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Mercoledì, 04 Novembre 2020 12:24

La sua ultima Mandrakata. Se ne va un poliedrico. Muore Luigi Proietti

Written by Marzia Carocci
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Gigi Proietti Gigi Proietti

E’ uscito dalla porta principale anche se nella sua vita non si era mai sopravvalutato.

E’ morto il giorno del suo compleanno, il 2 novembre, giorno che commemora i defunti. Una “mandrakata” per usare la parola ormai cult degli anni settanta estrapolata dal film “Febbre da cavallo” interpretata da “Gigi”. Gigi il maestro, Luigi Proietti classe 1940.

Non parleremo di lui e di cos’era, tutti lo sanno, non faremo lodi alla sua bravura né tesseremo parole per quanto fu estesa la sua arte. Fu direttore artistico, regista di opere liriche, regista teatrale, regista televisivo, attore, cantante, musicista, doppiatore, suonava il pianoforte, il contrabbasso, la fisarmonica, la chitarra.

Attore di cinema, di teatro, di televisione, mattatore e show man, ironico, comico, mai prevedibile. Dai primi anni 60, iniziò anche a doppiare, dai cartoni animati della Warner Bros a grandi attori come: Marlon Brando, Richard Burton, Dustin Hoffman, George Segal, Robert De Niro, Silvester Stallone e tanti altri.

Si cimentò persino con la poesia componendo sonetti pubblicati negli anni ‘90 sul Messaggero e pubblicò il “Decamerino”Novelle dietro le quinte (Rizzoli 2015)

Scrisse libri ricchi di aneddoti, dove raccontava i retroscena nei vari teatri, di quei camerini dove cipria, costumi e parrucche riempivano ogni spazio. Scrisse di Roma, dei suoi personaggi, ne scrisse con amore, dolore, ricordo e tanta vita da rievocare. Un grande attore ma non solo, un grande protagonista, un ballerino, una macchietta, un saltimbanco, un mondo di arte da condividere con chiunque.

Luigi Proietti non rinchiuse in sé la sua bravura e la sua esperienza: volle giovani da indottrinare, ragazzi da fare crescere artisticamente e là dove trovava talento, spremeva fino in fondo per fare venire fuori da loro l’essenza dell’uomo o della donna per farli salire capaci, sul palco polveroso del teatro.

Laboratorio di Esercitazioni Sceniche nasce nel 1978 sotto la direzione artistica di Luigi Proietti e di Sandro Merli presso il Teatro Brancaccio di Roma; qui Proietti porterà in scena con i suoi allievi moltissimi spettacoli di successo. Per anni l’attore mantenne quella scuola da solo fino a che arrivarono i primi contributi Regionali. Molti attori furono formati grazie alla sua esperienza e qualità d’insegnamento.

Più scaviamo sulla sua vita e più scopriremo le attività artistiche svolte e non è questo il senso dell’articolo. Vogliamo ricordare l’uomo, le sue capacità, il suo prendersi in giro e la forza indomabile dell’interiorità istrionica che pareva esplodere ogni volta dal suo corpo. Vogliamo ricordare quel suo sorriso contagioso, quella sua mimica, quella sue pause, respiri e battiti che si sentivano pulsare nel silenzio di un palco di anime incantate da lui.

Erano anni che Proietti non stava bene, ma non resisteva la chiamata del teatro che era sua casa, il suo modo di vivere, la sua vita tutta d’un fiato. Non è retorica dire che ci mancherà, lui era grande davvero e come lui pochi portavano in scena l’ironia, l’allegria, la contagiosità di un mondo migliore. Se n’è andato da grande e se n’è andato nello stesso giorno in cui è nato come per chiudere un cerchio. Luigi Proietti nasce il 2 Novembre 1940 e muore il 2 novembre 2020. Giorno dedicato ai defunti. La sua ultima mandrakata. Vorremmo tanto che fosse una fake news

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