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Martedì, 11 Settembre 2018 23:17

I vini magiari: il rinascimento ungherese

Written by Urano Cupisti
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Il lago Balaton Il lago Balaton

Il mito del Sangue di Toro e del Tokaj

 

 
Il lago Balaton

LA STORIA (mista a leggende)

La coltivazione della vite nell’odierna Ungheria risale ai tempi dei Romani che, nell’espansione in quelle terre, portarono il culto della vite e del vino. Si chiamava Pannonia, regione parte integrante

 
 vigne St. Donat

dell’Impero.

Egri Bikavér (Sangue di Toro), vino rosso tutt’ora prodotto principalmente nel distretto di Eger (nord del paese), che porta con se miti e leggende di storiche battaglie del ‘500 contro gli “invasori” turchi.

Vino particolarmente colorato con abbondanza di antociani fu causa della sconfitta degli ottomani “spaventati” dalle figure dei magiari con le barbe bionde imbevute di egri bikavér scambiato per “sangue di toro” e quindi elisir di “forza e potenza”.

Oggi l’Egri Bivakér è un innocuo vino, per niente potente, che ricopre il ruolo di semplice vino da pasto.

Tutta diversa la storia dell’altro mito magiaro, sempre prodotto nel nord del paese, al confine con Ucraina e Slovacchia: il Tokaji. Il suo mito, la sua leggenda ebbe inizio nel ‘600 sempre durante una delle innumerevoli guerre contro i turchi e deve il suo successo, ancora oggi, dalla presenza della muffa nobile sugli acini e il particolare metodo di vinificazione: i puttonyos.

I puttonyos altro non sono che recipienti contenenti circa 24 Kg di melassa concentrata da aggiungere al vino prodotto con le stesse uve: Furmint (in prevalenza), Hárslevelü e Muscat.

I VITIGNI

 
vigneti a Somloi 

Furmint, l’uva più famosa dell’Ungheria per essere la base del Tokaji, copre solamente il 4% della superficie vitata;

l’Hárslevelü, portatore di morbidezza e speziatura;

il bianco Ezerjó, il terzo vitigno maggiormente coltivato;

il Kadarka che ha lasciato il primato di coltivazione al ben più noto e famoso Kéfrankos conosciuto anche con il nome austriaco Blaufränkisch.

Quest’ultimo è condiviso con la vicina Austria, quella del Burgenland e del Neusiedler-see, il territorio ovest della Pannonia.

LAGO BALATON

Oggi il Rinascimento vitivinicolo ungherese ruota intorno al Lago Balaton: la nuova frontiera post regime sovietico.

Sui fertili terreni löss, formatisi dai sedimenti eolici originati dal trasporto e dalla deposizione di particelle da parte dei venti provenienti dall’area tutt’intorno al Lago Balaton, si sono ben acclimatati, accanto agli autoctoni, i vitigni internazionali quali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Pinot Noir e i bianchi Sauvignon Blanc, Chardonnay e Muscat.

 

GLI ASSAGGI

cantina nell'Eger

Gál Tibor Wineri, zona Eger che ha proposto vini bianchi di gran pregio come il TiTi;

Heiman Family Winery, zona Szekszárd (sud Lago Balaton) che ha proposto vini da vitigni autoctoni come Kadarka, Kékfrankos, Bikavér e Barbár, quest’ultimo un blend tra autoctoni e internazionali;

Miklós Pince, zona tra il Lago e Budapest, che ha “sconvolto” gli assaggiatori con un Sauvignon Blanc “incredibile”;

Somlói Vandor Prince, zona nord Lago, verso ovest con un Sauvignon Blanc scioccante e inquietante;

Szent Donát Birtok, la Winery sul Lago, dove i terreni minerali e vulcanici donano ai vini il carattere del “Lago Balaton”. Cinque assaggi compresi nella scala degli ottimi a significare l’attuale percorso della viticoltura magiara: dai classici Furmint e Kékfrankos agli internazionali, la nuova frontiera ungherese;

 
 insieme al "mitico" Istvan Szepsy

Tokaji Istvan Szepsy, la più antica cantina di Tokaj. Fantastici Aszu (dolce botrizzato) 6 puttonyos, Essencia (veramente sublime) 8 puttonyos circa 240 g/l di residuo zuccherino, Szamorodni il Tokaj non botrizzato, unico nel suo genere.

TERRENI E BOTRYTIS

Ardesia, basalto, argilla mista a sabbia e terreni fertili di riporto (löss) costituiscono la base di partenza delle produzioni. Il clima continentale con autunni “assolati” dove l’umidità proveniente da ovest, nella escursione giorno-notte, favorisce nell’Eder e Tokaj la formazione della Botrytis Cinerea.

ed infine LE LEGGENDE

E la leggenda degli uomini grossi, potenti, con la barba bionda imbevuta di Egri Bikavér (Sangue di Toro) che sconfissero i turchi, insieme a quella che coinvolse Padre Lazslo Szepsy nel ‘600 per il Tokaji, vengono raccontate di continuo dando ai vini ungheresi l’opportunità di far parte di una saga che continua nel tempo. Chapeau!

 

 

unici contatti:

www.galtibor.hu

www.heimann.hu

www.mikloscsabi.com

www.somloivandor.hu

www.szentdonat.huu

www.szepsy.hu

Read 5952 times Last modified on Martedì, 11 Settembre 2018 11:38

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