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Sabato, 12 Settembre 2020 13:43

Villa Saletta - 980 d.C. : quando tutto ebbe inizio.

Written by Urano Cupisti
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 La nuova cantina

È stata una visita aziendale diversa, insolita e alla stesso tempo straordinaria. Subito immerso nella Storia della ultra centenaria tradizione vitivinicola, preso per mano da Silvia Mellini, agronoma, e David Landini, Direttore e capo enologo.

“La nostra è una tenuta storica nel cuore della Toscana, con un ricco patrimonio agricolo e una moderna “cantina boutique” che produce una serie di vini pluripremiati”. Così Silvia al momento dell’accoglienza.

“Villa Saletta ha una storia ricca di fascino, tanto per il suo passato quanto per il suo potenziale. Le sinuose colline toscane, il borgo medievale e le antiche fattorie sono testimoni delle trasformazioni avvenute nei secoli”. Il racconto continua durante un sali-scendi di una strada tortuosa che porta verso i vigneti collinari di Palaia e al Borgo Antico,

 
 insieme a Silvia e David

imponente quanto misterioso.

Una storia in continuo divenire.

La tenuta è appartenuta a quattro sole famiglie. I Gambacorta che consolidarono la proprietà delle terre nel 1300, prima che ne entrassero in possesso i Riccardi, abbiente famiglia fiorentina di banchieri della potente casa dei Medici. I Riccardi trasformarono Villa Saletta in una vera e propria azienda rurale nel corso del 16° e 17° secolo, quando fu ceduta alla famiglia Castelli. Infine gli Hands.

Siamo nel 2000 quando Julia e GuyHands acquistarono la tenuta e iniziarono da subito a recuperarne la vitalità produttiva attraverso il re-impianto di 22 ettari di vigneti mettendo a dimora Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Sangiovese, quello pisano.

La riscoperta della tradizione

“Gli interventi di restauro sono stati rivolti primariamente alla produzione di vino, che ha comportato ingenti investimenti nel recupero degli antichi vigneti e nell’impianto di nuovi, in base una comprensione accurata del terroir. Grazie all’uso congiunto di tecniche e approcci tradizionali e degli strumenti dell’agronomia moderna, il sistema di viticoltura di Villa Saletta ora è tra i più avanzati in Italia”. È sempre Silvia che dall’alto

 
 Alcuni vigneti

di uno dei vigneti, racconta e rende il dialogo sempre più affascinante ed ermetico.

 

Un’autentica fattoria

“Non ci occupiamo solo di vino, ma ci impegniamo con determinazione per sostenere la biodiversità in tutta la tenuta. Gran parte del territorio è destinato a produzioni agricole varie. Lo facciamo per due motivi: vuoi perché siamo consapevoli che quanto più riusciamo a favorire la biodiversità e l’equilibrio nel nostro ambiente tanto maggiore sarà l’impatto sulla viticoltura, vuoi perché questo approccio riporta in vita la tradizione straordinaria di una fattoria intesa come azienda agricola, in grado di produrre le migliori materie prime che il

 
 gli assaggi

territorio offre”. Esce lo stato d’animo dell’agronomo Silvia.

L’incontro con il Direttore nonché enologo David Landini è avvenuto da lì a poco, al Borgo Antico.

Era all’ingresso ovest del borgo ad aspettarmi. E da subito è stata l’anima del Direttore ad imporsi iniziando così: “stiamo scrivendo una nuova pagina riappropriandoci delle rovine”.

Il borgo è attraversato da un unica strada lastricata che segue l’andatura di un dosso. Sulla piazza principale si affaccia la bella villa padronale seicentesca, sulla sinistra altre costruzioni con lo scudo, una chiave della famiglia dei Ricciardi. La piazza è impreziosita dalla bella torre con l’orologio che la domina. Senza dimenticare, in una veduta a 360° della chiesa di SS. Pietro e Michele con altre abitazioni, scuderie e magazzini. David mi ricorda che il Borgo è stato spesso scelto come location per diversi set cinematografici come Io e Napoleone di Virzì e La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani.

Strano ma vero: nel Borgo Villa Saletta ci abita ancora una persona, in una casetta che parla di Storia, con le piccole finestre invase da fiori e illuminate da raggi del sole, creando un effetto amarcord prodigioso e allo stesso tempo inverosimile.

 
 Il Cru 980 ad

“La nostra tenuta è in continua trasformazione. Abbiamo intrapreso un percorso di restauro completo di questa fattoria storica per riportarla alla biodiversità e alla produttività del passato. Il nostro scopo è la sperimentazione continua con la frutta, gli ortaggi, le erbe e i fiori, ed essere al tempo stesso custodi responsabili della terra. Abbiamo in mente anche di trasformare questo edificio storico del borgo in un’esperienza di ospitalità di lusso, fondata sull’autenticità e sulla storia”. Adesso è David che ci parla dei progetti della famiglia inglese Hands mentre ci avviciniamo alla nuova cantina che presto non sarà più nuova nei disegni di più ampio respiro e progettualità d’interventi previsti.

