ROMA –Ogni volta il "miracolo" si rinnova. Ai tanti “corvi”, nostrani ed esteri, che ad ogni cambio di stagione intonano il de profundis all’alta moda italiana, puntuali arrivano in controcanto le note di “Resurrezione” intonate dai nostri (magari sempre più solitari) eccelsi "couturier".
Ed ecco che domenica, in apertura delle giornate dell’alta moda italiana, la stupenda collezione che il grande Fausto Sarli ha creato per l’autunno/inverno 2010/2011 si è rivelata una autentica boccata d’ossigeno per la couture nostrana.
Ancora una volta la collezione nasce dalla geniale arte sartoriale dell’ottantacinquenne sarto napoletano, il quale - con un’energia e una creatività che molti colleghi più giovani e pimpanti potrebbero cordialmente invidiargli -ha mandato in passerella abiti che erano autentici “quadri” … da urlo!Magiche e fantastiche le donne che li indossavano : fondendo sensualità e glamour, con
Fausto Sarli
Foto S. Gengotti
colte citazioni all’astrattismo e al cubismo, declinando forme e profili disegnati tra arte, tradizione ed avanguardia, la collezione risulta un percorso stilistico di bellezza quasi inarrivabile. Silhouette alle quali Sarli riesce a creare, ad un tempo e straordinariamente, formerigide e fluttuanti, autentiche geometrie in movimento : i suoi famosi albiti-scultura si ritrovano nel raso duchesse spalmato che disegna elissi, coni e cerchi. Tessuti ripiegati a rilievo creano micro sculture sostituendo i ricami e impreziosendo abiti come opere d’arte. Splende di luce e di mistero la sera declinata nello stupendo abito di pelle le cui linee e i tagli si intersecano riflettendo i ritratti cubisti di Picasso ed è un’ immagine rubata alla "Natura morta"di Braque l’abito di satin percorso da tessere di plastica laccata. Nel finale degno di un’opera fantastica, l’abito da sposa spumeggia tra ventagli di pieghe, sospiri di organza e ricami illuminati da sottili tratteggi di luce.
Gattinoni, nell’ineffabile filosofia creativa di Guillermo Mariotto, sembra sempre volersi prendere gioco di tutto e di tutti. La sua solita collezione da capogiro ha quale icona, questa volta, "La stampa imbavagliata": un enorme, voluttuoso abito bianco percorso da scritte cubitali "Stampa" indossato da una modella, naturalmente e scontatamente imbavagliata : che sia uno dei modi in cui il vulcanico Mariottousa prendere la gente per i fondelli?
E ieri è stato il turno della bravissima Raffaella Curiel. Reduce dal grande successo della rassegna
Raffaella Curiel - Giapponesismi
Foto S. Gengotti
che la sua città d’origine, Trieste, le ha tributato, la famosa sarta milanese ha portato in passerella a Roma gli splendori e le seduzioni dell’Oriente con una collezione ispirata alle arti figurative giapponesi. “Giapponesismo” che si esprime nei disegni di sottili incanti di alberi in fiore, esili canneti, chiaroscuri di nubi, rocce specchiate nel mare, vulcani in dissolvenze rosa… immagini ritratte su cachemire, pashmine e lane double per il giorno … broccati, velluti e musselines per la sera. Preziosissimi i Kimono in splendidi tessuti uniti in raffinati patchworks dipinti a mano dall’artista Itchiku Kubota. Raffinatezza orientale che si ritrova nelle giacche le cui lavorazioni ricordano le corazze dei mitici samurai, nelle cinture-obi ornate da obi-dome (piccoli gioielli fermati da laccetti), nelle gonne multistrati a forma di petali di fior di loto, nei ricami che ricordano le lacche delle scatole Inro. Ospiti-protagoniste della sfilata di Raffaella Curiel, le crocerossine "indossatrici del cuore" che hanno accompagnato – nel segno della solidarietà – alcune uscite.
Più eventi che sfilate in queste quattro giornate romane organizzate da "Altaroma" per la presentazione delle collezioni "couture" dell’autunno/inverno 2010/2011.
In anteprima, venerdì, al Tempio di Adriano, “Il gesto sospeso”, suggestiva installazione multimediale di Maurizio Martusciello ispirata alle magiche creazioni di Roberto Cappucci. Sabato a mezzogiorno, a Palazzo Fendi, “Made in Town”, manifesto sulla produzione locale e presentazione di “Una guida su misura - Roma” e proiezione del cortometraggio “Outskirt” di Elisa Fuksas. Sempre sabato, al Macro Testaccio La Palanda, "Limited/Unlimited – Altaroma : “The new italian landmark” progetto epositivo di vari artisti curato da Susanna Cucco.
Sempre sabato alle 19, l’esposizione degli accessori creati dai finalisti della VI^ edizione di "Who is on next" progetto frutto della collaborazione tra Altaroma e Vogue Italia per la ricerca di nuovi talenti della moda, cui è seguita la sfilata dei finalisti.
Grande rendez-vous, domenica sera a piazza Manganelli, nella mitica sede della Maison Valentino, nel percorso creativo – curato da Michelangelo Pistoletto – alla scoperta degli Atelier della Maison e di Cittadellarte Fashion – “Bio Ethical Sustainable Trend”.
Ieri, lunedì, tra il Testaccio, San Lorenzo, Trastevere e Monti, si è seguito il percorso di performance e installazioniche unisce gli atelier degli artisti che ospitano giovani artigiani della moda.