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Lunedì, 05 Ottobre 2020 20:22

IL NEOTEMPLARISMO ALLA "FINE” DEL MONDO

Written by Stefano E. Erario
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Un fenomeno, quello del neotemplarismo, che alcuni vorrebbero far risalire addirittura alla morte dell’Ultimo Gran Maestro dei Cavalieri Templari, Jaques de Molay, messo al rogo assieme al compagno di prigionia Geoffrey de Charnay il 18 marzo del lontano 1314, sull’isola dei “judei” della Senna a Parigi.

 

Un atto ignobile compiuto per mano del famigerato re Filippo IV di Francia, goliardicamente detto il “bello”, e dell’inutile e - ignavo dell’anti inferno - papa Clemente V, citato dall’Illustre contemporaneo Dante Alighieri nella “divina commedia”, accusato di simonìa, di espoliazione dei Templari e della cattività Avignonese, inserito nel 19° canto dell’inferno - nella terza bolgia dell’ottavo cerchio - assieme agli altri papi “simoniaci”. Rimandati tutti dal sommo Poeta alla “condanna di Pietro” in paradiso. Dante fu un immite critico di una Chiesa che, secondo lo spirito riformatore medievale, aveva perso la natura autentica del vangelo. Una vicenda controversa quella dei Poveri Cavalieri di Cristo, divenuti in 21anni Cavalieri del Tempio di Gerusalemme, che li vedeva condannati individualmente in Francia, Inghilterra e Cipro, e assolti da sinodi provinciali in Portogallo, Germania, Spagna, Italia, ecc. Una anomala differenza di “giustizia ecclesiastica” che sembrerebbe indicare dei casi parziali di eresia, estraniando di fatto il più discusso e “romanzato” Ordine monastico-cavalleresco della storia, espressione della spiritualità “crociata” medievale.

Le accuse con le quali Filippo il bello e Clemente V cercarono di giustificare la soppressione dell’Ordine si fondavano sui costumi e sulle evidenze di alcuni rituali dalla dubbia efficacia ma che agli occhi degli accusatori si evidenziavano come spregiudicate Eresie. Il Matter, storico francese dello gnosticismo e studioso del fenomeno Templare, riassume tutte le testimonianze che si produssero nel corso dell’inchiesta, formulando le seguenti conclusioni:

  1. Che i Templari - sarebbe più esatto il dire: una parte dei Templari - ebbero dei rapporti «più intimi che non convenisse» con i Maomettani e le dottrine dissidenti dei loro tempi;

  2. Che il loro atto di abiura concerneva il Cristo considerato come Dio crocifisso e redentore o salvatore dell’Umanità;

  3. Ch’essi contestavano la morte espiatoria del Cristo e negavano il dogma della transustanziazione (termine che indica la conversione della sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo);

  4. Che i “veri iniziati” professavano fede al Padre Eterno, rigettando la credenza del Dio Figlio (secondo lo stesso Matter, la testa barbuta detta di Bafometto, era una rappresentazione di Dio Padre).

Si può dire che per conseguenza, questo storico francese ricostituisce così la dottrina “segreta” Templare: 1. stretto monoteismo; 2. rifiuto di riconoscere la divinità del Cristo; 3. rifiuto del dogma della transustanziazione; 4. antipatia per il sacerdozio della Chiesa e per alcune delle sue pratiche. All’epoca di Matter non si conoscevano che le sole indagini francesi, delle quali Raynuard aveva pubblicato i documenti, ma di seguito, gli storici Prutz e Schottmuller, utilizzando i documenti, ancora inediti delle inchieste eseguite a Cipro, negli Stati della Chiesa, nella Terra d’Otranto, in Inghilterra ecc... attestarono che in modo inequivocabile, secondo loro, in molti casi non si ricorse alla tortura ma che fosse un modus-operandi “rituale” dei Cavalieri Templari quello di praticare le supposte accuse. Difficile poter resistere all’opinione che si contrappone a quella di Matter, cioè che eresie vi furono non da parte dell’Ordine ma di una parte, più o meno considerevole, dei suoi membri. Pochissimi furono i riferimenti ai sequestri dei beni e delle poderose ricchezze trasferite, in parte, alla custodia dei Cavalieri Ospitalieri, Ordine già esistente e dedito alla cura dei pellegrini e degli stessi Cavalieri Templari dal ritorno delle Crociate. Non faccio alcun riferimento alla dubbia, a mio avviso, assoluzione papale a Chinon, nella più famosa Bolla, perché lo ritengo un argomento complesso che andrebbe approfondito con scienza e parzialità, e che rimando ad un prossimo articolo.

