Valentina Vezzali, mito olimpico d’Italia
Investitura ufficiale da parte di Jacques Rogge, presidente del C.I.O. Comitato Internazionale Olimpico, della schermitrice italiana Valentina Vezzali - <<Vezzali, leggenda del suo sport>> (dichiarazione, rilasciata all’interno della conferenza stampa, il giorno di chiusura delle Olimpiadi di Londra 2012). Riannodiamo un attimo il nastro, vedendo il perché di questa sua affermazione.
Valentina Vezzali, durante i recenti Giochi Olimpici londinesi (dove è diventata la schermitrice al mondo più medagliata alle Olimpiadi ed uno dei sei sportivi di sempre ad essere andata a podio, insieme allo slittinista Armin Zöggeler suo connazionale, in 5 edizioni olimpiche nella stessa specialità in gare individuali), ha pareggiato i conti con lo schermidore Edoardo Mangiarotti (suo connazionale) nel computo di maggior numero di: medaglie vinte da uno sportivo italiano alle Olimpiadi estive ed invernali (9 considerate tutte le discipline), Giochi Olimpici a medaglia (5 consecutivi) ed anche ori conquistati tra Olimpiadi e Campionati Mondiali (19). Questo il bilancio post-olimpico della 38enne schermitrice marchigiana di Jesi (provincia di Ancona) Valentina Vezzali (Gruppo Sportivo Fiamme Oro e portabandiera per l’Italia alla cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Londra 2012) messa alle spalle la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi londinesi, salutate con un arrivederci alla prossima edizione in programma a Rio de Janeiro nell’estate del 2016; proprio in Brasile, dove la fiorettista di Jesi avrà 42 anni e sarebbe per lei la sua 6a edizione olimpica (tutte di fila), vorrebbe migliorare i due primati olimpici attualmente condivisi con Edoardo Mangiarotti.
A Londra la Vezzali, a differenza di diverse altre sportive italiane presenti alle recenti olimpiadi (leggi Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, Sara Errani e Roberta Vinci, Vanessa Ferrari, Alessia Filippi, Josefa Idem, Federica Pellegrini, Giulia Quintavalla, Elisa Rigaudo ed Alessandra Sensini, n.d.r.) annunciate alla vigilia come protagoniste in chiave medaglie ma poi rimaste a secco, la Vezzali invece ha fatto centro. Addirittura due volte. Conquistando la medaglia sia nella prova individuale, bronzo, che in quella a squadre, oro.
Dichiarazioni dopo la medaglia da primato
Così Valentina Vezzali dopo l’oro a squadre - <<ho eguagliato il record di Mangiarotti, sono felicissima, se penso poi che a novembre in quell’incidente ho rischiato la vita, ma sono ancora qui, sognare è bellissimo e a volte i sogni si avverano. Mangiarotti, da lassù, credo che sarà contento di quello che sono riuscita a fare. Adesso, però, lo devo superare. Ma prima, però, voglio prendermi un periodo di pausa e pensare alla famiglia. Magari anche al secondo figlio, un fratellino o una sorellina per Pietro, vedremo… poi, dopo, ricomincerò a pensare alla scherma con l'obiettivo di arrivare a Rio de Janeiro>>.
Carriera alle Olimpiadi
In totale per la Vezzali, 9 medaglie olimpiche di cui 6 d’oro, una d’argento e 2 di bronzo, vinte nell’arco di 5 edizioni olimpiche consecutive (alla pari con lo schermidore Edoardo Mangiarotti, la sciatrice di fondo Gabriella Paruzzi, la schermitrice Giovanna Trillini e lo slittinista Armin Zöggeler) da Atlanta 1996 a Londra 2012, passando attraverso Sidney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008; nelle sue 5 partecipazioni olimpiche ha sempre vinto una medaglia sia nel concorso individuale che in quello a squadre, tranne che ad Atene 2004 (dove si è imposta nella finale individuale) soltanto perché è stato tolto il concorso a squadre per far esordire la spada individuale femminile. Così nel dettaglio: ad Atlanta (argento nell’individuale-oro a squadre); a Sidney (oro-oro); ad Atene (oro nell’individuale); a Pechino (oro-bronzo) ed a Londra (bronzo-oro).
Palmares internazionale e nazionale assoluto
Nel Palmares della fiorettista marchigiana fanno bella mostra di sé ben 55 medaglie vinte nei vari tornei internazionali assoluti da lei disputati, tra cui figurano, oltre le medaglie olimpiche, anche: 11 titoli individuali e 3 di squadra nella Coppa del Mondo, di cui detiene il record assoluto di prove vinte (78); nei Campionati Mondiali ha conquistato 13 titoli di cui 6 individuali (6 ori-2 argenti-3 bronzi) e 7 di squadra (7-3-0); ai Campionati Europei ha conquistato 11 titoli di cui 5 individuali (5-3-1) e 6 di squadra (6-1-1); 2 successi ai Giochi del Mediterraneo ed infine 5 trionfi alle Universiadi arricchiti anche da 2 medaglie d’argento.
In ambito Nazionale, Valentina Vezzali si è aggiudicata ben 27 titoli ai Campionati italiani assoluti, di cui 15 individuali (15-2-1) e 12 a squadre (12-2-2).
Alfieri italiani alle Olimpiadi andati poi a medaglia
Come successo per Valentina Vezzali (portabandiera per l’Italia all’inaugurazione di Londra 2012, andata a medaglia nel corso della stessa edizione dei Giochi), diverse altre volte sfilare come alfiere, ha portato poi fortuna allo sportivo onorato di questo compito così significativo e pieno di valore patriottico; ecco quindi l’elenco completo dei portabandiera italiani andati a medaglia nella stessa edizione olimpica: il ginnasta Alberto Braglia (Stoccolma 1912), lo schermidore Nedo Nadi (Anversa ‘20), il sollevatore di pesi Carlo Galimberti (Amsterdam ‘28), l’atleta Ugo Frigerio (Parigi ‘24 e Los Angeles ‘32), lo schermidore Giulio Gaudini (Berlino ‘36), lo schermidore Edoardo Mangiarotti (Melbourne ‘56 e Roma ‘60), lo schermidore Giuseppe Delfino (Tokyo ‘64), il tuffatore Klaus Dibiasi (Montréal ‘76), la saltatrice in alto Sara Simeoni (Los Angeles ‘84), il canottista Giuseppe Abbagnale (Barcellona ‘92), la schermitrice Giovanna Trillini (Atlanta ‘96), l’anellista Jury Chechi (Atene 2004) ed infine la schermitrice Valentina Vezzali (Londra 2012).
22 volte su 27 (81,48%) in cui all’inizio delle Olimpiadi c’è stata la sfilata con i portabandiera, in 15 occasioni su 22 (68,18%) l’alfiere italiano poi è andato a medaglia; 18 volte su 22 (81,81%) il portabandiera è stato un uomo, mentre soltanto in 4 (18,18%) si è trattato di una donna (Miranda Cicognani ad Helsinki 1952; Sara Simeoni a Los Angeles ‘84, Giovanna Trillini ad Atlanta ‘96 ed appunto Valentina Vezzali a Londra 2012); 12 su 18 (66,66%) gli uomini che sono andati a medaglia, mentre per le donne 3 su 4 (75%).
Alfiere + Scherma = Medaglia
7 volte su 15 (46,66%) in cui il portabandiera italiano è stato uno sportivo appartenente al mondo della scherma, è sempre andato a medaglia nel corso delle stesse Olimpiadi.
Olimpiadi Londra 2012, la squadra italiana di atletica leggera
Sono 38 (19 uomini ed altrettante donne), con l’altista Silvano Chesani e l’astista Anna Giordano Bruno a cui la F.I.D.A.L. (Federazione Italiana Di Atletica Leggera) ha rinunciato, gli atleti che rappresenteranno l’Italia ai XXX Giochi Olimpici di Londra 2012 (terza volta che la città britannica ospita le Olimpiadi estive dopo le edizioni del 1908 e del 1948, un record assoluto) da venerdì 3 a domenica 12 agosto, giorno di chiusura del massimo evento planetario sportivo; esclusi Chesani e Bruno perché la loro condizione di forma non è stata considerata adeguata all’impegno dal Direttore Tecnico delle squadre nazionali, Francesco Uguagliati. Il C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) ha poi rigettato la proposta di inserimento relativa all’astista Claudio Michel Stecchi nonostante avesse ottenuto il minimo B ai Campionati Italiani Assoluti di Bressanone dove si è confermato campione italiano.
