chiesa.

 

Per gli altri due video ci si sposta a sud, nel frosinate.

A Collepardo, la Certosa di Trisulti, fondata nel 1204, ha i suoi punti di forza nella volta della chiesa, dove è affrescata nel XVII secolo da Giuseppe Caci la Gloria dei Santi, ma soprattutto nell'antica farmacia. L'opera dell'artista campano Filippo Balbi, è stata oggetto del restauro da poco ultimato. In sede di presentazione sono stati mostrati i risultati del restauro delle foglie applicate, parte della raffinata decorazione, di cui costituiscono particolari tridimensionali.

Infine ad Alatri, si trova la Badia di San Sebastiano. Secondo la tradizione è uno dei luoghi in cui ha soggiornato San Benedetto, durante il percorso che, da Subiaco, lo ha condotto a Montecassino. La Badia è proprietà privata, il video si presenta e si presta, quindi, come una visita virtuale.

 

Mercoledì 20 Agosto 2014 22:04

Augusto, pensaci tu!

Duemila anni fa, nel 14 d.C., moriva Augusto, il primo imperatore di Roma.

Il compleanno ufficiale della città cade il 21 aprile del 753 a.C.. Romolo è il mitico fondatore, figlio si Marte e di Rea Silvia. La sacerdotessa di Vesta era discendente di Enea, leroe che aveva lasciato la città di Troia in fiamme, col padre sulle spalle e il figlio accanto.

Dopo la fondazione per circa due secoli Roma è una monarchia, nel 509 a.C. si inaugura la repubblica. Dopo quasi cinque secoli, Cesare accentra il potere nelle sue mani, viene ucciso durante le idi di marzo del 44 a.C. da un gruppo di senatori. Ma la repubblica ha ormai i giorni contati. Ottaviano vendica Cesare e diventa il primo imperatore, Augusto, nel 27 a.C.

Ottaviano è nato sul Palatino, il colle dove aveva vissuto Romolo, a cui limperatore faceva risalire le sue origini, fino ad Enea.

Sul Palatino, Augusto, restaura le memorie romulee, le capanne, dove, secondo la leggenda, aveva risieduto il mitico fondatore, il Lupercale, la caverna, dove i gemelli erano stati allattati dalla lupa.

Sul Palatino Augusto stabilisce la propria dimora, che ospita anche il tempio di Apollo.

Dopo Augusto, seguendo la tradizione, gli imperatori romani risiederanno sul colle, ingrandendo la residenza, finché, tutta laltura, diventerà un unico grande palazzo.

Della sua storia, Roma riporta fedelmente memoria nel suo tessuto urbano. Memoria che sta a noi coltivare e conservare.

Di questo si è parlato alla conferenza stampa di presentazione degli eventi legati al Bimillenario Augusteo.

Ad agosto la città sonnecchia, va a rilento, quasi obbliga alle ferie, riposo forzato, mancanza di energia che, la calura, peraltro molto mite questanno, impone. Tutto è rimandato da settembre in poi.

Forse per questo la presentazione del Bimillenario avviene alla presenza di pochi intimi, con Soprintendente per i beni archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera e Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, che, pur tentando discorsi appassionati, risultano un po sotto tono.

Le celebrazioni cadono in coincidenza del Semestre italiano di Presidenza dellUnione Europea. Anche per questo il convegno, che si svolgerà al Museo Nazionale Romano, nella sede di Palazzo Altemps il 17 settembre 2014, vede la collaborazione di Accademie e Istituti stranieri in Italia.

Il Ministro ha precisato che si tratta più di interventi che di eventi. Alla Soprintendente è spettato il compito di illustrare il piatto forte: il nuovo allestimento del Museo Palatino; la riorganizzazione del percorso archeologico della Casa di Augusto e della Casa di Livia, sempre al Palatino; nel Foro Romano è prevista, invece, la riapertura dellantico percorso del Vico Jugario attraverso la Basilica Iulia.

Alle Terme di Diocleziano, i restauri hanno riguardato la natatio (piscina), ma anche il rinascimentale Chiostro piccolo della Certosa di Santa Maria degli Angeli, dove è stata allestita la ricostruzione degli antichi culti, rifondati da Augusto, degli Atti degli Arvali e dei Ludi Saeculares.

