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Venerdì, 30 Aprile 2021 18:01

Dall’Ue il programma LIFE. Ai governi farne buon uso.

Written by Nunzio Ingiusto
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Miliardi di euro per ambiente, clima e biodiversità da spendere entro il 2027. Soldi.

 

La formula è nel dibattito europeo dal 1992, con i governi a presentare ogni volta progetti per utilizzare le risorse. Non che non siano mancati sprechi ed inefficienze, ma alla fine il programma LIFE è quello che intercetta meglio le aspettative per il clima e l'ambiente. Ogni Paese dice di voler fare meglio e di più sotto la spinta di movimenti e gruppi politici, ma poi hanno bisogno di soldi e vanno a cercare tra Bruxelles e Strasburgo.

Da quest'anno, dato che le finalità di LIFE si ricollegano a molti progetti contenuti nei Recovery plan nazionali post COVID, i soldi vengono una destinazione per così dire aggiuntiva. Dovrà essere capacità dei governi strutturare bene le azioni in settori così strategici avendo un cuore risultati tangibili. Quanto si voglia vincere la lotta ai cambiamenti climatici si vede da queste opportunità. Se le buone buone intenzioni fanno guadagnare consensi nei talk show non hanno lo stesso effetto all'atto pratico.Il Parlamento Ue ha dato via libera a 5,4 miliardi di euro green da utilizzare anch'essi entro il 2027. Se il Green Deal, approvato l'anno scorso, prima degli sfracelli della pandemia, riprenderà davvero vigore, LIFE darà priorità ai progetti con il più alto potenziale di ri-attuazione per avere un'economia a basse emissioni di carbonio ed aumentare la biodiversità. Solenni sono state le motivazioni della Commissione Ue che ha scritto che il programma contribuirà a compiere il passaggio necessario verso un'economia ecologica, circolare, efficiente dal punto di vista energetico. Ma questi passaggi sono messi nelle mani anche di governi che ancora non sciolgono i nodi sulle fonti fossili, sulle bonifiche ambientali, sulla gestione dei rifiuti, sulla mobilità, sulla ricerca avanzata. 


C'è bisogno di unità e concordia tra i Paesi, questo sì. Infatti, senza rinchiudersi dentro i confini nazionali, rigettando ogni suggestione autarchica, al contrario abbattendo barriere ideologiche e di tranquillità (in) sostenibile, l'Ue punta alla maggiore omogeneità dei progetti da sostenere. Saranno premiati quelli con interesse transfrontaliero e di stimolo - tanto nel settore pubblico quanto in quello privato- di maggiori investimenti. Se per una volta al tavolo delle decisioni sedessero anche le grandi industrie energetiche sarebbe un eccellente segnale. L'Italia ci sta provando, anche se dobbiamo vedere dove effettivamente si andrà a parare. In LIFE sarà anche decisivo controllare quantità e qualità degli appalti pubblici verdi.I governi possono mettere in atto procedure trasparenti ed efficaci per garantire beni e servizi ecosostenibili. Anche questo è un aspetto che incrocia il Recovery plan italiano. Si parla di aumentare la quota di acquisti con i requisiti CAM (criteri ambientali minimi) per soddisfare la domanda pubblica. Nell'approvazione finale Il Parlamento europeo ha stabilito anche il riparto delle risorse: 3,5 miliardi di euro andranno alle attività ambientali e 1,9 miliardi a quelle per il clima. Sulla biodiversità - questione dirimente con molte iniziative all'attivo dei Verdi - LIFE investirà il 7,5% del bilancio annuale dal 2024 e il 10% dal 2026. Tutta la spesa dei singoli Paesi sarà tracciata.In fondo per soddisfare le idee di 27 Paesi per 6 anni non siamo davanti ad una grande cifra. Qualche sforzo in più poteva essere fatto, anche se LIFE mantiene una sorta di cammino parallelo ad altre programmazioni. «Anche se avrei preferito un budget ancora maggiore, sono molto contento che abbiamo raggiunto un nuovo livello di impegno verso la natura e il clima, in modo che il programma possa continuare a testare idee e soluzioni verdi future» dice il parlamentare finlandese Nils Torvalds, relatore della legge. Contentiamoci. Il quadro normativo è assicurato, la politica ha l'onere di non deludere.

Read 346 times Last modified on Venerdì, 30 Aprile 2021 18:25

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