Assenze illustri
Il velocista e lunghista italo-statunitense Andrew Howe, pur vincendo la finale dei 200 m per il titolo italiano ai Campionati Nazionali, ha comunque mancato la qualificazione per le Olimpiadi londinesi perché il suo tempo è stato di 11 centesimi superiore al minimo richiesto dalla FIDAL per l’accesso a Londra 2012 (20”76 rispetto al 20”65 imposto dalla Federatletica). Andrew Howe, tempi alla mano, non sarebbe stato in grado di recitare un ruolo di primo piano per lottare in chiave medaglie.
Anche la saltatrice in alto campana Antonietta Di Martino (operata negli scorsi giorni al menisco del ginocchio sinistro, con una riabilitazione che le si prospetta di 5-6 mesi), era stata già da diverse settimane esclusa da queste Olimpiadi, per presunti problemi muscolari che poi si sono rivelati essere di altra natura.
Assenza quest’ultima decisamente pesante in chiave medaglie, per l’Italia dell’atletica che nelle ultime Olimpiadi di Pechino 2008 ha chiuso con soltanto due medaglie, entrambe dalla marcia: un oro con Alex Schwazer nella 50 km ed un bronzo con Elisa Rigaudo nella 20 km.
Protagonisti annunciati in chiave medaglie
Oltre i due marciatori Schwazer e Rigaudo, unici atleti italiani medagliati alle precedenti Olimpiadi di Pechino 2008, in questa edizione dei Giochi Olimpici l’Italia potrà contare in chiave medaglie sul capitano della spedizione italiana di atletica leggera che sarà, anche questa volta, il 38enne martellista toscano Nicola Vizzoni (56a presenza per lui con la Nazionale maggiore, in cui raggiunge il 7° posto assoluto affiancando il triplista Dario Badinelli); altro uomo di punta sarà l’attuale campione europeo ad Helsinki nel salto triplo, Fabrizio Donato. Insieme a loro saranno presenti anche gli altri due medagliati di Helsinki, ovvero Daniele Meucci (argento sui 10.000 m) e Chiara Rosa (bronzo nel getto del peso); in chiave medaglie, da tenere d’occhio le velociste di colore Libania Grenot primatista italiana sui 400 m con 50”30 (corso nel 2009) e Gloria Hooper sui 200 m in cui detiene il 4° crono italiano assoluto (corso agli Europei di Helsinki nel mese scorso), giunte rispettivamente prima e seconda nella finale dei 200 m ai Campionati Italiani Assoluti di Bressanone. Nella stessa manifestazione, la Hooper ha vinto il titolo della staffetta 4 x 100 m. Attenzione anche alle prestazioni di: Daniele Greco, campione italiano in carica nel salto triplo; Giorgio Rubino, campione nazionale in carica nella 10 km di marcia; Simona La Mantia, campionessa italiana in carica nel salto triplo e Valeria Straneo primatista nazionale sia nella mezza maratona (1h07’46”) che nella maratona (2h23’44”), record entrambi realizzati quest anno e prima europea nella top list stagionale dopo le africane e le asiatiche.
Più e meno giovane della squadra italiana
Il capitano e martellista toscano Nicola Vizzoni con i suoi 38 anni è il più esperto del gruppo (forte anche delle 3 partecipazioni olimpiche, Sidney-Atene-Pechino), invece il più giovane è l’altista marchigiano, campione italiano in carica, Gianmarco Tamberi che a giugno ha compiuto 20 anni, ovviamente al suo esordio alle Olimpiadi come altri 17 atleti italiani.
Scheda degli atleti italiani presenti a Londra 2012
Emanuele Abate: 1 Luogo, data di nascita Genova, 8/7/1985; 2 Altezza in cm x peso in kg 190 x 78; 3 Specialità 110 m hs; 4 Società Fiamme Oro; 5 Data di qualificazione 13/5/2012; 6 Risultati alle Olimpiadi Esordiente; 7 Podi ai Campionati internazionali assoluti outdoor (Mondiali ed Europei) -; 8 Titoli italiani assoluti 6. Giulia Arcioni: 1 Roma, 21/3/1986; 2 171 x 52; 3 4 x 400 m; 4 Forestale; 5 4/7/2012; 6 squalificata nella batteria della staffetta 4 x 100 m a Pechino 2008; 7 -; 8 3. Chiara Bazzoni: 1 Arezzo, 5/7/1984; 2 172 x 58; 3 4 x 400 m; 4 Esercito; 5 4/7/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 1. Jose Reynaldo Bencosme De Leon: 1 La Vega (Repubblica Dominicana), 16/5/1992; 2 186 x 71; 3 400 m hs; 4 Fiamme Gialle; 5 8/7/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 2. Elena Maria Bonfanti: 1 Milano, 9/7/1988; 2 173 x 58; 3 4 x 400 m; 4 Atletica Lecco Colombo Costruzioni; 5 4/7/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 -. Marzia Caravelli: 1 Pordenone, 23/10/1981; 2 176 x 64; 3 100 m hs; 4 CUS Cagliari; 5 13/5/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 5. Fabio Cerutti: 1 Torino, 26/9/1985; 2 189 x 78; 3 4 x 100 m; 4 Fiamme Gialle; 5 4/7/2012; 6 5° nella batteria dei 100 m e squalificato nella batteria della staffetta 4 x 100 m entrambi a Pechino 2008; 7 -; 8 3. Simone Collio: 1 Cernusco sul Naviglio (MI), 27/12/1979; 2 177 x 69; 3 4 x 100 m; 4 Fiamme Gialle; 5 4/7/2012; 6 6° nei quarti di finale sui 100 m e semifinale nella 4 x 100 m entrambi ad Atene 2004, 7° nei quarti di finale dei 100 m e squalificato nella batteria della staffetta 4 x 100 m entrambi a Pechino 2008; 7 2° nella 4 x 100 m agli Europei di Barcellona 2010; 8 6. Rosaria Console: 1 Martina Franca (TA), 17/12/1979; 2 160 x 42; 3 Maratona; 4 Fiamme Gialle; 5 25/9/2011; 6 16a nella maratona ad Atene 2004; 7 -; 8 4. Marco De Luca: 1 Roma, 12/5/1981; 2 188 x 69; 3 Marcia 50 km; 4 Fiamme Gialle; 5 13/5/2012; 6 19° sulla 50 km di marcia a Pechino 2008; 7 -; 8 3. Fabrizio Donato: 1 Latina, 14/8/1976; 2 189 x 82; 3 Salto triplo; 4 Fiamme Gialle; 5 14/2/2012; 6 25° a Sidney 2000, 21° ad Atene 2004 e 21° a Pechino 2008 sempre in qualificazione nel salto triplo; 7 1° agli Europei di Helsinki 2012 nel salto triplo; 8 21. Nadia Ejjafini: 1 Rabat (Marocco), 8/11/1977; 2 168 x 51; 3 5.000 m e 10.000 m; 4 Esercito; 5 28/6/2012; 6 Ritirata ad Atene 2004 e ritirata a Pechino 2008 sempre nella maratona con il Bahrein; 7 -; 8 3. Yuri Floriani: 1 Trento, 25/12/1981; 2 180 x 64; 3 3.000 siepi; 4 Fiamme Gialle; 5 3/15/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 5. Manuela Gentili: 1 Castel San Giovanni (PC), 7/2/1978; 2 163 x 52; 3 4 x 400 m; 4 CUS Palermo; 5 8/5/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 3. Eleonora Anna Giorgi: 1 Milano, 14/9/1989; 2 163 x 52; 3 Marcia 20 km; 4 Fiamme Azzurre; 5 5/7/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 