Sempre in ambito di Museo Nazionale Romano, anche la Crypta Balbi e Palazzo Massimo, parteciperanno alle celebrazioni, il secondo con lallestimento di una mostra dal titolo I fasti e   i calendari nellantichità.

Fuori dal centro, alletà augustea appartengono il Mausoleo di Cecilia Metella sulla via Appia, la Piramide Cestia in restauro e la Villa di Livia a Prima Porta dove sarà riallestito lAntiquarium e ripiantato il lauretum.

Dedicata soprattutto ai cittadini la card annuale del costo di 25 che da accesso al Colosseo, Foro Romano e Palatino.

Maggiore visibilità del patrimonio dovrebbe essere favorita da una nuova segnaletica e dalla app di orientamento e approfondimento per Foro Romano e Palatino.

Per i tipi dellElecta usciranno le pubblicazioni dedicate al Palatino, Terme di Diocleziano e Villa di Livia.

Non si hanno grandi notizie sul restauro del Mausoleo di Augusto, su cui la Soprintendenza veglia come nume tutelare, mentre il Comune ha ricevuto i fondi per i lavori. Il monumento è stato eccezionalmente aperto in occasione delle Giornate del Fai di Primavera lo scorso marzo.

Continua il progetto di riforma del Ministero dei beni e attività culturali e del turismo, tentativo di risposta a problemi triti e ritriti, per cui forse è il caso di invocare: Augusto, aiutaci tu! Un po parafrasando una pubblicità che cera una volta e che recitava e cantava: Gigante, pensaci tu!

Lunedì 21 Luglio 2014 22:24

Bella sfida suggestiva, anche se la copia non è bellissima: il David di Michelangelo, contro il Marco Aurelio, pure lui in copia, l’originale è ai Musei Capitolini, nella piazza disegnata dal maestro fiorentino per papa Paolo III Farnese. Ma se si spostano gli occhi a sinistra guardando il David, si vede la Provincia, rilievo dal tempio di Adriano, che, nella posa, mostra affinità con l’eroe dell’Antico Testamento.

Michelangelo muore a Roma nel 1564. Vi lascia tanti capolavori, la Pietà e la Cappella Sistina, solo per nominare i più famosi. Cosa vi può aggiungere una mostra per celebrare i quattrocentocinquanta anni della sua scomparsa? Suggestioni.

Nella Sala degli Orazi e Curiazi dell’appartamento dei Conservatori, affrescata dal Cavalier d’Arpino, il Bruto michelangiolesco dialoga col Bruto Capitolino, a cui rivolge lo sguardo, pure un ritratto di Caracalla.

Nella stessa sala è esposta la suggestiva Madonna della Scala, a cui un’illuminazione migliore poteva dare ancora più risalto, ma anche il calco in gesso di due Prigioni e non solo.

Copie, calchi e d’apres, sono resi accettabili proprio da ciò che suggeriscono. Altrimenti sono solo pallide immagini di opere assurte a simbolo dell’autore e dei tormenti suoi e del genere umano.

Al piano superiore, la formazione e l’ambiente in cui è cresciuto e vissuto Michelangelo, sono ricostruiti attraverso i ritratti di Lorenzo il Magnifico e degli intellettuali della sua corte: Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e gli altri. Ma sono i disegni e i progetti che prendono il sopravvento, testimonianza del puro genio e della pura bellezza.

Le sezioni della mostra si articolano per “contrapposti” che hanno segnato la vita dell’artista e costituito il suo modo di indagare e testimoniare la realtà esterna ed interna all’uomo: il moderno e l'antico, la vita e la morte, la battaglia, la vittoria e la prigionia, la regola e la libertà, l'amore terreno e quello spirituale.

Un confronto continuo di Michelangelo con se stesso, disegni e bozzetti, con le opere sul territorio. Il Cristo Risorto di Bassano Romano spinge a una passeggiata, nemmeno troppo lunga, per il confronto con la replica successiva della Basilica di Santa Maria sopra Minerva.

Suggerimenti e approfondimenti pure dalla didattica museale, che offre iniziative anche per ipovedenti e non vedenti.


