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Venerdì, 27 Gennaio 2017 02:12

Bologna: Mostra - "Cartoni. Disegni smisurati del ‘900 italiano"

Written by Stefania Provinciali
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Chini. Autoritratto allo specchio Chini. Autoritratto allo specchio

Veder riuniti in un’unica raccolta “cartoni” di maestri del Novecento italiano è occasione piuttosto rara. Ce la offre la mostra proposta da Marco Fabio Apolloni e Monica Cardarelli dal titolo <Cartoni. Disegni smisurati del ‘900 italiano> che presenta (fino al 31) a Bologna, nello Spazio Sympò (ex Chiesa di Santa Maria del Buon Pastore), in 20 cartoni di maestri, la collezione della Galleria del Laocoonte di Roma: una sorta di pinacoteca di “disegni smisurati”, espressione dell’alto livello dell’esercizio del disegnare nella prima metà del secolo scorso, legato al ritorno alle tecniche di decorazione antiche e tradizionali.

Ferrazzi Ferruccio Cerere m 
 Ferrazzi Ferruccio: Cerere


Si va dal dannunziano Adolfo De Carolis con il grande foglio preparatorio del dipinto Primavera (1903) ad una monumentale figura di Mario Sironi che pare scolpita nella roccia a colpi di grafite. Del poliedrico Duilio Cambellotti è esposto il cartone per il rosone realizzato in vetri colorati per la Cattedrale di Teramo, oltre a due disegni preparatori per i manifesti del film Fabiola, uno dei primi kolossal italiani del immediato dopoguerra. Due maestosi cartoni per gli affreschi dello scalone del palazzo dell’INA a Roma – ora proprietà dell’Ambasciata Americana – sono opera del quasi dimenticato Giulio Bargellini (Firenze 1875- Roma 1936), frescante instancabile di terme, banche e ministeri dove andò traducendo in italiano le archeologie viventi di Alma Tadema e le bellezze femminili che Klimt aveva trasformato in sontuose carte da parati. Di Gino Severini è una Madonna con Bambino per la Cattedrale di Losanna. Di Galileo Chini una delle virtù, che ornavano il Padiglione delle Esposizioni della Biennale di Venezia.
Publio Morbiducci (1889-1963), è l’autore di una serie di disegni con trionfi di spoglie militari in cui le armi dell’antichità classica sono commiste con quelle moderne dell’ultima

Adolfo De Carolis La Primaveram
Adolfo De Carolis: La Primavera

guerra. Erano per grandi pannelli in vetro smerigliato, ma la sconfitta di quelle armi stesse venne prima della realizzazione finale. Del calabrese Achille Capizzano, autore tra l’altro di alcuni mosaici del Foro Italico, sono presentate due scene dalla Divina Commedia ispirate ad antiche xilografie.

Infine di Ottone Rosai è in mostra un Giovinetto Crocifisso sospeso quasi a grandezza naturale su un vasto foglio, in cui il rovello del disegno si traduce in un’apparenza espressionista di grande pathos.
<Il cartone - spiega Marco Fabio Apolloni  -è l’ultimo luogo delle incertezze, dei ripensamenti, dei cambiamenti improvvisi in corso d’opera. Sono le cancellature, le correzioni, ciò che rendono il cartone una sorta di sindone di carta di tutta la passione e le sofferenze di un artista nel corso della creazione del proprio capolavoro. E’ questa qualità del cartone in cui l’opera d’arte e il documento di lavoro si confondono che costituiscono la sua maggiore attrattiva>.

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