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Sabato, 10 Dicembre 2016 08:54

Editoria - Maria Letizia Putti: “Questa storia è una rivincita”

Written by Michela Zanarella
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L’autrice romana Maria Letizia Putti torna ad affascinare i lettori con un nuovo romanzo dal titolo curioso ‘Lo scrittore non ha fame’ edito da Graphofeel, dopo il notevole successo della biografia romanzata de ‘La signora dei baci. Luisa Spagnoli’. Il libro è frutto di un percorso di scrittura in costante evoluzione. Una scrittura in movimento, che lascia intuire la volontà di mettersi in gioco partendo dalla storia di un uomo qualunque, un bibliotecario pendolare con due grandi passioni: la scrittura e la musica. La sua quotidianità divisa tra lavoro, famiglia e amici, prende una direzione insolita, quando l’ispirazione prende il sopravvento e le parole si susseguono tra i fogli, fino a dare forma ad un romanzo. Arriva il confronto con un editore, la pubblicazione e l’inaspettato successo. E si sa che non sempre è facile gestire qualcosa che non si conosce fino in fondo. L’autrice ci porta ad intuire i dubbi, le paure, le gioie e le ambizioni di uno scrittore che scopre il sapore della fama, fino a perdere i riferimenti del proprio equilibrio. Verrà il momento di fare delle scelte. Un viaggio interiore ed esteriore tra le emozioni, che rivela luci ed ombre di una realtà non facile da comprendere. Incontriamo la scrittrice proprio per capire meglio che cosa l’ha portata a pubblicare questo libro.

Dalla biografia romanzata de “La signora dei baci. Luisa Spagnoli” al romanzo “Lo scrittore non ha fame”, cosa è cambiato nella sua scrittura?

“Ho scritto il romanzo dello scrittore prima di quello sulla Spagnoli, ma le scelte editoriali della Graphofeel hanno dato la priorità alla Spagnoli. Nessun cambiamento nello stile di scrittura: “La Signora” è redatto al passato in terza persona, mentre “Lo scrittore” è al presente raccontato da un io narrante, come un diario; nei numerosi dialoghi ho usato, come impone la verosimiglianza, un linguaggio familiare, in qualche caso anche gergale, fiorentino, romanesco, italo-americano.

L’allungarsi dei tempi per la pubblicazione dello “Scrittore” mi ha dato modo di rileggere e di apportare qualche ripensamento. Un testo non è mai “congelato”, ogni volta che rileggo quanto ho scritto sono portata a limare, rivedere, modificare…Mai contenta della mia scrittura devo forzarmi a mettere un punto fermo e scrivere FINE, altrimenti proseguirei all’infinito…”

Il titolo del nuovo libro è piuttosto curioso, perché lo scrittore non ha fame? Cosa significa?

“Suscitare curiosità su un romanzo che parla di uno scrittore era l’intento che ha portato a creare un titolo dall’apparenza bislacca, pronto per essere interpretato secondo diverse chiavi di lettura: lo scrittore non ha fame perché quando è concentrato nello scrivere perde la nozione del tempo e dimentica di mangiare. Ma può essere solo un gioco di parole tra fame, una condizione comune a tutti i mortali, e Fama, la gloria a cui aspira chi scrive. In realtà nel testo troviamo il protagonista amante delle tavolate e della buona cucina, anzi, negli episodi di maggior tensione emotiva, Andrea sottolinea a gran voce la necessità di soddisfare i brontolii dello stomaco”.

Il protagonista è un bibliotecario pendolare. Un uomo che si divide tra lavoro, famiglia e due passioni: la scrittura e la musica. Che cosa l’ha portata a definire la personalità di Andrea?

Le Rocce 1 
 Le rocce

“Mi piaceva l’idea di cimentarmi con una favola moderna: nella vita quotidiana ci si scontra con mille difficoltà, nel romanzo un individuo normale riesce con le sue sole forze e con doti innate di scrittore ad emergere. Mi è piaciuto per una volta capovolgere gli schemi tradizionali: se non si conosce qualcuno non si può tentare la scalata al successo, ormai è un assioma ben chiaro della quotidianità contemporanea. Quindi questa storia è quasi una rivincita delle capacità personali sulle consuetudini attuali: una serie fortunata di circostanze e talento da vendere fanno aumentare la notorietà del protagonista fino a obbligarlo, con sofferenza, a scegliere tra la musica e la scrittura, a scapito della prima”.

C’è un elemento fondamentale nella scrittura di Andrea: l’osservazione. Anche per lei è essenziale scrutare il mondo, la gente, gli elementi per poi dare forma alla sua creatività?

“Per quale scrittore non è fondamentale il proprio vissuto e il mondo che lo circonda? C’è sempre qualcosa di personale in quello che si scrive, anche impercettibile, anche infinitesimale ma c’è. Diffidate di chi sostiene che i propri scritti sono pura e totale invenzione!”.

Se dovesse scegliere uno scrittore del passato a chi assomiglierebbe Andrea?

“Penso a nessuno, perché Andrea è una mia invenzione, non una persona reale. Non so cosa abbia scritto, quale sia il suo stile, non ho letto nulla di suo, l’ho solo immaginato e descritto, fino a raccontarne i successi ma null’altro. L’ho creato geniale, di talento, gli ho fatto scrivere parecchi lavori, di cui conosco le trame, ma non lo stile o la profondità dei contenuti; è qui che entra in gioco la valenza surreale dell’aver fatto di uno scrittore il protagonista di un romanzo!”.

Scrivere comporta un confronto con i lettori e con la critica. Se va bene si arriva ad assaporare il successo. Lei che rapporto ha con i suoi lettori?

“Sono ancora troppo “giovane” come scrittrice (non in senso anagrafico, ovvio!) per avere il termometro di quali siano i miei lettori e per poterne descrivere il rapporto. Per quel poco che intuisco, mi sembra che ci siano apprezzamenti, ma non mi piace parlare di me stessa, mi sembra di autoincensarmi e non è nelle mie corde. Lasciamo fare al tempo…”.

Che cosa si aspetta da questo romanzo?

“Che i miei venticinque lettori, reminiscenza manzoniana, apprezzino il frutto del mio ingegno”.

 

Maria Letizia Putti è romana, “emigrata” nella Tuscia meridionale. Laureata in Archeologia e topografi­a medioevale, ha insegnato storia dell’arte e collaborato con la Rai come scrittrice di testi radiofonici. Da anni si occupa di conservazione del materiale librario antico e moderno presso una biblioteca scienti­fica statale. Autrice di articoli tecnici e appassionata cultrice di musica, ha esordito nella narrativa con Il passato remoto (2014, riedito nel 2016 come e-book). Per la Graphofeel ha scritto la biogra­fia romanzata La signora dei Baci. Luisa Spagnoli (2016).

Read 7770 times Last modified on Lunedì, 12 Dicembre 2016 14:45

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