| Michele Cagnazzo - "Mafia - una guerra senza confini". |
| Written by Virgilio Violo | |
| Friday, 06 April 2007 | |
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Quella di Michele Cagnazzo e una denunzia, un grido di dolore, un messaggio di speranza. Sin dall’età di sedici anni il nostro si dedica all’ investigazione per passione, sin ad arrivare, via via, ad incarichi sempre più prestigiosi e consoni alla sua personalità. E' uomo di destra, cattolico, fermamente convinto che il fenomeno mafioso del nostro sud si possa, non solo indebolire, ma financo estirpare. In questo libro, accorato appello ai giovani perchè comprendano il fenomeno e la strada da percorrere per un futuro migliore, l’autore ripercorre gli ultimi vent’anni di lotta al fenomeno da parte delle istituzioni. Da buon giornalista e serio esperto di investigazione rivela a chiare lettere che solo pochi magistrati: Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, hanno agito coerentemente a quello che la società civile chiede alle istituzioni, il libro è dedicato a loro. Chiara e documentata la denunzia che fa dell’avvento del governo Berlusconi..”Nei primi 180 giorni di governo nel mirino finirono magistrati, funzionari, esponenti di primo piano del movimento antimafia considerati dal team Berlusconi pericolosi nemici. Il caso più clamoroso fu quello di Ilda Boccalini, che dopo aver scoperto gli assassini di Giovanni Falcone rappresentava a Milano l’accusa del processo toghe sporche. Le fu tolta la scorta, mentre ben tre auto di uomini armati seguivano un obiettivo a basso rischio come l’ex sottosegretario ai beni culturali Vittorio Sgarbi. Stesso discorso avvenne per Giancarlo Caselli……Il peggio toccò a cinque magistrati componenti dell’ufficio legislativo del ministero, tra i quali anche Mario Patrono, di magistratura indipendente, la corrente di destra dei giudici. Sono stati rimossi per ritorsione (ma Castelli parlò di avvicendamento) contro un parere tecnico che bocciava le nuove norme sulle rogatorie. Stessa sorte, ma per volontà del ministro dell economia Giulio Tremonti, colpi il direttore dell’ agenzia delle entrate Massimo Romano, colpevole di aver contestato a Mediaset l’elusione della legge che porta proprio il nome di Tremonti. Infine il fronte Antimafia. Fu estromesso, tra le perplessità di Alleanza Nazionale, l’efficiente Commissario Antiracket Tano Grasso. Mentre in Calabria, il Presidente dell’Osservatorio Regionale Antimafia, Adriana Musella (suo padre fu ucciso dalla ‘ndrangheta), fu costretta alle dimissioni con la definitiva chiusura dell’Osservatorio. L’autore non lesina accuse anche alla chiesa, salvo rare eccezioni come don Pino Puglisi…. che ha pagato con la vita “in seguito all’uccisione di Borsellino e Falcone il 53,6% dei parroci non ha mai condannato pubblicamente la mafia ….La storia, e chi mantiene ancora una memoria, ci dimostra che non sono mancati e non mancano rapporti di profitto tra chiesa, colletti bianchi, e politici e che molti soggetti appartenenti al mondo della criminalità sono “vicini” alla chiesa, utilizzati dalla chiesa stessa nel momento del bisogno o comunque “pericolosi” da contrastare.” la denunzia verso i politici è ancora più vasta, anni fa si propose una commissione parlamentare che appurasse i legami tra mafia e politica ma venne subito cassata. Un saggio-inchiesta che si legge come un romanzo. Caratteristiche: |