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Mercoledì, 06 Novembre 2019 16:45

AGROECOLOGIA IN PRIMIS - Mozzarella si ma solo se biologica. Chiudere gli allevamenti intensivi e lasciare solo quelli biologici con pascoli (video)

Written by Giuseppe Altieri
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il problema è sempre lo stesso… 
Siamo passati dai campi di sterminio allo sterminio dei campi (con pesticidi e disseccanti, concimi chimici e liquami putridi) e ritornati ai campi di concentramento animale… per massimizzare le produzioni zootecniche a danno della salute ambientale e degli animali. Oltretutto truccando i prodotti con latte importato dall'estero da allevamenti super intensivi vergognosi, forse anche peggiori di quelli italiani. Per il fallimento programmato degli allevatori italici intensivi, che vivono di contributi pubblici, i soldi delle nostre tasse, per ogni capo allevato... Il liquame è frutto di eccesso di animali rispetto alla terra disponibile per allevarli, importando mangimi a base di OGM e pesticidi, la cui produzione distrugge il pianeta Terra Madre… insieme alle emissioni degli allevamenti intensivi (Metano, Ossidi di Azoto, Ammoniaca, CO2, Vapore acqueo, ecc.) ad effetto serra devastante. Dobbiamo chiudere gli allevamenti intensivi e lasciare solo quelli biologici con i pascoli: al massimo 3 bufale per ettaro disponibili. Producendo sacro letame (solido, fertile e non inquinante). Anche collegando le regioni limitrofe, in mancanza di terra disponibile per il fieno (es. la Campania, laddove le bufale vivono benissimo al pascolo...) con le terre abbandonate e ricche di fieno (es. la Basilicata e i territori di alta collina e montagna limitrofi)… Riportando il letame alle terre che producono il fieno, dove è possibile poi coltivare cereali e legumi di altissima qualità biologica, nelle rotazioni… Vietando, in primis, la produzione di liquami putridi !!! Tutto ciò è stabilito dalle politiche agro-climatico-ambientali europee che dal 2007 finanziano oltre all'agricoltura biologica e la sostituzione dei pesticidi chimici, anche il Benessere animale. Agli allevatori e coltivatori biologici spettano per diritto tutti i mancati ricavi e i maggiori costi (a parità di prezzi di mercato) rispetto all'agricoltura convenzionale, più un 20% per le burocrazie e il rimborso delle spese di certificazione (tutto a carico della collettività). Più un 30% nel caso si attivi un'azione collettiva territoriale come quella di un sindaco che dichiara il territorio Biologico, in quanto tutore della salute dei propri cittadini. Sindaco che, vista la mancanza di ostacoli economici alla riconversione biologica, dovrebbe essere obbligato nella tutela della salute ambientale. I fondi sono obbligatori e prioritari e disponibili per tutti... Ma le regioni italiane, illegalmente, con il beneplacito dei ministeri agricoltura, sanità e ambiente e l'approvazione illegittima da parte della commissione europea, erogano questi fondi alle aziende zootecniche intensive a fronte di insignificanti impegni facoltativi degli allevatori... I Sindacati come Coldiretti, Cia e Unione Agricoltori sono corresponsabili di quanto accaduto ed accade... E' necessaria un'indagine parlamentare e un'azione decisa della Corte dei Conti e dei tribunali amministrativi e civili (quelli penali li lasciamo stare… perché ci fanno pena). 12 anni di fondi europei per il benessere animale (le nostre tasse) buttati per gli allevamenti intensivi… e 25 anni di fondi agroambientali destinati alla coltivazione biologica e alla sostituzione dei pesticidi… regalati alla falsa agricoltura Integrata !!! Fermiamoci… Fermiamoli… E' troppo tardi per non fare nulla…
Read 747 times Last modified on Mercoledì, 06 Novembre 2019 16:56

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