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Cadono ad una ad una, travolte da scandali e corruzione, le teste degli "uomini del Presidente" PDF Print E-mail
Written by Mamerto Morescalchi   
Wednesday, 21 July 2010

COME L'OCEANICA PERDITA DI GREGGIO A LARGO DEGLI STATES....E FORSE ANCHE PEGGIORE

 

Le tappe forzate, la disperata corsa del Cavaliere e del suo seguito per applicare il gigantesco tappo ai fatti ed alle notizie che ne compromettono seriamente la sopravvivenza.

 

 


 

Quando abbiamo sentito la fandonia che la soffertissima Legge contro le Intercettazioni fosse stata dettata dagli elettori del Cavaliere, e che avesse fatto parte dei patti post elettorali da rispettare, non sapevamo se ridere o se scandalizzarci.

Ma, con tutti i problemi che questi benedetti Italiani avevano ed hanno, in quanti avrebbero potuto pensare ad una cosa del genere, e quanti questo fatto avrebbe potuto impensierire, se non Silvio Berlusconi stesso e qualche centinaio di personaggi prominenti con la coscienza alquanto sporca?! Sì perché tutto il resto della cittadinanza aveva ed ha ben altro a cui pensare, al posto di lavoro da mantenere o da ritrovare, a sbarcare il lunario ed arrivare a fine mese, a mantenere i figli ed a pagar loro gli studi, altro che intercettazioni e privacy!

E poi, quei pochi che avevano ossessivamente desiderato di non essere ascoltati, lo sapevano o lo sanno quanto questa legge possa costare in termini di mancanza d'informazione o di perdita di sicurezza?

No, secondo noi, il danno che potrà fare questa sorta di nera cortina fumogena, questa specie di perversa e perniciosa diga, molti non lo immaginano ancora.

E mai come adesso, e proprio per merito di questo tipo d'investigazione, vero e proprio incubo per il nostro Primo Ministro ed i suoi cortigiani, sono venuti alla luce i fatti più incresciosi, preoccupanti e scandalosi di questi ultimi anni: dai lavori truccati del G8, al vorticoso giro di tangenti, a l'affaire delle pale eoliche, ad un'ipotetica e nuova loggia massonica deviata, dopo la P2, la P3; con tanti nomi, molti dei quali i soliti, tanti da poterci fare una squadra di calcio, tanto influenti da poter temere per noi e per la stessa sopravvivenza di una già malconcia Democrazia: Marconi, Marra, Caliendo, Cosentino, Verdini, Carboni, Martino, Formigoni, Dell'Utri, Lombardi, ecc.

E, scusateci la battuta: dalla P2, alla P3, se si continua di questo passo, si potrà far presto ad arrivare all'uso disinvolto della P38.

Un bel lavoro di ripulitura lo sta facendo Gianfranco Fini con i suoi arditi incursori, veri e propri assaltatori stile Teseo Tesei o Durand de la Penne....

Hanno colato a fondo poderose corrazzate chiamate Scajola, Brancher, Cosentino e non c'é da stupirsi se la portaerei Verdini farà la stessa ed ingloriosa fine.

La corsa del Cavaliere sembra proprio quella disperata della BP; una corsa a marce forzate contro il tempo, per tamponare la falla dal quale sgorga il rovinoso oro nero, esattamente come la fuga di notizie (verissime) ed indiscrezioni (altrettanto veridiche) che ne minano il governare ed, addirittura, la sopravvivenza politica.

Per noi questa legge, nonostante i sostanziosi ritocchi ed i mirati lifting, resta scandalosamente impresentabile, risulta un magnifico aiuto al malaffare, sia questo frutto di criminali organizzati o non; determina un preoccupante appannamento di importanti e doverose notizie e, perciò, una seria minaccia non solo all’informazione ma anche alla complessiva libertà di una Nazione.

Silvio Berlusconi ha amaramente criticato l’ultima correzione apportata dall’avvocato Giulia Bongiorno, ed ha parlato di attentati vari, alla vita privata dei cittadini (ma di quanti e di quali?) ed alla stessa Democrazia.

Noi, come sempre, pensiamo che egli abbia un coraggio da leone, per la sua disinvolta sfacciataggine, per il senso di “democratica libertà” che non somiglia a nessuno dei grandi personaggi che abbiano calcato la scena del nostro secolo.

Il fatto è unico e semplice, ed è che detta legge debba essere eliminata, ritirata, rimangiata e digerita (se ce la faranno) dai legislatori (?) che l’hanno pensata (ordita).

E quando diciamo rimangiata, desideriamo appunto significare l’intrinseco atto dell’ingestione.

Sì perché noi ce la immaginiamo come una torta che abbia come materia prima, come principale ingrediente dell’ottima cacca, e che, ad ogni sacrosanto rifiuto, non si decida di gettarla nel water, ma ci si illuda di guarnirla, infiorettarla con panna e ciliegine, con zucchero a velo e candeline, per tentare a più riprese di farcela assaggiare: rien a faire! Essa resterà sempre una torta di merda e chi l’ha preparata dovrebbe essere il solo ed unico a rimangiarsela.

  

    

 
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