2. Libania Grenot: 1 Santiago de Cuba (Cuba), 12/7/1983; 2 175 x 65; 3 200 m, 400 m e 4 x 400 m; 4 Fiamme Gialle; 5 22/4/2012; 6 semifinale sui 400 m a Pechino 2008; 7-; 8 3. Daniele Greco: 1 Nardò (LE), 1/3/1989; 2 186 x 76; 3 Salto triplo; 4 Fiamme Oro; 5 21/1/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 -. Gloria Hooper: 1 Villafranca di Verona (VR), 3/3/1992; 3 175 x 63; 4 200 m; 5 Forestale; 6 29/6/2012; 7 Esordiente; 8 -; 9 -. Anna Incerti: 1 Palermo, 19/1/1980; 2 168 x 44; 3 Maratona; 4 Fiamme Azzurre; 5 25/9/2011; 6 14a nella maratona a Pechino 2008; 7 1a nella maratona agli Europei di Barcellona 2010; 8 4. Davide Manenti: 1 Torino, 16/4/1989; 2 181 x 72; 3 4 x 100 m; 4 Aeronautica; 5 4/7/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 1. Diego Marani: 1 Asola (MN), 27/4/1990; 2 186 x 72; 3 4 x 100 m; 4 Fiamme Gialle; 5 4/7/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 -. Simona La Mantia: 1 Palermo, 14/4/1983; 2 177 x 65; 3 Salto triplo; 4 Fiamme Gialle; 5 8/6/2012; 6 17a nel salto triplo ad Atene 2004; 7 2a agli Europei di Barcellona 2010; 8 10. Rosario La Mastra: 1 Catania, 2/1/1984; 2 179 x 76; 3 4 x 100 m; 4 Carabinieri; 5 8/7/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 -. Daniele Meucci: 1 Pisa, 7/10/1985; 2 178 x 62; 3 5.000 m e 10.000 m; 4 Esercito; 5 30/4/2012; 6 Esordiente; 7 3° agli Europei di Barcellona 2010 e 2° ad Helsinki 2012 sempre sui 10.000 m; 8 8. Ruggero Pertile: 1 Camposampiero (PD), 8/8/1974; 2 170 x 55; 3 Maratona; 4 Assindustria Padova; 5 4/9/2011; 6 15° nella maratona a Pechino 2008; 7 -; 8 2. Lorenzo Povegliano: 1 Palmanova (UD), 11/11/1984; 2 187 x 110; 3 Lancio del martello; 4 Carabinieri; 5 12/5/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 2. Elisa Rigaudo: 1 Cuneo, 17/6/1980; 2 168 x 57; 3 Marcia 20 km; 4 Fiamme Gialle; 5 13/5/2012; 6 6a ad Atene 2004 e 3a a Pechino 2008 entrambi nella marcia 20 km; 7 2a nella marcia 20 km agli Europei di Goteborg 2006; 8 12. Jacques Riparelli: 1 Yaoundé (Camerun), 27/3/1983; 2 183 x 75; 3 4 x 100 m; 4 Aeronautica; 5 4/7/2012; 6 squalificato nella batteria della staffetta 4 x 100 m a Pechino 2008; 7 -; 8 1. Elena Romagnolo: 1 Borgosesia (VC), 5/10/1982; 2 161 x 49; 3 5.000 m; 4 Esercito; 5 31/5/2012; 6 11a sui 5.000 m a Pechino 2008; 7 -; 8 7. Chiara Rosa: 1 Camposampiero (PD), 28/1/1983; 2 178 x 95; 3 Getto del peso; 4 Fiamme Azzurre; 5 20/1/2012; 6 13a nel getto del peso a Pechino 2008; 7 3a nel getto del peso agli Europei di Barcellona 2012; 8 11. Giorgio Rubino: 1 Roma, 15/4/1986; 2 174 x 56; 3 Marcia 20 km; 4 Fiamme Gialle; 5 5/7/2012; 6 18° nella 20 km di marcia a Pechino 2008; 7 -; 8 3. Silvia Salis: 1 Genova, 17/9/1985; 2 179 x 74; 3 Lancio del martello; 4 Fiamme Azzurre; 5 25/2/2012; 6 42a nel lancio del martello a Pechino 2008; 7 -; 8 7. Maria Enrica Spacca: 1 L’Aquila, 20/3/1986; 2 164 x 52; 3 4 x 400 m; 4 Forestale; 5 4/7/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 2. Valeria Straneo: 1 Alessandria, 5/4/1976; 2 168 x 44; 3 Maratona; 4 Runner Team 99; 5 15/4/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 2. Gianmarco Tamberi: 1 Civitanova Marche (MC), 1/6/1992; 2 189 x 71; 3 Salto in alto; 4 Fiamme Gialle; 5 8/7/2012; 6 Esordiente; 7 -; 8 1. Alex Schwazer: 1 Vipiteno (BZ), 26/12/1984; 2 185 x 73; 3 Marcia 50 km; 4 Carabinieri; 5 24/03/2012; 6 1° nella 50 km di marcia a Pechino 2008; 7 3° nella 50 km di marcia ai Mondiali di Helsinki 2005 e 3° a quelli di Osaka 2007, 2° sempre nella 50 km di marcia agli Europei di Barcellona 2010; 8 9. Nicola Vizzoni: 1 Pietrasanta (LU), 4/11/1973; 2 193 x 122; 3 Lancio del martello; 4 Fiamme Gialle; 5 25/3/2012; 6 2° a Sidney 2000, 10° ad Atene 2004 e 13° a Pechino 2008 sempre nel lancio del martello; 7 2° nel lancio del martello agli Europei di Barcellona 2010; 8 24. Silvia Weisstenier: 1 Vipiteno (BZ), 13/7/1979; 2 163 x 46; 3 5.000 m; 4 Forestale; 5 31/5/2012; 6 10a in batteria sui 5.000 m a Pechino 2008; 7 -; 8 15.
Gli azzurri di atletica dagli Europei di Helsinki agli Assoluti di Bressanone, con l'obiettivo delle Olimpiadi di Londra
Gli atleti italiani dopo aver chiuso negli scorsi giorni i XXI Campionati Europei outdoor di atletica leggera ad Helsinki con un bottino di 3 medaglie vinte, ognuna di un metallo diverso (rispetto alle 6 di Barcellona 2010, quando però non arrivò neanche una medaglia d’oro, n.d.r.) con l’oro di Fabrizio Donato nel salto triplo, l’argento per Daniele Meucci sui 10.000 m ed il bronzo di Chiara Rosa nel getto del peso, questo fine settimana sono di scena a Bressanone (provincia di Bolzano) per i CII Campionati Italiani Individuali Assoluti.
Ritornando agli Europei di Helsinki, l’Italia nel medagliere ha terminato all’11° posto con 1 oro, 1 argento ed 1 bronzo insieme col Portogallo e l’Ungheria; sul podio del medagliere conclusivo 1° posto della Germania (16 medaglie - 6 ori - 6 argenti - 4 bronzi), 2° posto per la Russia (15-5-4-6) e 3° posto della Francia (14-5-4-5).
Il 17,63 m (prima misura europea dell’anno e seconda a livello mondiale, n.d.r.) con cui il 35enne laziale di Latina Fabrizio Donato ha conquistato la medaglia d’oro nel salto triplo (in precedenza agli Europei indoor ottenne un oro nel 2009 ed un argento nel 2011), se non fosse stato ventoso, gli sarebbe valso sia il nuovo primato italiano (avrebbe migliorato l’attuale 17,60 m da lui stesso detenuto) sia la leadership mondiale dell’anno (alla pari con lo statunitense Christian Taylor).
Il 26enne toscano di Pisa Daniele Meucci, dopo l’amaro 4° posto ottenuto nella finale sui 5.000 m chiusa a soli 6 centesimi dalla medaglia di bronzo, si è riscattato in quella dei 10.000 m in cui ha conquistato la medaglia d’argento (sulla stessa distanza a Barcellona 2010 fu bronzo, n.d.r.) giungendo secondo in volata ad appena 46 centesimi da quella d’oro.
Infine la 29enne veneta di Camposampiero (provincia di Padova) Chiara Rosa ha completato il trio di medaglie italiane, di altrettanti metalli diversi, vincendo la medaglia di bronzo nella finale del getto del peso (prima medaglia per lei in una competizione internazionale a livello assoluto tra Europei, Mondiali ed Olimpiadi, n.d.r.).