Immagine: Michelangelo
Studi per la testa della “Leda”
1530 circa- Pietra rossa, su carta; mm 355 x 269
Firenze, Casa Buonarroti


 

1564 - 2014 MICHELANGELO

Incontrare un artista universale

Roma, Musei Capitolini

27 maggio – 14 settembre 2014

Orari: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 20.00

Lunedì chiuso

Ingresso: intero €.13,00; ridotto €.11,00

Info: 060608

www.museicapitolini.org; www.museiincomuneroma.it

Catalogo: Giunti Editore

Il ciclo di conferenze Oltre Roma nel Lazio, a cura della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Lazio, questanno è intitolato e dedicato a I luoghi del sacro. Arte e ritualità nel Lazio segreto.

In questambito, nella consueta e preziosa cornice della Sala della Crociera, distaccamento della Biblioteca di Archeologia e Storia dellArte, presso il Collegio Romano, sede del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, è stata presentata la pubblicazione Acque, pietre, fuochi, alberi. Rituali di guarigione nei santuari e luoghi di culto del Lazio.

Il volume è parte di una collana che documenta, attraverso la ricognizione bibliografica, la ricerca sul territorio e le fonti orali, i luoghi del sacro, fuori dalle rotte del turismo consueto.

Agli elementi acqua, terra nel senso di roccia, fuoco e agli alberi, vengono attribuite proprietà magico-curative, testimonianza di un retaggio ancestrale-animistico, confluito nel cattolicesimo, attraverso la mediazione della cultura pagana antica.

Così le acque, presenti nelle vicinanze o allinterno di cappelle e piccole chiese rurali, sono legate alla nascita e, soprattutto, alla lattazione. La figura della Vergine, ha assorbito caratteristiche che erano proprie di divinità pagane, che, a loro volta, erano state eredi di culti e credenze più antiche.

Alla roccia sono riconosciute proprietà benefiche e curative per le ossa.

Il fuoco, in particolare il saltare su fuochi accesi, in coincidenza con determinate festività religiose, garantirebbe a bambini e ragazzi, la crescita in altezza.

Alcune proprietà terapeutiche sono legate ai luoghi, altre ai santi e alla presenza delle loro reliquie sul posto.

I rituali laziali presentano affinità con gli abruzzesi. Fino agli anni Sessanta, unicamente nei pressi di Subiaco, per quel che riguarda il Lazio, si svolgeva il 23 giugno, in occasione della festa di San Giovanni, la passata arborea. Per curare lernia inguinale dei bambini, li si faceva passare attraverso lalbero, cioè si praticava una fenditura nel fusto o nel ramo di una pianta relativamente piccola. Dopo, la ferita veniva fasciata e se lanno successivo si trovava la fenditura risanata, chiusa, voleva dire che il passaggio aveva avuto successo. Questo rituale si praticava già nel mondo greco-romano.

Il fascino delle tematiche affrontate nel volume è costituito dallinterdisciplinarità, dallempatia con la natura. La gestualità fisica diventa simbolica. La testimonianza di rituali e credenze antichissimi arrivati fino a noi attraverso le voci dei protagonisti. Feste popolari diventate occasione pubblicitaria. Se ce ne fosse ancora bisogno, viene ribadito il legame indissolubile tra arte, territorio e paesaggio.


 Foto:Grotta di San Michele Arcangelo. Montorio in Valle di Pozzaglia Sabina (RI)

Acque, pietre, fuochi, alberi

Rituali di guarigione nei santuari e luoghi di culto del Lazio

Di Virgilio editore

Lunedì 23 Giugno 2014 15:33

E’ incentrata su Cerveteri, definita da Dionigi di Alicarnasso “la più prospera e popolata delle città dell’Etruria”, la mostra Gli Etruschi e il Mediterraneo. La città di Cerveteri, in corso presso il Palazzo delle Esposizioni a Roma.

L’esposizione si distingue appunto per la sua specificità.

La vicinanza di Cerveteri a Roma, dista infatti solo 50 km, è un invito a completare con una conoscenza diretta sul territorio, l’incontro con l’importante centro della civiltà etrusca. Il biglietto di ingresso da diritto alla partecipazione gratuita al programma di visite culturali, passeggiate e degustazioni enogastronomiche, intitolato Etrus-Key: dalla mostra al territorio.

La storia narrata copre un arco di dieci secoli, partendo dalla formazione della città attraverso l’unione di differenti comunità, passando per la sua massima fioritura come potenza del Mediterraneo, su cui si affacciava tramite il porto di Pyrgi, fino al declino e all’assorbimento all’interno dell’impero romano nascente nel I. sec. a.C.

