Nell'alcova del più cortigiano dei giornalisti, Berlusconi ha tentato di rompere l'assedio al quale Lega e finiani da più di un anno lo sottopongono
INTRIGHI DI CORTE
Con l'aiuto di Bruno Vespa, cercando di arruolare Pier Ferdinando Casini, il Cavaliere gioca una delle sue ultime carte per riequilibrare il suo traballante Governo e mettere in scacco opposizioni interne ed esterne
Eh sì, il pallino del gioco ce l'ha in mano Pierferdy, Segretario dell'UDC, navigatissimo democristiano e, perciò, un furbacchione di tre cotte....
Una Lega, sia pur meno granitica di prima, detta da tempo i ritmi e le decisioni di questo Governo, lo spartano manipolo di Gianfranco Fini, ancorché non troppo numeroso, rende durissima la vita interna del PDL; il Presidente della Camera riveste, infatti, un ruolo estremamente strategico, da lassù é quasi impossibile cacciarlo e da dove si trova ha ampia possibilità di diventare il peggiore dei cecchini, un vero e proprio incubo per le fazioni di Forza Italia e per quella dei secessionisti di AN.
Ed allora? Ed allora Silvio chiede aiuto al mielosissimo, viscidissimo, appiccicosissimo faccendiere di Porta a Porta; e questa non é certo una sorpresa, perché il giornalista(?) della Prima Rete ne tira spesso di ciambelle di salvataggio al suo capitano e, molto sovente, gli organizza dei comizi su misura nel suo privatissimo salotto di Porta a Porta.
Sicché non ha destato la minima meraviglia che egli abbia messo a disposizione la sua dimora ed i suoi comodi divani per una cena semi-pseudo segreta tra il nostro Primo Ministro, che sembra possa risolvere tutti i suoi problemi tra ostriche e champagne, e l'avvenente e tempestivo condottiero dell'UDC.
Da tempo il cinquantacinquenne politico bolognese va tessendo la sua tela fatta di appelli a favore di una sedicente "unità nazionale", di un Governo di "responsabilità(irresponsabilità) nazionale" dove Berlusconi, quale vincitore delle scorse elezioni, dovrebbe ancora una volta fare il capo.
E, francamente, non sappiamo se egli speri veramente che altre coalizioni politiche aderiscano ad un invito che noi consideriamo irricevibile, o se pure attenda che tutti diano il loro diniego per poter poi sdegnosamente affermare: "Bene, anzi male, voi non avete voluto far parte di una Grande Coalizione, mancando di responsabilità e lungimiranza, allora il Governo con Berlusconi ce lo faccio io...."
E qui molti, quasi tutti pensano che Umberto Bossi non accetterebbe l'entrata del più grande degli antifederalisti in circolazione, e renderebbe impossibile questa specie di alchimia, mentre noi, invece, totalmente in discordanza con quasi tutti gli opinionisti che si rispettino, crediamo che sarebbe costretto ad ingoiare questo grosso rospo.
Perché? Poiché é proprio sul vialone d'arrivo, ed ormai in vista del traguardo, che questo benedetto(ma per noi pernicioso) Federalismo Fiscale corre il rischio di arenarsi ed avariarsi per sempre.
La crisi economica mondiale, aggiunta a quella nostra ancor peggiore, la corsa a tagli e risparmi(assurdi ed ingiusti), il malcontento generale con la relativa instabilità di cui é vittima il Governo, rischiano di allontanare per sempre, definitivamente quello che è l'unico fine, la sola ragione di vita del Duce della Lega.
Umberto Bossi, la cui salute é sempre più cagionevole, non sta che attendendo la sospirata instaurazione di questo benedetto(maledetto) Federalismo, per dare le dimissioni e godersi la pensione.
Come accennato, il suo dominio é da tempo traballante, molto a causa delle sue condizioni fisiche, ma anche perché, ormai, i voleri e gli scopi della Lega non ci appaiono più così unitari; Silvio Berlusconi, sentendosi vessato da cotale socio, ha cercato e sta cercando di fare una indiretta campagna acquisti tra le file dei Padani, che gli consenta di aver un po' più le mani libere per le sue decisioni(quasi tutte ad personam).
Sicché, se per arrivare al compimento del Federalismo, Berlusconi facesse capire ai suoi alleati di aver bisogno di ulteriori, definitivi e decisivi rinforzi, anche i leghisti, ed anche il malfermo Umberto, sarebbero costretti, tappandosi il naso con indice e pollice, a dare il loro assenso.
Pier Ferdinando Casini, naturalmente, si é affrettato a smentire la sua volontà, e quella del suo Partito, di entrare nella coalizione governativa; però noi non gli abbiamo creduto.
Quando ha affermato che nella casa di Bruno Vespa, e per giunta durante una cena, non aveva avuto, né fatto proposte, perché quella non poteva essere la giusta sede ed il giusto momento per tali trattative, egli ha di certo mentito.
Perché tutti, ma proprio tutti sanno che Silvio Berlusconi risolve tutto a cena, che tra tartufi e caviale cerca sempre di dipanare le matasse più intricate, siano queste di carattere politico o amoroso, ed é ormai risaputo che l'amico Bruno sia il più capace e fedele dei suoi cortigiani, ancor più di Emilio Fede; il che é tutto dire.