Su 59 atleti italiani presenti agli Europei di Helsinki nelle varie specialità tra uomini e donne, 20 hanno disputato le finali (33,89%) e di questi in 3 sono andati a medaglia (15%).
Questi i piazzamenti in finale degli altri italiani:
4° posto per Simona La Mantia nel salto triplo ad 11 centimetri dal bronzo.
5i il capitano Nicola Vizzoni nel lancio del martello ed Emanuele Abate sui 110 m hs.
Tre 6i posti di Marzia Caravelli sui 100 m hs, Nadia Ejjafini nei 5.000 m a 4” dalla terza piazza (sui 10.000 invece si è ritirata) e Libania Grenot nei 400 m.
7° Diego Marani sui 200m.
Due 8i posti con Nicole Cattaneo nei 100 m hs ed Elena Romagnolo sui 10.000 m.
Tre 9i posti di Abdellah Haidane sui 1.500 m, Elena Romagnolo sui 5.000 m e Claudio Michel Stecchi nel salto con l’asta.
10° posto per Fabrizio Schembri nel salto triplo.
Due 12i posti di Tamara Apostolico (ultima) nel lancio del disco e Stefano La Rosa sui 10.000 m.
15° posto per Silvia Weissteiner sui 5.000 m.
Finale centrata anche per Simone Collio sui 100 m, ma non disputata per la squalifica dopo una falsa partenza.
In questi giorni gli atleti azzurri, di scena agli Assoluti di Bressanone, avranno a loro disposizione l’ultima chance di centrare il minimo di partecipazione per i Giochi Olimpici di Londra in programma dal 27 luglio al 12 agosto nella capitale londinese.
La squadra italiana di atletica leggera ad Helsinki per i Campionati Europei outdoor
Sono 59, (32 uomini e 27 donne) di cui 12 esordienti (8 uomini e 4 donne) con la maglia della nazionale assoluta, gli atleti italiani che parteciperanno ai XXI Campionati Europei outdoor di atletica leggera in programma in Finlandia all’Olympiastadion di Helsinki da mercoledì 27 giugno a domenica 1° luglio; rispetto all’iniziale elenco ufficiale dei convocati diramato dal 56enne padovano Francesco Uguagliati, direttore tecnico delle squadre nazionali di atletica leggera (ruolo che ricopre dal 2009, n.d.r.), è stata esclusa Anna Giordano Bruno (salto con l’asta) dopo la prova di efficienza agonistica ed invece Mario Scapini (800 m) non è partito per Helsinki perché ha avuto un problema fisico alla schiena.
Record Helsinki ed edizioni nel Nord Europa
È la terza volta che gli Europei di atletica si svolgono ad Helsinki (primato assoluto davanti alle due edizioni tenutesi in altrettante città, rispettivamente nel 1969 e 1982 ad Atene in Grecia e nel 1966 e 1998 a Budapest in Ungheria) dopo la X edizione del 1971 e la XVI del 1994; altre due volte gli Europei di atletica leggera outdoor si sono svolti un paese nordico: nel 1946 ad Oslo in Norvegia e nel 1958 a Stoccolma in Svezia.
Edizione biennale e modifica al programma delle gare
Questa si tratta della seconda volta di due edizioni svoltesi a distanza di soli 2 anni l’una dall’altra (la precedente si è infatti tenuta nel 2010 a Barcellona in Spagna), in precedenza ci furono le due edizioni ravvicinate ad Atene in Grecia nel 1969 e nel 1971 proprio ad Helsinki in Finlandia.
All’interno del programma di gare, vista la vicinanza dell’evento alle Olimpiadi di Londra (27 luglio-12 agosto), 5 di queste (maratona maschile e femminile, marcia 20 km maschile e femminile, 50 km maschile) non verranno disputate perché non sarebbe stato possibile per gli atleti recuperare dallo sforzo fisico profuso in gare su così lunghe distanze in vista delle Olimpiadi ormai sempre più prossime.
Bilancio Italia a Barcellona 2010
Nell’ultima edizione dei Campionati Europei outdoor di atletica leggera (Barcellona 2010) l’Italia conquistò 6 medaglie delle quali 5 d’argento (tra gli uomini Alex Schwazer nella marcia 20 km, Nicola Vizzoni nel lancio del martello e la staffetta 4x100 m, tra le donne Anna Incerti nella maratona e Simona La Mantia nel salto triplo) ed una di bronzo (Daniele Meucci nei 10.000 m).
Podio medagliere Europei e bilancio Italia dal 1934 al 2010
Nel medagliere generale delle venti edizioni sino ad ora svoltesi (comprese tra il 1934 ed il 2010), guida l’U.R.S.S. (Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche) con 333 medaglie (121 ori, 109 argenti e 103 bronzi), davanti alla Germania dell’Est con 238 (91-82-65) ed il Regno Unito (90-71-79); l’Italia è all’8° posto con 113 medaglie conquistate di cui 34 d’oro, 41 d’argento e 38 di bronzo.
Discorso medaglie per l’Italia in questa edizione
Quattro assenze pesanti ad Helsinki per l’Italia: sia il velocista e lunghista Andrew Howe che la saltatrice in alto Antonietta di Martino sono entrambi out per un problema muscolare, mentre i marciatori Elisa Rigaudo ed Alex Schwazer forzatamente esclusi da Helsinki perché lì non si correrà nessuna gara di marcia.
Questi gli italiani maggiormente accreditati per le medaglie= Uomini: Emanuele Abate (110 m hs), Silvano Chesani (salto in alto), Fabrizio Donato (salto triplo), Daniele Greco (salto triplo), Daniele Meucci (5.000 e 10.000 m), Lorenzo Povegliano (lancio del martello), Fabrizio Schembri (salto triplo), Nicola Vizzoni (lancio del martello) e staffetta 4x100 m; Donne: Marzia Caravelli (100 m hs), Elisa Cusma Piccione (800 m), Nadia Ejjafini (5.000 e 10.000 m), Libania Grenot (400 m), Simona La Mantia (salto triplo),
Curiosità
La prima edizione dei Campionati Europei di atletica leggera outdoor si svolse nel 1934 in Italia a Torino, nell’allora denominato stadio municipale “Benito Mussolini” (ora chiamato Stadio Olimpico ed in precedenza stadio comunale “Vittorio Pozzo”), con gare riservate soltanto ad atleti di sesso maschile; nell’edizioni successiva, quella del 1938, a Parigi in Francia si tennero le gare per gli uomini, mentre a Vienna in Austria quelle per le donne; solamente nel 1946 ad Oslo in Norvegia si unificarono nella stessa sede le gare di entrambi i sessi, maschile e femminile.
La 46enne fondista Maria Guida (sui 10.000 m vanta 10 titoli italiani ed un successo in Coppa Europa, n.d.r.), nata a Vico Equense in provincia di Napoli, detiene il record dei campionati europei nella maratona femminile col tempo di 2h26’05”, stabilito nel 2002 a Monaco di Baviera in Germania, che le valse il titolo europeo.
La velocista 52enne (suo il record di longevità agli Europei) Merlene Ottey (nata in Giamaica il 10 maggio del 1960 e naturalizzata slovena dal 2002) parteciperà agli Europei con la staffetta 4x100 m (sarà la sua 3a partecipazione alla manifestazione continentale); nelle precedenti due apparizioni, si è fermata sempre in semifinale: sui 100 m nel 2006 e con la staffetta 4x100 m nel 2010.
Il martellista toscano Nicola Vizzoni (24 titoli italiani vinti in carriera, 6° di sempre insieme all’ex specialista in prove multiple Adolfo Contoli, entrambi dietro il primatista ed ex marciatore Abdon Pamich fermatosi a quota 40) anche questa volta ricoprirà il ruolo di capitano della squadra Nazionale assoluta dove conta 55 presenze dal 1995 ad oggi (8° di sempre dietro il primatista ed ex marciatore Vittorio Visini capolista a quota 67); per lui sarà il 5° Europeo ed è anche il meno giovane della spedizione azzurra ad Helsinki, essendo nato a Pietrasanta (provincia di Lucca) il 4 novembre del 1973.