A seguito dei processi protratti anche dopo la morte dell’Ultimo Gran Maestro ufficiale, J. de Molay, alcuni vogliono i Templari sfuggiti o liberati dall’inquisizione, ricostituiti in - Ordini Laici - come ad esempio la - Massoneria - e ancor prima negli - Ordini Muratori o degli Scalpellini medievali - dove avrebbero scritto la loro “vendetta” tra le colonne delle stesse Chiese chiamati a costruire. All’epoca gli unici ad avere permessi speciali per poter circolare in Europa, senza alcun divieto, erano i così detti “Freemasons” abili costruttori di Cattedrali che si tramandavano una conoscenza architettonica ed “esoterica” accessibile solo a Iniziati.

Supponendo che gli “scampati” all’inquisizione Templare possano aver costituito nuove confraternite o essersi aggregati in quelle già esistenti dei Liberi Muratori, non possiamo affermare con assoluta certezza la loro continuità come Cavalieri del Tempio, in quanto non esisterebbero documenti ufficiali che proverebbero il contrario. Bernard Raymond Fabré-Palaprat (1773 -1838), nel 1804 dichiara di avere scoperto, insieme con i suoi confratelli della - Loggia dei Cavalieri della Croce - documenti che proverebbero una successione ininterrotta di “Gran Maestri Templari” in clandestinità dalla soppressione del 1307 fino al 1792 (l’anno in cui sarebbe morto, massacrato a Versailles dai giacobini, l’ultimo Gran Maestro “nascosto”, il duca Louis-Hercule Timoléon de Cossé-Brissac (1734 - 1792).

I Cavalieri della Croce dichiarano che un documento, ritrovato nel cassetto di un mobile (?) del duca, autorizzava la stessa Loggia a procedere all’Elezione di un nuovo Gran Maestro, una volta passata la tempesta rivoluzionaria.

Così, nel 1805, la Loggia nomina B. R. Fabré-Palaprat, Gran Maestro dell’Ordine (protempore) e ricostruisce di “fatto” l’Ordine del Tempio. L’idea di un - Ordine Templare - autonomo e indipendente dai gradi templari esistenti nella Massoneria, piace e interessa lo stesso Napoleone Bonaparte (1769 - 1821), che autorizza una solenne cerimonia nel 1808.

Da questi due riferimenti possiamo dedurre l’assoluta “sedicenza” di Tutti gli - Ordini Neo e Post Templari - e delle più note associazioni moderne che si rifanno alla tradizione degli antichi, e soppressi, Cavalieri del Tempio di Gerusalemme. Queste associazioni in buona fede, non possono definirsi derivanti per legittimità e discendenza Templare, fugando ogni riferimento di appartenenza e di vera vocazione, che ci fa ricordare i voti a cui avevano Giurato i monaci-cavalieri, cioè quelli di: <obbedienza, povertà e castità>. Sulla base di questi Giuramenti, unici ad essere documentati in modo soddisfacente, sfidiamo chiunque ad asserire di essere, oggi, un vero Cavaliere Templare.

