Ovvero: i trucchi dell'amministrazione capitolina per batter cassa svelati da Google map
Le strisce blu, ovvero i parcheggi a pagamento furono una bellissima invenzione di un governo che, non sapendo come levare altri soldi ai contribuenti si inventò di far pagare i parcheggi nelle città.
A Roma fu Massimo D'alema a introdurre questa meravigliosa idea che, purtroppo, inizialmente risultava essere illegale poichè a suo tempo il bollo auto era una tassa sull’ occupazione del suolo pubblico e quindi contrastava con il pagamento dei parcheggi. Risolto il problema (il bollo diventa tassa di possesso... ma siamo in italia e questo è il minimo) finalmente peri comuni arrivano soldi a palate tra chi paga e chi, non pagando alla fine si ritrova con delle multe salate. Fino a quando non si giunge ad una nuova svolta:i parcheggi a pagamento sono un abuso di potere perchè non permettono il libero arbitrio. Decidere se parcheggiare e pagare o parcheggiare dove non si doveva pagare era una scelta preclusa dalle società che gestivano i parcheggi. All’improvviso erano diventati tutti parcheggi blu e non si aveva la facoltà di scegliere. Dopo anni di battaglie finalmente arrivano anche i parcheggi "bianchi" che si alternano (!?) a quelli blu in modo equo. Ora il cittadino ha la facoltà di scegliere se parcheggiare pagando o cercarsi un parcheggio dove non è prevista la tassa di sosta. Difficile trovare, almeno a Roma, entrambe le soluzioni, ma quanto meno adesso la legge parla chiaro.
Sembrerebbe terminata la diatriba sui parcheggi a pagamento se non fosse che i solerti “ausiliari del traffico”, privati cittadini che lavorando per le aziende che gestiscono i parcheggi e autorizzati a fare le contravvenzioni solo se una vettura sosta senza pagare, si prendessero la libertà di multare le macchine in sosta vietata al di fuori delle stesse strisce blu, addirittura nei parcheggi per diversamente abili e molto di più. Tutte contravvenzioni illegali che hanno fatto cassa in modo illegale. Si giunge anche a questa risoluzione del problema. Vengono dichiarate illegittime tutte quelle contravvenzioni fatte al di fuori dalle aree di competenza degli stessi ausiliari del traffico e gli stessi ora sono rinchiusi nelle loro piccole aree di competenza.
Risolti il problema, ora tutto è in regola? Fosse vero!!!!
Oggi c'è ancora qualcosa che non va e che fa in forte contrasto con le leggi italiane.
La distanza minima consentita per parcheggiare in prossimità di una curva era (prima dell'avvento dei parcheggi blu)8 metri. Entro questa distanza si incappava in multe poiché, giustamente, parcheggiare in prossimità di una curva su un incrocio precludeva la visibilità e poteva essere rischioso, aumentando la possibilità di incidenti. Ma da qualche anno, chissà perchè, le strisce blu sono arrivate fin dove prima non si poteva. Non mancano posti nella capitale dove la distanza minima non venga rispettata trovando i parcheggi a pagamento sino in prossimità degli incroci. I famosi e indispensabili 8 metri che vengono insegnati quando si prendono lezioni per la patente vengono regolarmente ignorati dalla società che gestisce i parcheggi blu. E nessuno fa nulla per far si che questi vengano rispettati, Almeno fino ad oggi.Magari in futuro qualcuno farà notare ai nostri gestori che ancora qualche piccola irregolarità, in quelle bellissime righe colorate che hanno invaso le nostre città, esiste ancora e allora questi, gentili, cordiali e solerti come sempre nel rimediare agli errori, modificheranno anche questa svista organizzativa.
Noi siamo quì, in attesa, fiduciosi come sempre. Nel frattempo grazie a Google maps possiamo girare per la nostra città individuando le irregolarità dei questi parcheggi, comodamente seduti a casa nostra, vedendo i veloci miglioramenti che giorno dopo giorno vengono apportati.