Tra gli uomini il più giovane è Gianmarco Tamberi nato a Civitanova Marche (provincia di Macerata) il 1° luglio del 1992; tra le donne invece la più esperta è Nadia Ejjafini nata a Rabat in Marocco l’8 novembre del 1977 ma naturalizzata italiana, mentre la più giovane è Gloria Hooper nata a Villafranca di Verona (provincia di Verona) il 3 marzo del 1992, ma di origini ghanesi.
Gli Europei in TV
I Campionati Europei di atletica leggera outdoor di Helsinki potranno essere seguiti in diretta in televisione sia sul canale digitale-satellitare Rai Sport 2 (tranne domenica 1° luglio in onda su Rai Sport 1) che sul canale satellitare Eurosport (pacchetto SKY) con un’ampia copertura delle gare sia al mattino che durante il pomeriggio-sera.
Storico record della Montepaschi Siena nell'ennesima stagione super
6° Scudetto di fila (il 7° in totale nel Palmares, comprendendo il successo del 2004 ottenuto in finale playoff contro la Fortitudo Bologna) per i toscani della Mens Sana Montepaschi Siena che, chiudendo ieri sera sul 4-1 la serie finale dei playoff contro i lombardi dell'Olimpia Emporio Armani 7 Milano (3 vinte proprio contro l'Olimpia Milano, una a testa contro la Virtus Bologna, la Virtus Roma e la Pallacanestro Cantù) migliorano così il precedente record di titoli vinti consecutivamente (5 compresi tra il 1950 ed il 1954) detenuto proprio dalla formazione milanese.
Ennesima stagione da ricordare questa 2011-2012 in casa Mens Sana Siena che ha conquistato, per il 4° anno consecutivo, il cosiddetto "triplete" di titoli in Italia (Supercoppa e Coppa nazionale più il Campionato): ha iniziato il 1° ottobre 2011 aggiudicandosi la Supercoppa italiana battendo la Pallacanestro Bennet Cantù in finale (suo il record assoluto di titoli in questo trofeo con 6), poi ha proseguito il 19 febbraio imponendosi sempre contro i lombardi di Cantù nella finale della Coppa Italia (raggiungendo la Pallacanestro Varese e l'Olimpia Milano a quota 4 successi al secondo posto nel Palmares del trofeo, guidato dalla Virtus Bologna e la Pallacanestro Treviso entrambe prime con 8 successi ciascuna) ed infine lo Scudetto di ieri sera vinto chiudendo sul 4-1 la serie di finale playoff disputata contro l'Olimpia Milano (ora a quota 7 ed avvicinandosi così al terzo gradino del podio del Palmares del trofeo, occupato dalla Pallacanestro Varese con 10 Scudetti vinti nella sua storia).
Unico rammarico per la squadra allenata dal 43enne senese Simone Pianigiani in questa radiosa stagione, è stata l'eliminazione ai quarti di finale dell'Eurolega (sconfitta nella serie 3-1 dai greci dell'Olympiacos Pireo, poi vincitori del massimo trofeo europeo di basket battendo in finale il CSKA Mosca).
Trofei individuali vinti in questa fantastica stagione senese 2011-2012: il 31enne centro australiano David Andersen è stato eletto MVP della Finale di Coppa Italia (23 punti con 7/9 da 2 punti, 2/5 da 3, 3/4 ai tiri liberi, 4 rimbalzi e 2 assist); il 27enne playmaker nativo degli Stati Uniti d'America, ma naturalizzato macedone, Bo Lester McCalebb è stato eletto MVP sia della stagione regolare del campionato di serie A (in 25,80 minuti di media a gara ha tenuto le seguenti medie: 13,90 punti col 63% nel tiro da 2, il 36% da 3, il 76% ai tiri liberi, 2,5 rimbalzi e 3,5 assist) che della serie di Finale Playoff (in 29,6 minuti di media ha prodotto le seguenti medie: 17,4 punti col 61,4% nel tiro da 2, il 50% da 3, l'85,7% ai tiri liberi, 4 rimbalzi e 3,8 assist) ed è anche risultato essere il miglior cecchino dell'Eurolega edizione 2011-2012 con una media di 16,88 punti in 17 partite giocate.
Da quando Simone Pianigiani ricopre il ruolo di capoallenatore della Mens Sana Montepaschi Siena (a partire dal 2006) dopo aver trascorso undici anni come vice (dal 1995 al 2006), la Prima Squadra della società toscana presieduta da Ferdinando Minucci ha vinto ben 15 trofei su 23 (65,21%) tra competizioni italiane ed europee affrontate tra il 2006 ed il 2012 (a cui vanno aggiunte 3 semifinali di cui una in Coppa Italia e due in Eurolega): 6 volte lo Scudetto, 5 la Supercoppa italiana e 4 la Coppa Italia; in Europa, come miglior risultato, ha raggiunto in due occasioni la Final Four di Eurolega chiudendo entrambe le volte al 3° posto (nel 2008 ha perso la semifinale contro gli israeliani del Maccabi Tel Aviv e poi ha battuto gli spagnoli del Tau Vitoria, mentre nel 2011 è uscita sempre in semifinale contro i greci del Panathinaikos, vincitori del titolo, poi ha sconfitto un'altra spagnola, il Real Madrid).
Curiosità: gli unici due cestisti sino ad ora sempre presenti nel roster della squadra toscana durante "l'era Pianigiani" sono entrambi classe 1977: l'ala grande-centro capitano nato negli Stati Uniti d'America, ma naturalizzato italiano Shaun Stonerook (a Siena dal 2005 proveniente da Cantù) e la guardia italiana di Treviso Marco Carraretto (arrivato a Siena nel 2006 proveniente dagli spagnoli del Club Baloncesto Breogán).
Alonso in Canada nuovamente da leader del mondiale di Formula 1
7° Gran premio della stagione di Formula 1 edizione 2012 in programma durante questo fine settimana a Montréal in Canada, con lo spagnolo della Ferrari Fernando Alonso che si presenterà nuovamente in testa alla classifica piloti con 76 punti, davanti ai due colleghi della Red Bull-Renault il tedesco Sebastian Vettel e l’australiano Mark Webber, entrambi appaiati al 2° posto con 73 punti; Red Bull-Renault che quindi, alla luce di questo, guida con un discreto margine la classifica costruttori con 146 punti, davanti alla McLaren-Mercedes 108 e terze a pari merito Ferrari e Lotus-Renault con 86 punti ciascuna scuderia, con le altre case costruttrici più staccate in classifica. Lungo il circuito di Montréal intitolato al compianto pilota canadese Gilles Villeneuve (di cui quest anno ricorre il 30° anniversario dalla sua scomparsa) che misura 4,361 km sono previsti 70 giri per una distanza complessiva di 305,270 km da affrontare sul primo dei tre Gran premi americani presenti nel calendario mondiale di Formula 1 2012: i restanti due, in programma nel mese di novembre (il secondo si terrà negli Stati Uniti d’America ad Austin ed il terzo ed ultimo stagionale in Brasile a San Paolo), chiuderanno la rassegna iridata. Dopo aver visto trionfare ben 6 piloti diversi nei primi 6 Gran premi di questa stagione (con la sola Red Bull-Renault capace di vincere con entrambi i suoi piloti), a Montréal come potenziali “novelli vincitori 2012” ci saranno da tenere d’occhio l’inglese Lewis Hamilton della McLaren-Mercedes (vincitore a Montréal nel 2007 e nel 2010, sino ad ora sempre a punti in tutte le tappe del mondiale 2012 come Alonso della Ferrari, ma quest anno ancora a secco di vittorie rispetto al ferrarista) ed il finlandese Kimi Räikkönen della Lotus-Renault (già trionfatore a Montréal nel 2005), senza dimenticare però il tedesco Michael Schumacher su Mercedes che, tra i suoi innumerevoli record ottenuti e maturati durante gli oltre 18 anni corsi (dal 1991 ad oggi, con una pausa tra il 2006 ed il 2010) in Formula 1, può vantare anche quello assoluto di successi proprio sul circuito canadese di Montreal, ben 7 in totale; un po’ più indietro come possibili nuovi vincitori 2012 sia il brasiliano Felipe Massa su Ferrari che lo svizzero, con passaporto francese, Romain Grosjean (campione 2011 sia nella classe Gp2 che in quella di supporto denominata Gp2 Asia Series) su Lotus-Renault. Anche su questo circuito, come accaduto in quello precedente cittadino corso due settimane fa nel Principato di Monaco, le scuderie potranno decidere se impiegare le gomme Pirelli (unico fornitore ufficiale pneumatici Formula 1) con copertura P Zero Red supersoft e P Zero Yellow soft.