Cerveteri è stata oggetto di scavo fin dall’Ottocento e la mostra, che testimonia anche la nascita dell’archeologia moderna, concentra e raccoglie circa 400 reperti tra sculture, urne, sarcofagi, decorazioni architettoniche, vasi, oreficerie, normalmente dislocati presso differenti musei a Roma, in Italia e nel mondo.

Il Museo del Louvre ha curato la mostra insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche ealla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale.

L’istituzione francese nel 1861 ha acquisito la Collezione Campana costituita in gran parte da reperti ceretani.

Per la prima volta fuori da Parigi, arriva a Roma il Sarcofago degli Sposi, altra ghiotta occasione per un confronto diretto, una caccia alle similitudini e differenze con l’omonimo e omologo capolavoro del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.

Tra i prestatori prestigiosi il Museo Gregoriano Etrusco in Vaticano, il British Museum di Londra, la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen e l’Antikensammlung di Berlino.

Riuniti nello stesso contesto espositivo anche gli oggetti parte del corredo della “più importante tomba principesca etrusca mai rinvenuta”, cioè la Regolini Galassi. A completamento della contestualizzazione degli oggetti, la ricostruzione virtuale della tomba, grazie a Etruscanning. Il progetto europeo di sperimentazione e applicazione di tecnologie digitali per favorire la conoscenza della civiltà etrusca è stato presentato presso i Musei Vaticani il 4 aprile 2013.

La mostra rende conto anche dei risultati degli scavi recenti condotti dalla Soprintendenza, dal CNR, dall’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Nomi Cose Città è il titolo dei percorsi ideati per bambini e ragazzi.

 

Gli Etruschi e il Mediterraneo

La città di Cerveteri

15 aprile - 20 luglio 2014

Roma, Palazzo delle Esposizioni

Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì 10.00 - 20.00;

venerdì e sabato 10.00 - 22.30;

Lunedì chiuso

Ingresso: intero €. 12,00; ridotto €. 9,50

Info: 06 39967500

www.palazzoesposizioni.it

www.coopculture.it

Catalogo: Somogy Editions d’Art €.39,00

 

 

Al Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, nella Biblioteca della sala Crociera, in tanti, scrittori, giornalisti, donne e uomini di cultura e di libri, per “battezzare” il www.portaleletterario.net.

Il sottosegretario Francesca Barracciu nel suo saluto ha ricordato che in Italia si legge poco per questo iniziative come il portale internet dedicato alla lettura vanno nel senso delle numerose iniziative che il Ministero sta mettendo in campo per arginare questo fenomeno e invertire questa tendenza a disaffezione al libro.

Anche Enrico Iacometti, presidente degli Editori Romani e ideatore della Fiera Nazionale di Piùlibri piùliberi, ha ricordato la crisi del settore librario che investe il nostro paese auspicando nuove formule per rilanciare il settore.

Coordinatore, Massimo Milza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Segretario generale dell’Associazione Salpare che ha organizzato l’evento.

Neria De Giovanni, direttore editoriale, ha spiegato la struttura e le Rubriche del Portale;

Antonio Cilli, responsabile del Circuito Cittanet che accoglie anche il Portaleletterario, ne ha esposto le finalità e le prospettive nazionali ricordando che i portali di informazione di Cittanet sono ormai una quarantina in tutta Italia e dimostrano quanto sia attivo anche nel nostro Paese il giornalismo partecipativo. E di libertà del giornalista ha parlato Virgilio Violo presidente della Free Lance International Press, partner del circuito Cittanet, rammentando la difficoltà di mantenere libertà di espressione per il giornalismo tradizionale.

