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Mercoledì, 01 Agosto 2018 09:04

Valpolicella - Storia secolare tramandata dai suoi vini

Written by Urano Cupisti
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Valpolicella Valpolicella
 
 Valpolicella

Morbidi declivi, valli segnate dai progni, i corsi d’acqua che ne sono l’origine nei millenni partecipando alla modellazione delle valli stesse, i venti che a volte strapazzano (d’inverno la Bora e il Föhn), a volte accarezzano gli oliveti, i frutteti e i vigneti.

Da Val Polesela, di Federico Barbarossa memoria, allo stemma del Comune di San Pietro in Cariano dove l’immagine di una fanciulla ci ricorda polyzèlos, molto beata e

 
insieme a Marco Accordini 

quindi alla valle molto beata oppure al termine latino pulcella. Storie e leggende che ci portano alla Valpolicella alla quale qualcuno dedicò questa frase:

“Non lo splendore del paesaggio, non gli eventi della storia, non i monumenti dell’arte, non i canti dei poeti, ha servito a rendere nota la Valpolicella quanto il suo prodotto tipico: il Vino”

Ed è stato il vino che mi ha portato in queste valli, all’origine dell’Amarone, il più famoso.

Ho scelto un itinerario che mi portasse alla conoscenza della sua vera anima. Dal progno di Fumane a quello di Negrar per poi terminare nella parte pianeggiante della Valpantena, alle porte di Verona.

 
 insieme a Marco Speri

Perché Verona e il suo territorio da sempre sono al centro di una ricca e fiorente economia agricola. In particolare in collina, sulle marogne, termine dialettale ad indicare i terrazzamenti vinicoli.

Valpolicella come sinonimo di viticoltura, come sinonimo dei tre vitigni che la rappresentano dalla notte dei tempi: Corvina, Rondinella e Molinara. Oggi affiancati da altri autoctoni come Corvinone, Oseleta, Negrara e Forselina.

Da queste uve nasce il “Valpolicella”, il vino di tutta l’area Doc, il “Valpolicella Classico”, vino prodotto nella parte collinare occidentale (definita Valpolicella Classica), il “Valpolicella Ripasso” ottenuto nel “ripassare” sulle vinacce di uve appassite, il “Valpolicella Superiore” ottenuto da un affinamento lungo almeno un anno ed infine il “Recioto” e “l’Amarone”.

Del Recioto si ha menzione già dalla fine dell’800. Ottenuto dopo appassimento delle uve su graticci, chiamati arele e posizionati nei fruttai, luoghi costruiti appositamente, ben ventilati, con caratteristiche studiate a perfezione. E proprio dal Recioto, negli anni ’30, ebbe inizio l’avventura dell’Amarone, che si differenzia per il residuo zuccherino inferiore. La nascita ufficiale di questo vino è il 1953, anno del suo primo imbottigliamento e commercializzazione da parte della Cantina Sociale di Negrar.

Il mio viaggio in Valpolicella è iniziato percorrendo i vari sali e scendi collinari dall’uscita Verona-nord dell’Auto-Brennero fino alle vigne dell’Azienda Stefano Accordini nelle vicinanze di Fumane.

Tesi ed essenziali i loro vini che raccontano bene il carattere della famiglia ispirata alla semplicità e al buon senso. Orientamento al biologico coniugando il rispetto di ogni terreno con la fedeltà alle tradizioni e sempre attenti al mercato in evoluzione.

Altra storia vissuta nella cantina di Marco Secondo al secolo Marco Speri a Fumane. Le due ore passate con Marco sono state quanto di più interessanti e a tratti divertenti che potessi immaginare.

 
insieme a Filippo e Francesco Azienda Giuseppe Quintarelli 

Un susseguire di assaggi dalle botti per capire le evoluzioni dei vini “atti a divenire…” Una visita full-immersion tra la natura dei suoi terreni e lunghi racconti delle sue esperienze nella famiglia degli Speri. Un caposaldo delle eccellenze nel Progno di Fumane.

Uno dei “fuoriclasse”, Giuseppe Quintarelli da Negrar. Vero e proprio faro della Valpolicella. Ad attendermi Lorenzo e Francesco, ultima generazione, figli di Fiorenza, l’erede di Giuseppe. La differenza con gli altri? Rimanere attaccati alla “tradizione”, avere vigneti nella parte più vocata della Valpolicella Classica, aver imposto il loro mercato e difenderlo. Nessuna logica perversa speculativa o seguire umori, capricci del mercato. Produzione limitata, prezzi abbondantemente superiori alla norma.

Proporzionati alle lavorazioni per produrli?

Resta il fatto che ogni sorso nell’assaggio è stato memorabile. Il tutto forse può essere interpretato come “inavvicinabili”, impossibili da visitare e/o acquistare i prodotti. Niente di tutto questo. Cantina visitabile, confronto nei metodi, nessun ostacolo. E se volete portare a casa una bottiglia di Amarone Riserva Giuseppe Quintarelli, mano al portafoglio e basta. Poi alla fin fine per un appassionato “è gettare il cuore oltre l’ostacolo”.

Infine Tenute Falezza, nella piana veronese. Una delle zone dove trovare il miglior rapporto qualità/prezzo. Il bacino vitato di questa azienda è l’inizio della Valpolicella allargata, l’inizio della Valpantena, la Valle degli Dei per gli antichi romani, semplicemente la Valle dei Vini per i suoi abitanti. Non è facile raccontare, senza cadere nel banale, di un contesto di “dedizione al lavoro” e “refrattari ad ogni lusinga”. Ricerca delle differenze che la voce del territorio assume da una vigna all’altra che ritrovi negli assaggi , nelle tensioni gustative e nelle note inconfondibili. Tutto qui. I vini delle Tenute Falezza sono la fedele esigente linearità: pulizia, gradevolezza , eleganza.

Valpolicella, una Storia secolare tramandata dai suoi vini.

Non ci sono vini comuni ma piccole e diffuse gemme enologiche in un territorio dalle dimensioni contenute ma eccellente per la qualità delle produzioni.


Read 4461 times Last modified on Martedì, 31 Luglio 2018 18:04

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