Ecco gli appuntamenti televisivi per seguire questo fine settimana della Formula 1 in terra canadese: sabato 9 giugno alle ore 19 le qualifiche in onda su Rai 2, mentre la gara si correrà domenica 10 giugno a partire dalle ore 20 su Rai 1.
A Misano Adriatico in Superbike l'Italia si presenterà davanti in entrambe le classifiche mondiali
Alla vigilia della 7a tappa del mondiale Superbike 2012, per il Gran premio di San Marino in programma questo prossimo week end sul circuito mondiale di Misano Adriatico, le classifiche mondiali vedono l'Italia in prima fila: in quella piloti guida infatti Max Biaggi (su Aprilia RSV4 Factory) con 160,5 punti davanti a Marco Melandri (BMW S1000 RR) con 142,5 a pari merito con l'inglese Tom Sykes (Kawasaki ZX-10R), al quarto posto il connazionale Jonathan Rea (Honda CBR1000RR) a 141 punti; nella classifica costruttori gradino più alto del podio per l'italiana Ducati con 195,5 punti, al secondo posto la tedesca BMW a 176 e sul terzo ancora Italia con l'Aprilia a 171 punti, a seguire tre aziende giapponesi che sono la Kawasaki quarta con 148,5 punti, la Honda quinta a 145 e sesta la Suzuki con 48,5 punti.
Il leader 40enne romano Max Biaggi (il campione 2010 corre per l'Aprilia che nel 2010 vinse anche il suo primo e sino ad ora unico titolo nella classifica costruttori, unico caso nell'Albo d'oro di un italiano e di accoppiata titolo piloti-costruttori della stessa Nazione) è davanti a tutti grazie alla costanza di rendimento che lo vede andare sempre a punti nelle 11 manche sino ad ora corse in questa stagione (5 podi con una vittoria conquistata, due secondi posti ed altrettante volte terzo); in seconda posizione il 29enne romagnolo di Ravenna Marco Melandri (l'anno scorso, all'esordio in questo campionato, è arrivato 2° nella classifica piloti dietro lo spagnolo Carlos Checa), anche lui premiato dalla regolarità di risultati che lo vedono chiudere sempre a punti (4 podi con 2 successi ed altrettanti secondi posti) tranne per un ritiro nella seconda manche a Donington. Al terzo posto della graduatoria il 26enne inglese di Huddesfield Tom Sykes che nonostante 5 poles conquistate e 6 podi finali (leader in entrambe le speciali classifiche) di cui una vittoria, due secondi posti e tre terzi posti, è comunque dietro alla coppia di piloti italiani; paradossalmente assente dal podio il 39enne pilota spagnolo di Barcellona Carlos Checa (campione in carica) vincente in ben 4 manche (leader stagionale), a causa di 3 ritiri e di una manche nella quale non è riuscito ad andare a punti.
Nell'Albo d'oro dei piloti l'Italia ha raccolto 8 podi complessivi: il titolo di Max Biaggi (2010), 3 secondi posti con Fabrizio Pirovano (1988 e 1990) e Marco Melandri (2010) ed infine 4 terzi posti con Davide Tardozzi (1988), Max Biaggi (2007), Michel Fabrizio (2009) ed ancora Max Biaggi (2011).
Max Biaggi da quando corre in Superbike (esordio nel 2007) ha chiuso a podio 3 volte nell'arco di 5 stagioni corse.
In questo mondiale 2012 la Ducati (leader nell'Albo d'oro della Superbike con 17 titoli costruttori vinti e record di punti conquistati nel 2003 con 600 finali frutto di un "en plein" di vittorie, 24 su 24), casa costruttrice italiana con sede a Bologna vincitrice della classifica costruttori in 4 delle ultime 6 stagioni, sino ad ora ha chiuso 9 volte a podio (5 vittorie, due secondi posti ed altrettante terze posizioni, arricchite da 5 giri veloci), facendo meglio della tedesca BMW con 8 podi (2-4-2) e della giapponese Honda (4 titoli costruttori nel 1988, '89, '90 e '97) con soltanto 3 podi (2 successi ed un secondo posto); nell'Albo d'oro del mondiale costruttori figurano anche con un titolo a testa l'italiana Aprilia (2010) e le giapponesi Suzuki (2005) e Yamaha (2007).
La settima tappa del campionato mondiale di Superbike 2012 (giunto al suo 25° anniversario essendo nato nel 1988) si correrà questo prossimo fine settimana sul circuito mondiale di Misano Adriatico in occasione del Gran premio di San Marino; questi gli appuntamenti televisivi per seguire la Superbike: sabato 9 giugno qualifica 2 ore 10,45 su La7 e Superpole ore 15 sempre su La7 (entrambe in diretta); domenica 10 giugno gara 1 alle ore 12 (in diretta su La7 e su Eurosport) e gara 2 alle ore 15,30 (sempre in diretta su La7 ed anche su Eurosport2).
Stagione 2011-2012 da ricordare per gli allenatori italiani di calcio in Europa
Dodici allenatori italiani vittoriosi (o quasi) in giro per l'Europa.
Per loro questa stagione sportiva 2011-2012 (non ancora finita...) è stata sino ad ora proprio da incorniciare, ad iniziare da quelli che siedono (o sedevano) su panchine di calcio in Inghilterra.
Qui infatti i nostri tecnici hanno raccolto ottimi frutti, con "dulcis in fundo" il prestigioso trionfo nella finale della UEFA Champions League del Chelsea di Roberto Di Matteo (subentrato da qualche mese sulla panchina londinese al posto dell'esonerato tecnico portoghese André Villas-Boas) a Monaco di Baviera contro i padroni di casa del Bayern Monaco (5 anni dopo l'ultimo successo di un tecnico italiano, Carlo Ancelotti col suo Milan contro il Liverpool); la stessa accoppiata Di Matteo-Chelsea, nelle scorse settimane, aveva vinto la finale di FA Cup (4° trionfo del Chelsea nelle ultime 6 edizioni nel torneo, di cui 2 con un italiano in panchina, Carlo Ancelotti nel 2010) battendo il Liverpool ed entrambi per Di Matteo sono stati i primi trionfi in carriera da quando è allenatore (esordio nel 2008 sulla panchina degli inglesi dell' MK Dons).
Restando sempre in terra inglese, Roberto Mancini ha riportato il Manchester City a vincere il massimo campionato inglese (ora Premier League, un tempo First Division) dopo quasi mezzo secolo di astinenza; vittoria arrivata in extremis sui cugini dello United nei minuti di recupero dell'ultima giornata di campionato, prendendosi così la rivincita dopo la sconfitta subita ad inizio stagione nella finale di FA Community Shield.
Invece Fabio Capello (poi dimessosi dalla carica di ct e sostituito dall'inglese Roy Hodgson) e la Nazionale inglese, chiudendo al primo posto il loro girone di qualificazione per i Campionati europei 2012 in Polonia-Ucraina hanno centrato la qualificazione diretta alla fase finale della competizione.
A chiusura del quadro di successi italiani in Inghilterra, Paolo Di Canio con lo Swindon Town si sono imposti nella Football League Two (equivalente alla Seconda Divisione di Lega Pro italiana).
Spostandoci di poco ed approdando in terra irlandese, Giovanni Trapattoni e la Nazionale dell'Irlanda dopo aver chiuso al secondo posto il loro girone di qualificazione a Euro 2012, si sono aggiudicati lo spareggio playoff contro l'Estonia, riportando così l'Irlanda per la seconda volta nelle sua storia alla fase finale di un Europeo di calcio (unica precedente partecipazione, edizione del 1988 tenutasi nella Germania Ovest).