“Viviamo in un’epoca in cui i processi, l’efficienza, la pianificazione, i dati e i procedimenti meccanici determinano il nostro vivere: noi preferiamo ancora ascoltare la terra, comprendere quali frutti può offrire, ma senza mai forzare il terreno affinché fornisca ciò che non dovrebbe. Lavoriamo la terra e la nutriamo affidandoci alle giuste tecnologie perché abbia tutto ciò che le serve per essere fertile”. Giunti al dunque: parlare di vino, di tutto quello che gira intorno e assaggiarlo.

La degustazione

“Nella tenuta si producono una serie di vini eccellenti: alcuni sono tipici esempi dello stile toscano e altri, grazie alle tecniche adottate, evocano i migliori cru di Bordeaux, ma con un tocco italiano inconfondibile”.

Così l’enologo David Landini al momento degli assaggi dei vini della Fattoria Villa Saletta nella modernissima sala-wineshop.

 
 Il borgo antico

Presente anche l’agronoma Silvia Mellini, conosciuta prima, attenta descrittrice dei terreni, vitigni, tecniche di allevamento.

Cosa può volere di più un assaggiatore se non essere guidato nei molteplici volteggi dei vini nei calici, nelle effusioni olfattive che si sprigionano ad ogni svolazzo e dalle analisi gustative e tattili?

“In Villa Saletta, l’innovazione serve a valorizzare una particolare tradizione. Ogni dettaglio ha un ruolo essenziale. Crediamo fondamentalmente che solo la cura empatica e olistica dell’ambiente possa produrre dei vini davvero eccezionali e così è sempre stato per noi”.

David mi parla di filosofia di produzione mentre versa sette vini, l’attuale produzione.

Con la mano, con gli occhi, con l’assaggio

- Spumante Rosé Villa Saletta Sangiovese 100%. 48 mesi sui lieviti. Vendemmia 2014, sboccatura 2020. È sceso nel calice carico di spuma liberando un perlage fine. Naso originale come abituati dal sangiovese. Uno sfacciato timbro di vino rosso che disorienta al palato. Molto diverso dai tradizionali spumanti.

- Villa Saletta Rosé 2018 Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc in parti uguali. Affinamento 8 mesi di cui il 75% in inox e 25% in bottiglia. Iniziato come esperimento nel 2013 senza Cabernet Franc e Sangiovese al 50%. L’assemblaggio ultimo ci ha guadagnato. Aleggiano sentori di ribes, frutti rossi. Al palato, acidità e sapidità lo rendono fresco, immediato, vivace pur nella sua semplicità.

- Villa Saletta Chianti 2015 92% Sangiovese, 4% Cabernet Sauvignon, 4% Cabernet Franc. Affinamento 12 mesi di cui 50% in barriques secondo passaggio, 50% in botti da 30hl. Rosso rubino luminoso caratteristico del Sangiovese.Naso che ricorda sensazioni solari di frutta matura. Al palato una buona tannicità con prezioso contorno minerale. Finale balsamico. Un bel Chianti delle colline pisane.

- Chiave di Saletta 2015 Sangiovese 50%, Cabernet Sauvignon 20%, Cabernet Franc 20%, Merlot 10%. Affinamento 14 mesi di cui 40% in barriques nuove, 30% in barriques di un anno e 30% in barriques di due anni. Rosso intenso, quasi impenetrabile. Profumi orientati verso tonalità balsamiche, erbe aromatiche, marasca e macchia mediterranea. Al palato tannicità vellutata, decisa mineralità. Lunghissimo.

- Saletta Riccardi 2015 Sangiovese 100%. L’espressione più vera della tenuta. Affinamento di circa 24 mesi di cui 50% in botti nuove e il resto in barriques di primo, secondo e terzo passaggio. Regala da subito intensi profumi fruttati con sfumature floreali macerate. Speziato su note di caffè, pepe rosa e liquirizia. Al palato solenne e sontuoso. Finale quasi infinito. Un bel futuro davanti a se.

 
 la bottaia

- Saletta Giulia 2015 55% Cabernet Frabc, 45% Cabernet Sauvignon. Affinamento in barriques di primo e secondo passaggio. Bendato sarebbe posizionato nel Bordeaux, Rive Gauche. Rubino scuro. Danza nel bevante con insistenza lasciando copiose tracce di se stesso. Al naso offre un ventaglio di note suadenti. Al palato caldo e morbidissimo ben sorretto da acidità e sapidità. Strutturato, armonico.

- 980AD 2016 Cabernet Franc 100%. Fermentazione e affinamento tutto in barriques in parte francesi e in parte ungheresi. Imbottigliato solo in Magnum. Che dire, un Franc così è difficile trovarlo. Un vino da meditazione e per pochi eletti. Chapeau!!!

“A Villa Saletta facciamo parte di una tradizione straordinaria: è una tradizione vivente, una storia che ci porta verso l’innovazione invece di limitare il cambiamento”.

Urano Cupisti

Read 923 times Last modified on Sabato, 12 Settembre 2020 14:12

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