Hanno poi preso la parola i collaboratori e redattori del Portale: Pierfranco Bruni titolare della rubrica “Etnie e Mediterraneo” nella sua veste di Presidente del Comitato Etnico-linguistico del Ministero dei Beni Culturali, autore anche dei tre profili della Rubrica “Anniversari” (Giuseppe Berto, Mario Luzi e Anna Maria Ortese); Anna Manna la cui poesia dedicata alla poeta Maria Luisa Spaziani è stata il primo testo poetico presentato dal portale; Annamaria Torroncelli autrice di recensioni (De Giovanni e Abate) e di resoconti del Premio Letterario Maria Cristina di Savoia, ha parlato della sua rubrica “Dammi lumi” che si è arricchita di una sottorubrica “Assaggi” per ingolosire alla lettura di nuovi libri; tra “Cucina e cultura” è il viaggio proposto da Antonio Mendoza presente nel portale anche come traduttore delle poesie dell’Ambasciatore venezuelano Julian Isaia Rodriguez Diaz nella Rubrica “La poesia, I Poeti”; Antonio Masia con un articolo sulla grande artista Maria Carta corredato da una poesia in sardo tradotta in italiano, esordisce con i suoi articoli sulla letteratura e cultura sarda; infine Alessandra Bonanni curatrice della Rubrica “Colibrì” presenta gli Estalegal come primo articolo sul mondo musicale e letterario latinoamericano.

Nel pubblico, presenti tra altri, gli ambasciatori Eugenio Campo e Bernardino Osio; il critico d’arte Mario Dal Bello; gli scrittori Liliana Cantatore, Antonella Pagano, Mario Apice; i critici letterari Aldo Jatosti, Sabino Caronia; i poeti Angelo Sagnelli, Iole Chessa Olivares, l’egiziana Manal Serry; i giornalisti Elisabetta Palmisano, Oreste Barletta, Alessandro Milza, Camillo Tondi, Tiziana Grassi; i registi Camilla Migliori e Paolo Cataldi; la past President Rotary Club di Alghero Mariolina Palomba; i fotografi Carla Morselli e Claudio Milza, l’autrice televisiva Manuela Orrù, la Presidente Nazionale CIF Maria Pia Campanile Savatteri insieme alla Past President Maria Chiaia.

Venerdì 06 Giugno 2014 20:52

Il PalaTiziano si tinge di rosso

Battuto il Pirelli 3 a 1


Tutto è cominciato così... Due professoresse dell'Istituto Superiore Tecnico-Commerciale e per i Geometri Toscanelli di Ostia, giovani ma tenaci nel perseguire professionalmente un obiettivo, Susanna Venditti e Loredana Cerri, avevano un desiderio: insegnare ideali e valori dello Sport ai loro alunni mediante la partecipazione ad un’autorevole competizione, che contribuisse a completarne la formazione armonica, equilibrata e sana, già in corso.
Cominciate le selezioni per una squadra di pallavolo maschile, le allenatrici includevano alunni di età diversa, anche senza esperienza alcuna, se non scolastica, in tale disciplina.
Di partita in partita, con crescente stupore dei ragazzi e, inizialmente, anche delle professoresse, la squadra avanzava nella classifica del Torneo Acea Volley, che ha visto impegnate le scuole della provincia di Roma, fino ad arrivare a disputare la partita finale.

Grande è stata l'emozione dei ragazzi nel ritrovarsi al Palazzetto dello Sport di viale Tiziano gremito, a dire il vero, dai sostenitori della squadra avversaria, l’Istituto d’Istruzione Superiore Pirelli. Alla presenza di autorità sportive e politiche, tra cui il presidente della Regione Lazio Luca Zingaretti (per l’intervista del quale è stata interrotta la partita proprio prima del set decisivo!!!),  i ragazzi si sono battuti con onore. Il primo set è stato vinto una certa facilità dal Toscanelli; il secondo invece dalla squadra avversaria, soprattutto a causa di un calo di concentrazione dell'Istituto ostiense, protrattosi anche nella prima metà del terzo.
Grazie all'intuizione della professoressa Venditti - la Cerri, come da regolamento federale che limita la presenza ad un solo allenatore, non poteva essere in panchina- sono stati effettuati dei cambi rivelatisi vincenti, non tanto dal punto di vista tecnico quanto psicologico, sia  nella squadra che in quella avversaria, destabilizzata dalla nuova formazione. Ritrovato lo spirito di squadra e nuova energia, dato respiro a qualche giocatore forse troppo “carico” di responsabilità, il Toscanelli con 28 punti a 26 si è aggiudicato il set. A questo punto, con il parziale di 2 set  a 1 per gli ostiensi, il Toscanelli si affermava con un secco 25 a 12, che gli consegnava la vittoria definitiva per 3 a 1 contro il super-favorito Pirelli. Il campo s'è simpaticamente colorato di rosso, come le maglie della squadra, esultante per la vittoria. Una vittoria conseguita con coraggio e con cuore dalle due allenatrici e da tutti i ragazzi!
Alla squadra sono state offerte due coppe dall’ACEA e dalla FEDERAZIONE PALLAVOLO, due targhe offerte dal CORRIERE DELLO SPORT e dal COMITATO PROVINCIALE, oltre ad una rete da pallavolo e dei palloni da gara. Il sogno continua … all’anno prossimo!

