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Giovedì, 12 Aprile 2018 17:28

Clairette de Die L’ancestrale della Valle della Drôme

Written by Urano Cupisti
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Die Die

“Come una piccola isola, tra il Rodano e l’altopiano Vecors, si trova la denominazione Clairette de Die. Qui si producono vini fino dai tempi dell’Impero Romano. In particolare spumanti sia con metodo rifermentazione in bottiglia (champenoise e/o classico) sia quello del tutto particolare chiamato méthode dioise”.

Leggere, studiare e apprendere da testi come L’Universo del Vino di Catarina Hiort af Ornäs, scritto in modo molto didascalico, è stato motivo, per il sottoscritto, di interesse, curiosità, approfondimento. Tutto mosso dall’innato desiderio di sapere, conoscere.

Di recente, avendo programmato un tour nella Côte du Rhône, come non includere la “deviazione” verso Die e la sua Clairette. Era giunto il momento di soddisfare il desiderio di sapere e conoscere mosso dalle letture di Catarina Hiort af Ornäs.

“A differenza della maggior parte degli spumanti questo si fermenta solo una volta; il che lo rende particolare, unico”

Risalire la Drôme fino alla città di Crest. Iniziare a percorrere la strada del vino verso l’altipiano di Vecors ai piedi delle Alpi. Questo il percorso per raggiungere Die tra filari di “bianchi” Aligoté, Muscat à petit grains, Clairette e “neri” Syrah, Gamay e Pinot Noir.

Tappa d’obbligo nel centro di questa cittadina con poco meno di 5.000 abitanti è stata la Cave de Jaillance, un consorzio di aziende della valle che rappresentano più di 1.000 ettari di vigneti.

Il motivo? Conoscere, in un circuito guidato, i colori di un tempo, da Plinio il Vecchio ai giorni d’oggi e scoprire, con immagini e racconti, la Clairette de Die e il Crémant de Die, i territori protetti dalla Aoc, e il méthode dioise nei particolari.

Come è nata la Clairette de Die?

La Storia mista a leggenda ci tramanda che un pastore gallico, usando le fresche acque del fiume “La Drôme” per rinfrescare una bottiglia di vino, la dimenticò nel fiume per tutto l’inverno. A primavera, ritrovandola, si accorse che il vino, evidentemente non ancora ben fermentato, aveva prodotto carbonica rendendolo “pétillant”. Da allora le tribù galliche iniziarono a produrre Vin Pétillant con l’aiuto delle fresche acque della Drôme.

Tutta fantasia popolare? Non proprio perché negli scritti lasciati dallo scrittore romano Plinio il Vecchio si trovano descrizioni documentate di questo metodo ancestrale.

A Die solo vino pétillant?

Si producono anche vini fermi bianchi, rosé e rossi.

Coteaux de Die, un vino bianco secco prodotto con Clairette al 100% nell’ambito del territorio comunale di Die e protetto da Aoc. Fresco, gradevole e niente più.

Châtillon en Diois, vino fermo prodotto in tutti e tredici comuni facenti parte della Vallée, disponibile nella tipologia “bianco” da uve clairette e aligoté , “rosé” con aggiunta di pinot noir e/o gamay, “rosso” con l’utilizzo di gamay, pinot noir e syrah.

Ma è indubbio che l’Ancestrale e il Crémant, les vins pétillant, siano il riferimento vinicolo che ha reso famosa Die.

I miei assaggi alla Cave Jaillance:

Clairette de Die Icône 2014, cuvée blanche traditional, 80% moscato piccoli grani e 20% clairette. Dal gusto facile ed immediato. Al naso floreale e fruttato (tiglio, pesca e banana). Al palato ritorni fruttati per una gradevolezza unica. Astenersi dal punteggio: è una Clairette de Die.

Clairette de Die cuvée imperial tradition rosé 2014. Un tocco di Pinot Noir e Gamay come colorante. Delicatamente fruttato, con leggere fragoline disperse nel bouquet leggermente tropicale. Un frizzante gentile e “simpatico”.

Clairette de Die Les Hautes de Dess 2016, il Bio-dinamico. Quel tocco “naturale” che lo ha reso interessante.

Crémant de Die Icône Grand Cuvée 2012. Originariamente composto solo da Clairette. Oggi si aggiunge Aligoté e un po’ di Moscato. Rientra tra i crémant discreti. Decisamente da aperitivo, più difficile abbinarlo a tutto pasto anche per il suo basso tenore alcoolico (7°/8°).

Crémant de Die Grand Réserve Brut 2012. A dire il vero più extra-dry che brut, simile ad alcuni nostri “prosecco”. Il Crémant top della gamma.

Clairette e Crémant. Diciamocela tutta. La deviazione stradale verso l’interno direzione Alpi, per soddisfare il desiderio di sapere e conoscere mosso dalle letture di Catarina Hiort af Ornäs, è stata l’attrazione per la Clairette e non certamente per il Crémant.

Hum…Ce gôut divin fruité qui pétille dans la bouche: la Clairette de Die, unique! Chapeau!

 

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