Tre destini, quelli di Onesto, Santo e Celeste, si incrociano in un raffinato romanzo popolare. Francesco Vidotto con ONESTO racconta uno spaccato d’Italia, in un grande feuilleton nutrito d’amore, passione e giovinezza. Quella del corpo, del cuore e di un paese alpino. Non si tratta di una biografia redatta a posteriori, ma di un coinvolgente viaggio alla scoperta di un singolare amanuense, ricostruita attraverso i suoi scritti: le sue ventinove lettere. Dal libro: (…) Caro Ciastellin, sei un monte taciturno. Oggi scrivo a te perché alle volte c’è bisogno di qualcuno che sappia soltanto ascoltare. (…) pagina 177 - (...) - Caro Monte Schiara, per me sei la montagna lontana dalla montagna. La prima volta che scesi fino a Belluno, ad accogliermi c’eri tu. (…) pagina 158 - Scrivere lettere, anche se a un destinatario inanimato, è per Guido Contin detto Cognac un modo per elaborare emozioni, pensieri e sentimenti complessi. Per lui, la cima di una vetta funge da "confidente" silenzioso, permettendogli di esprimersi senza il timore di giudizio o di una risposta che potrebbe complicare ulteriormente le sue vicissitudini. Egli firma le sue lettere con lo pseudonimo “onesto” per potersi esprimere liberamente su argomenti controversi senza temere reazioni negative affermando che: (…) tutti quanti dovrebbero avere due nomi, così, quando ti stanchi di te, puoi essere un altro.(…). Questo libro ci parla anche di viaggi e radici, di partenze e di incontri. Di antiche leggende e sapori perduti, di abbracci e smarrimenti. In un tessuto stilistico vivo e pulsante, un altro frammento che traspare saggezza poetica nelle parole struggenti di Guido Contin (…) Perché le stelle devono essere così lontane, pensai, come tutte le cose più belle. (…) pag. 105 - con questo pensiero il protagonista Guido Contin esprime poeticamente la malinconia e l'irraggiungibilità di ciò che egli desidera ardentemente, un sentimento comune nell'innamoramento verso Celeste l’amata del fratello gemello Santo. Con ONESTO - “Credo di aver capito l’amore cos’è. È qualcosa che, se lo metti accanto al cielo, non sfigura.” - l’autore Francesco Vidotto vince la sfida di dare dignità epica a una saga privata. Il risultato è un affresco che tocca più di qualunque celebrazione, perché canta una storia in cui tutti ritroviamo noi stessi attraverso un coro di voci che restano nel cuore. Il volume ONESTO dell’autore tout court Francesco Vidotto è un vero e proprio atto d’amore verso la sua terra Tai di Cadore, ricca di alone maestoso e incantato. Un racconto mosso, commosso e sempre vivo.
Francesco Vidotto (1976) è cresciuto tra le Dolomiti e ha lavorato per vent’anni come manager di grandi aziende, fino a che non ha capito una cosa che nemmeno alla facoltà di Economia gli avevano insegnato: “l’orologio più prezioso è quello che puoi permetterti di non portare”, la ricchezza più grande che ciascuno di noi ha è il tempo. Così è tornato tra le sue montagne, a Tai di Cadore, dove si dedica alla natura e alla scrittura, che da sempre è sua compagna di vita. Tra i suoi racconti e romanzi ricordiamo in particolare Oceano, pubblicato da Minerva edizioni, amatissimo dai lettori che lo hanno reso un longseller.
ONESTO – “Credo di aver capito l’amore cos’è. È qualcosa che, se lo metti accanto al cielo, non sfigura.”
Francesco Vidotto
Editore Bompiani
Pagine 252