Per completare il quadro dei commissari tecnici italiani che hanno portato la propria Nazionale ad Euro 2012, quello per noi italiani più importante di tutti: Cesare Prandelli, tecnico della Nazionale nostrana dal luglio 2010, che terminando in prima posizione il suo girone di qualificazione l'ha portata di diritto nel massimo campionato europeo di calcio riservato alle Nazionali maggiori.
Cambiando fortemente longitudine per recarci nelle fredde steppe russe, troviamo Luciano Spalletti che insieme allo Zenit San Pietroburgo sono stati capaci di ottenere un prezioso doppio successo stagionale, con la Supercoppa di Russia (battendo in finale il CSKA Mosca) e la Russian Premier League (2° titolo di fila).
Ritornando in Italia, Antonio Conte e la Juventus hanno vinto lo Scudetto (7 anni dopo quello poi revocato del 2005) da imbattuti (terza volta che accade nella storia, la prima però dal 2004 quando cioè la Serie A è passata a 20 squadre) davanti al Milan di Massimiliano Allegri (vincitori in apertura di stagione della Supercoppa italiana contro i cugini dell'Inter allenata al tempo da Gian Piero Gasperini); la coppia Juve-Conte ha invece perso, poco più di una settimana fa, la prima ed unica partita ufficiale dell'intera stagione (dopo 42 gare, di cui 26 vinte e 16 pareggiate) a Roma nella finale secca di Coppa Italia contro il Napoli (nuovamente vittorioso a 25 anni dall'ultimo successo) di Walter Mazzarri che ha così ottenuto il primo trofeo in assoluto della sua carriera da quando è allenatore (esordio nel 1996 come vice di Renzo Ulivieri al Bologna).
Passiamo oltralpe per andare in Francia dove Carlo Ancelotti, dall'estate scorsa sulla panchina parigina del Paris Saint Germain, si è dovuto arrendere all'ultima giornata della Ligue 1, massimo campionato francese, chiusa al 2° posto appena 3 punti dietro il Montpellier al suo primo storico successo in Ligue 1.
L'ultimo trofeo vinto da un allenatore italiano di calcio in Europa, in ordine temporale e risalente a meno di una settimana fa, è stata la Coppa di Romania conquistata da parte di Dario Bonetti che con la sua Dinamo Bucarest (7 anni dopo l'ultimo successo) si sono imposti in finale nel derby contro il Rapid Bucarest detentori del titolo, ottenendo così anche il suo primo trionfo assoluto in carriera da quando fa l'allenatore (esordio nel 1999 con la Sestrese).
In questa stagione 2011-2012 già molto ricca di soddisfazioni per loro, sono quindi ben 13 suddivisi tra Campionati, Coppe varie e qualificazioni agli Europei 2012 i trionfi raccolti dai tecnici italiani sparsi in giro per l'Europa del pallone.
Per l'Italia (vincitrice nell'Europeo di calcio una sola volta nel lontano 1968) mancherebbe soltanto "la ciliegina sulla torta" da poter gustare ed assaporare in occasione della finale dei Campionati europei di calcio che si terranno in edizione combinata tra la Polonia e l'Ucraina tra l'8 giugno ed il 1° luglio, giorno dell'attesa finale fissata allo Stadio Olimpico di Kiev in Ucraina.
Curiosità: l'Italia (una delle tre Nazioni insieme ad Olanda e Portogallo con due allenatori presenti alla rassegna continentale) con Cesare Prandelli, commissario tecnico della Nazionale italiana e Giovanni Trapattoni ct di quella irlandese, si affronteranno nella prima fase del torneo, alla terza ed ultima giornata in programma lunedì 18 giugno in Polonia a Poznan alle ore 20,45.
Carlo Petrini, il calcio italiano perde una voce scomoda per il mondo del doping
Nelle scorse settimane ci ha lasciato un calciatore italiano che sicuramente ha dato più che fastidio al mondo del doping nel pallone, al quale ha rivolto pesanti accuse.
A soli 64 anni Carlo Petrini (nativo di Monticiano nel senese), dopo aver perso l'uso della vista a causa dell'aggravarsi di un glaucoma, si è infatti spento in toscana nell'Ospedale di Lucca in seguito ad una forma tumorale che aveva ormai profondamente intaccato il suo corpo (cervello, polmone, rene e colon).
Da calciatore Petrini, dopo le giovanili trascorse nel Genoa, aveva giocato a livello professionistico per circa vent'anni (dal 1964 al 1985, compreso uno stop di 2 anni per doping quando giocava nel Bologna, dopo la riduzione della squalifica dagli iniziali 3 anni e 6 mesi concessa dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio nel 1982 dopo la vittoria dell'Italia ai Campionati mondiali in Spagna, n.d.r.), collezionando tra serie A e serie B 60 reti in quasi 300 partite giocate. L'apice della propria carriera da calciatore professionista lo raggiunse al Milan, guidato da Nereo Rocco, che in campo aveva sulla linea mediana Gianni Rivera come capitano e Giovanni Trapattoni con i quali vinse la Coppa dei Campioni nella stagione 1968-1969 battendo l'Ajax di Johann Crujff a Madrid e successivamente con maglia del Torino si aggiudicò la Coppa Italia nel 1971. Ebbe poi una breve esperienza come allenatore: la stagione 1985-1986 disputata in Interregionale in Liguria al Rapallo Ruentes (sua ultima società in cui militò come calciatore).
Dopo la fine della carriera calcistica, lavorò per una finanziaria con la quale dopo un iniziale successo maturò debiti nei confronti di usurai e fu anche coinvolto in un giro di malavita; per sfuggire ai propri creditori, dovette rifugiarsi oltralpe nella vicina Francia. Non ritornò in Italia - «ho troppi conti in sospeso in Italia: se rientro, mi ammazzano...» - neanche quando nel 1995 il figlio 19enne Diego (malato terminale con un tumore al cervello ricoverato all'Ospedale Galliera di Genova), richiese tramite i media di poter rivedere, prima di morire, il padre di cui non aveva più notizie da oramai 6 lunghi anni.
Nell'arco di 12 anni (tra il 2000 ed il 2012) ha pubblicato una decina di libri (tutti editi dalla KAOS Edizioni, casa editrice milanese specializzata in libri di inchiesta, critica sociale e controinformazione) in cui ha parlato in prima persona di fatti e trascorsi nel mondo del pallone, con un particolare approfondimento riservato al tema del doping nel calcio.
Nel primo che uscì nel 2000 dal titolo Nel fango del dio pallone (KAOS Edizioni), Petrini denunciò la pratica del doping che già negli anni '60-'70 era dilagante: l'ex calciatore scrisse di esservi ricorso più volte con la complicità dei medici sportivi, ma è l'intero sistema-calcio che nel libro viene messo sotto accusa, con le partite già decise in anticipo dalle stesse società, i pagamenti in nero, l'estrema bassezza morale del calciatore tipo. Successivamente Petrini ne Il calciatore suicidato (2001, KAOS Edizioni) scrisse in maniera approfondita della morte misteriosa del calciatore calabrese Donato Bergamini: secondo lui vittima della criminalità locale, mentre la giustizia ordinaria chiuse il caso archiviandolo come suicidio.
Durante i suoi ultimi anni di vita, Carlo Petrini si è battuto molto soprattutto per dare larga eco ad informare sulla larga diffusione a suo dire della pratica del doping anche a livello giovanile nel calcio; dal 2006 faceva parte dell'Associazione per le Vittime del Doping (di cui fanno parte tra gli altri anche gli ex calciatori Ferruccio Mazzola ed Aldo Agroppi, nonché il cantante Gianni Morandi tra i fondatori della Nazionale italiana cantanti finalizzata al finanziamento di progetti di aiuto.
Questo un estrapolato dell'ultima intervista rilasciata da Carlo Petrini alla trasmissione televisiva di Italia 1 Le Iene, alcuni mesi prima della sua morte avvenuta il 16 aprile scorso - «Ho un tumore maligno... Mi sono ammalato per tutta la robaccia che ho preso mentre giocavo, che ci permettevano di andare a mille allora in qualsiasi momento, che assumevamo generalmente prima della partita... Le reazioni che avevi sul campo erano straordinari. Volavi, avevi una forza in corpo che non era naturale... Come sintomi avevo bava dalla bocca nei momenti di maggiori sforzo. Noi abbiamo fatto anche da cavie in quel periodo... Sapevano tutto anche allenatori e presidenti...».