Martedì 27 Maggio 2014 21:49

 

Presentato  un Corso di Alta Formazione per Guide Turistiche

 

Si è tenuto presso l'Università Europea di Roma il convegno Patrimonio culturale, sviluppo e occupazione dei giovani. Dalla ricerca universitaria alle strategie operative. L'ateneo ha visto la luce dieci anni fa. È una delle università cattoliche e offre percorsi formativi in Economia, Giurisprudenza, Storia e Filosofia, Psicologia.

Ha aperto i lavori il Sottosegretario al Ministero per i Beni e Attività Culturali e Turismo, Ilaria Borletti Buitoni. Partendo da ciò che non si riesce a fare, oggetto dell'instant book Con la cultura non si mangia, il Sottosegretario ha poi illustrato ciò che potrebbe cambiare le cose: una visione, o meglio, un approccio europeo. (Non sono un caso le elezioni europee e la Presidenza italiana al Consiglio dell'Unione Europea).

Tale approccio, dovrebbe porre fine alla politica penalizzante del continuo taglio di risorse, che ha dissanguato il Ministero e ha ridotto all'impotenza le Soprintendenze, che in precedenza funzionavano.

Bisognerebbe inoltre semplificare la normativa e riaffermare la centralità della tutela rispetto alla valorizzazione. Continuare a decentralizzare il turismo, portarlo dai centri più battuti (e per questo ormai asfittici) alle periferie. Naturalmente in tutto questo gioca un ruolo determinante la competenza professionale.

Nel discorso si è inserito, a tal punto, il ruolo delle università. Renata Salvarani, dell'Università Europea di Roma, ha spiegato come i progetti di ricerca non si fermano alla documentazione, ma coinvolgendo soggetti pubblici e privati, diventano modalità di azione sul territorio, aprendo sbocchi professionali. Elena Froldi Paganini ha illustrato il caso dei Gonzaga, oggetto di una delle ricerche e della pubblicazione I Gonzaga e i Papi e il concetto di distretto culturale.

Diverso il caso di Roma, analizzato da Lucrezia Ungaro della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Qui il decentramento è anche sulla città stessa, cioè spingere i turisti al di là della sola visita a Colosseo e Musei Vaticani. Realtà museali importanti e centrali come il Museo di Roma e il Museo Barracco risultano deserti e sconosciuti. Ci vogliono diversi sistemi di comunicazione, formare network e una segnaletica efficace.

Mons. Stefano Russo, dell'Ufficio Nazionale CEI per i Beni Culturali Ecclesiastici, ha parlato della catalogazione del patrimonio ecclesiastico sul territorio nazionale.

La professoressa Marina Faccioli, dell'Università di Tor Vergata, ha affrontato il tema dal punto di vista geografico.

Il volontariato giovanile è stato il soggetto dell'intervento di Cristiano Grisogoni del FAI Giovani Roma.

L'interessante caso del Museo della canapa della Valnerina nel piccolissimo centro umbro di Sant'Anatolia di Narco è stato esposto da Glenda Giampaoli.

È stata poi la volta della valorizzazione dei piccoli borghi con Samuele Briatore dell'Università di Roma La Sapienza.

A conclusione del convegno si è tornati sul legame tra formazione e professione, con la presentazione del Corso di Alta Formazione per Guide Turistiche e Operatori Museali dell'Università Europea di Roma. Questo vedrà la collaborazione anche dei Musei Vaticani, rappresentati da Lucina Vattuone, dell'Associazione Nazionale delle Guide Turistiche per cui era presente la Presidente Marcella Bagnasco e di Federagit-Confesercenti-Guide Turistiche con Francesca Duimich.


Nella foto, in alto: Nino Pisano, l'Architettura, formella dal Campanile di Giotto,  marmo, XIV sec., Museo dell'Opera del Duomo, Firenze



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