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Mercoledì, 11 Dicembre 2019 01:21

«Lennon not Lenin», una storia che «rompe» e sostiene «il manifesto» (video)

Written by Flip
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«Lennon not Lenin. Il muro di Berlino erano due». Berlino 13 agosto 1981, venti anni dopo la costruzione del Muro. Un gruppo di artisti reduci del '68 romano, berlinese e olandese fonda il No Future Project.

10 anni dopo alle 6 del pomeriggio del 24 marzo 1991 una telefonata da Berlino a Roma: «Ario è sparito», la storia comincia.

Il Muro con le sue scritte e CM un’intelligenza artificiale che però risponde solo usando versi della Divina Commedia, guidano la ricerca.

«Lennon not Lenin» è un libro di fantascienza, di comunicazione politica, un giallo, mah?! Certo gioca con la fantascienza, con le parole, con le scritte sul Muro di Berlino, con i versi della Divina Commedia, con il cinema, le guerre fredde e calde, le rivoluzioni, le idee del gruppo No Future Project che vive tra Trastevere a Roma, Chariottenburg e Kreuzberg a Berlino e Arnhem in Olanda.

«Lennon not Lenin» è anche una delle scritte sul Muro, che dà il titolo al libro.

Il libro di Stefano Scialotti (292 pagine, 15 euro, Lupetti editore) è stato presentato il 6 dicembre alla fiera di Roma «Più libri più liberi» e il 9 dicembre al cinema Farnese, sempre a Roma.

L'autore ha deciso di devolvere i suoi diritti alla campagna «io rompo» del Manifesto.

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