Ai tempi del Genoa, la prima volta della somministrazione di sostanze contenute in flaconi portate, come da lui stesso dichiarato, da parte di medici sportivi (parte estrapolata dall'intervista rilasciata da Carlo Petrini nel dicembre del 2011 all'emittente della Radiotelevisione Svizzera Rete Due alla trasmissione Laser) - «Quel giorno quando entrarono nello spogliatoio quel giorno il massaggiatore, il dottore e l'allenatore, scelsero cinque di noi... Quel giorno potevo morire sul campo. Correvo avanti e indietro, saltavo e dribblavo. Non riuscivi a stare fermo. La fatica non c'era, oltre la stanchezza fisica non c'era neanche quella mentale. Verso le tre, le quattro di notte quando la stanchezza arrivava ti addormentavi dove capitava».
Una storia sulla quale riflettere. Perché Zdeněk Zeman, allenatore boemo del Pescara in serie B, non è l'unica voce fuori dal coro. Calcio e doping, un binomio purtroppo ancora presente nella realtà sportiva in Italia.
Roberto Mancini, dopo 44 anni riporta il Manchester City sul trono d’Inghilterra
Il 47enne allenatore delle Marche nato a Jesi, dopo quasi mezzo secolo, ha riportato il Manchester City a trionfare nel massimo campionato inglese; il successo è maturato ieri al fotofinish proprio sui cugini dello United (entrambe vittoriose all’ultima giornata, lo United in trasferta 0-1 contro il Sunderland ed il City in rimonta in casa 3-2 contro il Queens Park Rangers con gol-partita di Sergio Agüero dei “Citizens” al 94’) grazie alla migliore differenza reti (+64 contro +56) rispetto ai detentori del titolo inglese che quindi resta nella “città industriale”.
Per il Manchester City, fondato nel 1880, questo è il terzo titolo inglese dopo quelli del 1937 e del 1968 (allora chiamato First Division); nel Palmares del City figurano anche 5 FA Cup (1904, ’34, ‘56 ’69 e 2011), 3 Charity Shield, attuale FA Community Shield (1938, ‘69 e ‘73), 2 League Cup (1970 e 1976), ed un unico trofeo a livello internazionale, che è stata la Coppa delle Coppe (abolita nel 1999 ed accorpata alla Coppa Uefa poi ridenominata Europa League) conquistata nel 1970.
L’allenatore italiano Roberto Mancini che guida in panchina il Manchester City dal dicembre del 2009, dopo un 5° posto nel 2010 al suo primo campionato col City (anche il primo fuori dall’Italia), ed il 3° del 2011, in questo 2012 ha completato la scalata occupando il gradino più alto del podio (dopo aver mantenuto il City per 24 giornate al 1° posto, intervallate dalle restanti 14 in cui è rimasto al 2°).
Qui di seguito le tre stagioni sportive e l’esito (in ordine cronologico di uscita) della partecipazione a ciascuna competizione del City guidato da Roberto Mancini.
2009-2010: in League Cup (che comprende la partecipazione delle squadre che compongono le prime 4 categorie professionistiche di calcio inglese) eliminazione in semifinale da parte del Manchester United poi vincitore del trofeo; in FA Cup (equivalente alla Coppa Italia) ottavi di finale ed in Premier League 5° posto in classifica con accesso all’Europa League 2010-2011.
2010-2011: in League Cup sedicesimi di finale; vittoria della FA Cup (42 anni dopo l’ultimo successo) battendo in finale lo Stoke City; in Europa League ottavi di finale ed in Premier League 3° posto in classifica con relativa qualificazione diretta alla fase a gironi della UEFA Champions League 2011-2012.
2011-2012: sconfitta nella finale della FA Community Shield contro il Manchester United; in FA Cup trentaduesimi di finale (la Coppa poi è stata vinta dal Chelsea, allenato dall’italiano Roberto Di Matteo, battendo in finale il Liverpool, n.d.r.); in League Cup semifinale con eliminazione da parte del Liverpool, poi vincitore del trofeo; nella UEFA Champions League 3° posto nel girone, dietro il Napoli di Walter Mazzarri, con relativa ammissione ai sedicesimi di finale dell’Europa League con uscita negli ottavi di finale; vittoria della Premier League.
Carriera da calciatore nei club e con la Nazionale e Palmares.
Roberto Mancini in 20 anni di carriera da calciatore (dal 1981 al 2001) ha giocato soltanto in 4 squadre: 1981-1982 Bologna (Serie A), 1982-1997 Sampdoria (Serie A), 1997-2000 Lazio (Serie A) e 2001 Leicester (Premier League), per un totale di 737 partite e 204 reti. Sempre da calciatore, Mancini ha conquistato 15 trofei: 2 volte lo Scudetto (1991 Sampdoria e 2000 Lazio), 6 volte la Coppa Italia (1985, ’88, ‘89 e ’94 Sampdoria, 1998 e 2000 Lazio che è un record) ed due volte 2° nel 1986 e nel 1991 Sampdoria, 2 la Supercoppa Italiana (1991 Sampdoria e 1998 Lazio) e 3 finali perse 1988, ‘89 e ’94 Sampdoria, 2 volte la Coppa delle Coppe (1990 Sampdoria e 1999 Lazio), una volta la Supercoppa UEFA (1999 Lazio), un terzo posto ai Campionati mondiali di calcio del 1990 in Italia (battendo l’Inghilterra nella finale 3°/4° posto) e sempre un terzo posto ai Campionati europei di calcio del 1988 in Germania Ovest (a pari merito proprio con la Germania Ovest); sempre con la Nazionale maggiore, tra il 1984 ed il 1994, ha collezionato 36 gare con 4 reti.
Carriera da allenatore con relativo Palmares.
Come allenatore ha iniziato nella stagione 2000-2001 sulla panchina della Lazio come vice dello svedese Sven-Göran Eriksson. Mancini ha esordito come allenatore nel febbraio del 2001 con la Fiorentina dove è rimasto sino al 2002; 2002-2004 Lazio, 2004-2008 Inter e dal dicembre 2009 col Manchester City; ha già vinto 11 trofei così ripartiti: 3 volte lo Scudetto (2006, ‘07 e ’08 Inter), 4 volte la Coppa Italia (2001 Fiorentina, ’04 Lazio, ’05 e ’06 Inter che è un record) e 2 volte 2° nel 2007 e nel 2008 Inter, 2 volte la Supercoppa Italiana (2005 e 2006 Inter) e due sconfitte nel 2001 Fiorentina e nel 2007 Inter, una FA Cup (2011), finalista in FA Community Shield (2011) ed una Premier League (2012) col Manchester City.
Roberto Mancini dunque da quando è entrato nel calcio a livello professionistico (esordio avvenuto il 13 settembre del 1981 con il Bologna nel campionato di Serie A), in 31 anni di carriera ha già vinto ben 26 trofei (15 sul campo da calciatore e 11 in panchina come allenatore).
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Sarà proprio il caso di esprimerci in un modo che molti riterranno prosaico, e con la necessaria rudezza che serva a fugare ogni possibile dubbio: signori miei, non c’è una sola lira che possa tintinnare sul piatto di un povero cieco e che lo possa indurre ad intonare le sue brevi e miserabili strofe…. PREMESSA Il braccio di ferro, tra l’incalzante populismo berlusconiano e l’estremo tentativo di rivalsa di un Partito sull’orlo di una quasi inevitabile crisi di nervi, passa totalmente in...
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L’ANNUNCIO IL PROSSIMO 23 MAGGIO A ROMA IN CHIUSURA DEI SEMINARI DI MODA 2012/2013 E’ nata in provincia di Parma, a Traversetolo, nel lontanissimo 1913 … ma è ormai da tempo cittadina romana d’onore : nella nostra città giunse – assieme alle sorelle Zoe e Giovanna - subito dopo la guerra e da qui partì vittoriosa alla conquista dell’universo della moda. Parliamo di Micol Fontana, la mitica “Signora della Moda Italiana”, che il prossimo 8 novembre compirà 100 anni. 1913/2013 :...
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