Storicamente, sempre per “sedicenza”, si possono annoverare solo pseudo associazioni che danno vita ad un fervente movimento sorto sotto il nome di - templarismo o neotemplarismo - già a partire dal 1700, in coincidenza con la diffusione dell'Illuminismo. Tra le più importanti, vi è l’Organizzazione Mondiale dei Templari - OR.MO.TE., che nasce nel 1965 in Belgio e che si propone di unire i - Gruppi Templari Mondiali - che si ispirano agli ideali dell'Antico O.S.M.T.J. quale unico simbolo e ragione di continuità.

Moltissime sono invece le consorterie dal “mantello facile” e dalla dubbia moralità, che si susseguono dal dopo - Napoleone - in cerca di accrediti spesso localizzati, non ultimo quello di pochi giorni fa titolato dai giornali nazionali come “il ritorno dei Templari in Vaticano, dopo 700 anni”, un titolone hollywoodiano sul quale stendiamo un velo pietoso. Queste fantomatiche associazioni “scappate dal catechismo” molto probabilmente nemmeno riconosciute dallo stesso OR.MO.TE. sopra citato, in alcuni rarissimi casi, dimostrano una certa serietà e passione tali da poter affermare che, al di là di ogni ragionevole dubbio, creano e rigenerano l’innato senso umano dell’appartenenza alla “regola” e che, in queste particolari associazioni dalle “potenti e patenti” croci, si rivendica un forte sentimento Cristiano fino ad asserire di essere pronti a difendere, non si sa bene come, la Cattolica madre Chiesa. Un sentimento legittimo e per alcuni aspetti condivisibile, retaggio culturale e Religioso tipicamente occidentale che in questi ultimissimi anni si sente minacciato da una ondata di “vento nuovo”, che di nuovo ha ben poco, e che non solo deve fare i conti con l’aumentare in modo spropositante di manifestazioni pubbliche e assolutamente inquietanti, di un numero altrettanto spropositato di Musulmani in suolo Europeo (notoriamente nemici dei Cristiani), il che sarebbe gestibile da una sana tolleranza in nome della nostra Costituzione e una preventiva organizzazione locale, ma che invece sembra essere sfuggita di mano, come ad esempio con i fatti delittuosi in nome di “Allah Akbar” accaduti in Belgio e Svezia.

Tutto questo supportato dal più preoccupante pericolo che viene dalle stanze ormai “aperte” del Vaticano e proprio dal loro leader e altissimo rappresentante sulla “terra”, quel Jeorge Mario Bergoglio, papa Francesco I, poco apprezzato dai più ortodossi, difficile da interpretare per la sua apertura mondialista e indirizzata all’Unicità delle Religioni sotto un non ben definito Dio “spray”, un Dio che “non esiste” perché incarnato nei tre Uomini, padre, figlio e spirito santo (parole dette durante la messa mattutina a Santa Marta proprio da Papa Francesco). Il Papa preso “alla fine del mondo”, mai frase fu più chiara. Il Vescovo di Roma del Transumanesimo e dei “Fratelli Tutti’, titolo della sua Enciclica presentata ufficialmente ieri ad Assisi, la città dello “scomunicato” ma santo Francesco.

Concludo scusandomi con coloro che avrò offeso dubitando della veridicità di alcune questioni storiche e soprattutto documentarie che, oltretutto, sono frutto dei miei più appassionati studi ma che non devono spegnere quel sentimento di pace, di fratellanza e di convivialità palpabile in quelle associazioni in cui mi sono onorato di presenziare approfittando della loro “benevola sopportazione” nonostante le mie critiche ma che chiudo sempre con un messaggio di speranza nel cuore, quello che, se il mondo “Deve” cambiare, lo si faccia sempre e solo per il bene dell’Umanità e per il bene della nostra Unica salvezza che è la nostra Amata terra. Con mantelli, sciarpe e grembiuli o in nome di chi ... decidetelo Voi, ma nessuno più uccida o pensi di Governare il nuovo mondo con metodi criminali in nome di Dio.

“Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da Gloriam”

Salmo 115:1 - NNNSSSNNN

Read 526 times Last modified on Sabato, 10 Ottobre 2020 17:33

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